Tremori del neonato: perché si verificano?

Sono movimenti molto frequenti in epoca neonatale. La loro durata dipende dalla causa che li ha scatenati, occasionalmente possono ripresentarsi, ma in genere si risolvono entro le prime due-quattro settimane di vita. Vediamo come riconoscerli e distinguerli da altri movimenti involontari dei muscoli

Immagine per l'autore: Anna Maria Bagnato
Anna Maria Bagnato , pediatra, dirigente medico in servizio presso il reparto di Neonatologia dell’ospedale di Crotone. Nel corso della sua specializzazione ha approfondito la Reumatologia e le Emergenze pediatriche del neonato e del bambino
Mamma osserva tremori del suo neonato

«Stava dormendo nella culla quando all’improvviso ha cominciato a tremare. Così, senza motivo. E non è la prima volta che succede. Da cosa può dipendere?».

I tremori del neonato e quelli del lattante sono fenomeni definiti “parossistici”, cioè particolarmente evidenti, spesso brevi, in grado di destare preoccupazione nei genitori. Nel corso del primo anno di vita, fino al 9% dei bambini manifesta questi episodi che, nella maggior parte dei casi, dipendono dalla maturazione delle strutture nervose e non rappresentano segni di malattia.

Cosa sono i tremori del neonato

Esattamente, cosa sono i tremori del neonato? Sono movimenti involontari nel primo mese di vita dovuti all’alternanza di contrazioni di gruppi muscolari “antagonisti”, che esercitano cioè movimenti opposti: un gruppo muscolare, contraendosi, flette l’articolazione, mentre l’altro, al contrario, la estende.

I tremori si classificano in:

  • Tremori fini. A bassa ampiezza (max 3 cm) e alta frequenza (più di sei movimenti al secondo).
  • Tremori grossolani. Ad ampiezza elevata (più di 3 cm) e frequenza bassa (meno di sei movimenti al secondo). 

In inglese la presenza di tremori ricorrenti viene chiamata jitteriness.
Cosa indicano i tremori nel neonato? Questi movimenti sono molto frequenti in epoca neonatale (compaiono in due terzi dei nati sani durante i primi giorni di vita), soprattutto nei neonati di basso peso alla nascita (al di sotto dei 2.500g) e in quelli prematuri. Fondamentalmente, sono manifestazioni dovute al fatto che il sistema nervoso del bambino appena nato è ancora immaturo (parleremo più avanti nel dettaglio del meccanismo che li determina).

Per capire cosa significano i tremori del neonato e valutare se possono avere un significato patologico è importante sapere se la gravidanza ha avuto un decorso regolare o complicato, se sono stati assunti farmaci o sostanze dannose da parte della gestante, se esiste una familiarità per patologie di tipo neurologico, endocrino-metabolico, malformativo (ad esempio malformazioni vascolari).

Per riuscire a riconoscere i tremori, occorre quindi cominciare a escludere tutti i movimenti dovuti ad altro.
Le mioclonie, ad esempio, sono movimenti molto rapidi ed evidenti, spesso non ritmici, dovuti a un’improvvisa contrazione (o rilassamento) di uno o più muscoli. La causa è una sovra-stimolazione generata dal sistema nervoso.

L’iperreflessia è invece l’accentuazione eccessiva del “riflesso di sussulto” (la reazione involontaria e completamente naturale che il bambino può avere nei confronti di una stimolazione improvvisa, come ad esempio un rumore forte, la sensazione di cadere…).

In epoca neonatale, soprattutto nella prima settimana di vita, accanto ai tremori benigni è possibile osservare movimenti ritmici nel volto, nelle estremità o nel tronco che possono essere spia di convulsioni neonatali. Stabilire se si tratta di una convulsione o di un tremore benigno non è affatto facile. Una diagnosi certa si registra solo se viene effettuato l’EEG durante i movimenti e, contemporaneamente, documentando le scariche dei neuroni che controllano quel gruppo muscolare (le convulsioni neonatali, infatti, dipendono dall’attivazione di alcuni neuroni che cominciano a “scaricare” senza alcun freno). 

Un’altra condizione di tremori che si verificano durante il sonno è il cosiddetto Mioclono benigno del sonno neonatale, che insorge nelle prime settimane di vita e si risolve entro due-tre mesi. Come già riportato nel nome, si tratta di una condizione benigna che non influisce sullo sviluppo psicomotorio. L’EEG è normale, così come l’esame neurologico.  

Tipicamente gli episodi di mioclono avvengono esclusivamente durante il sonno e hanno una durata variabile (gli episodi protratti rischiano di essere scambiati per crisi convulsive). Si notano movimenti a scatti e simmetrici di gambe e braccia, che scompaiono poi con il risveglio. Fattori scatenanti riconosciuti sono il dondolamento del neonato nella direzione testa-piedi e le stimolazioni uditive ripetitive. Si pensa che il mioclono benigno del sonno neonatale sia dovuto all’immaturità di quei circuiti che dovrebbero sopprimere i movimenti durante il sonno, localizzati nella regione più primitiva del cervello: il “tronco encefalico”. In alcuni casi è possibile riscontrare una familiarità per disturbi del sonno (sonnambulismo, eccetera).

Quali sono le cause di tremori nel neonato?

Un’ipotesi è che i tremori di natura benigna dei primi giorni di vita siano dovuti all’immaturità dei neuroni del midollo spinale che controllano i riflessi muscolari (le risposte “automatiche” dei muscoli agli stimoli).
Un’altra ipotesi si basa sul fatto che nel neonato sono presenti livelli elevati di noradrenalina, uno degli “ormoni dello stress” che aiuta il piccolo nell’adattamento alla vita extrauterina. 

Ecco un esempio tipico di tremore benigno: il bambino è sveglio e in lui si notano oscillazioni dei muscoli avanti e indietro, di uguale ampiezza, innescati da uno stimolo tattile, uditivo o visivo.
Talvolta è possibile osservare tremori nel neonato anche durante il pianto. Un’altra causa benigna è il “tremore ereditario del mento”, che coinvolge i muscoli intorno alla bocca e si trasmette geneticamente.

Altre volte le cause di tremori del neonato sono di natura patologica e tra queste ricordiamo:

  • Ipoglicemia, ovvero ridotti valori di glucosio nel sangue (inferiori a 45-47 mg/dl nelle prime 48 ore di vita). 
  • Ipocalcemia, ovvero ridotti valori di calcio circolante (inferiori a 8 mg/dl nel neonato a termine e inferiori a 7 mg/dl nel neonato pretermine).
  • Sindrome da astinenza neonatale. È una condizione che si verifica nei neonati figli di madri che hanno assunto in gravidanza sostanze stupefacenti e/o psicofarmaci (oppiacei, metadone, cocaina, amfetamine, cannabinoidi, benzodiazepine, barbiturici). I piccoli tendono ad avere tremori grossolani, a essere irritabili o letargici, ad avere un respiro affannoso, suzione difficoltosa o frenetica, vomito, aumento della temperatura corporea, alterazioni del tono muscolare. Per questi neonati è necessario il ricovero con valutazioni laboratoristiche e cliniche, e un eventuale trattamento farmacologico per trattare quelle che sono vere e proprie crisi di astinenza. 
  • Encefalopatia ipossico-ischemica. Condizione di sofferenza cerebrale che si verifica per carenza di ossigeno (ipossia) tipicamente in prossimità/durante il parto. In base alla gravità e alla durata dell’ipossia, il neonato potrà mostrare uno stato di iperallerta, ipereccitabilità, tremori grossolani, fino ad arrivare a condizioni più gravi: letargia, scarsa reattività o crisi convulsive che necessitano di trattamento. 
  • Ipertiroidismo materno. I neonati figli di mamme che hanno sofferto di ipertiroidismo durante la gravidanza, nel caso di patologia tiroidea non adeguatamente trattata, possono presentare tremori più o meno accentuati e avere alterazioni della frequenza cardiaca (tachicardia o extrasistoli). Tali effetti sono dovuti all’eccesso di ormoni tiroidei, che hanno un effetto stimolante sul metabolismo e sulle attività di vari organi e apparati. 

Cosa fare per i tremori del neonato?

In prima battuta è bene accertarsi che il neonato si trovi in un ambiente adeguatamente riscaldato (mani e piedi non devono essere freddi). In secondo luogo, può risultare utile consultare il personale sanitario della Neonatologia per valutare il tipo di tremori ed eventualmente misurare la glicemia e la concentrazione di calcio nel sangue. 

Una prima manovra che consente anche a un occhio poco esperto di differenziare i tremori dalle mioclonie, può essere il contenimento del neonato (in grado di interrompere i tremori). Altra manovra utile che interrompe i tremori benigni è stimolare la suzione al seno, oppure introdurre con delicatezza un dito (adeguatamente pulito) nella bocca del neonato. 

Cosa non fare invece durante i tremori del neonato? Se i tremori non scompaiono dopo le manovre suggerite o addirittura peggiorano, è possibile che ci si trovi davanti a una mioclonia o a una convulsione che richiede indagini approfondite. La raccomandazione generale è quella di osservare il bambino nella sua globalità (vedere se i tremori durano a lungo, se è vigile e sereno o se invece fa dei movimenti strani con gli occhi o con la testa).

Quando contattare il pediatra per i tremori? Quando gli episodi osservati si presentano in maniera ricorrente, durano a lungo e sono accompagnati da letargia, irritabilità, suzione molto svogliata, riduzione o aumento del tono muscolare, respiro irregolare, episodi di apnea (sospensione del respiro per più di 20 secondi), è bene contattare in tempi brevi il pediatra o condurre il bambino in un pronto soccorso, possibilmente in un centro dedicato alle cure pediatriche, per un’eventuale valutazione neurologica ed elettroencefalografica. 

I tremori nel lattante

Dai 30 giorni di vita in poi, fino allo svezzamento, non parliamo più di tremori del neonato ma di tremori nel lattante. Sono meno frequenti rispetto all’epoca neonatale, e anche in questo caso occorre distinguerli da alcuni eventi simili:

  • Attacchi di brivido/tremanti. Il bambino appare imbambolato e può presentare tremori rapidi della testa, delle spalle e del tronco. Contestualmente possono manifestarsi irrigidimento, flessione ed elevazione delle braccia con dei tremori di bassa ampiezza. Questi attacchi si verificano quando il piccolo è sveglio (ad esempio durante il cambio del pannolino, il pasto, il gioco, in una fase di eccitazione o di frustrazione…), hanno una durata di quattro-cinque secondi (10 al massimo) e possono presentarsi anche 10 volte al giorno. Non si verificano durante il sonno o quando il bambino è tenuto in braccio e coccolato.

Gli attacchi di brivido/tremanti tendono ad attenuarsi nel tempo e si risolvono in genere entro la prima-seconda decade di vita. 

  • Mioclono benigno dell’infanzia (Spasmi infantili benigni non epilettici). Tale condizione insorge tra i 3 e gli 8 mesi di vita. È caratterizzata da spasmi generati da brevi contrazioni con aumento del tono muscolare, brividi oppure perdita di tono muscolare (atonia). Gli spasmi si verificano spesso durante i pasti, e nel corso del tempo (settimane/mesi) tendono ad aumentare in intensità e frequenza, per poi risolversi spontaneamente intorno ai 2-3 anni di età. Si manifestano solo in fase di veglia, ma non sono facilmente distinguibili da quelli delle crisi convulsive. Pertanto risulta necessaria la valutazione da parte del neurologo pediatra/neuropsichiatra infantile sia con l’elettroencefalogramma (EEG), sia con il monitoraggio delle tappe dello sviluppo psicomotorio

Durante le visite ambulatoriali, molti genitori riferiscono episodi di tremori del lattante nel sonno. In uno studio recente condotto su 22 bambini di età compresa tra il primo e il settimo mese di vita è stato rilevato che mentre il cervello è in una fase di “sonno quieto” si registrano dei tremori. Si ipotizza che tali movimenti siano stimoli utili allo sviluppo psicomotorio del bambino [1] .

Fino a quando si verificano i tremori nei neonati e nei lattanti?

La durata dei tremori propriamente detti dipende dalla causa che li ha scatenati. I tremori benigni del neonato, in genere, si risolvono entro le prime due-quattro settimane di vita anche se occasionalmente possono ripresentarsi nei mesi successivi.

Immagine per l'autore: Anna Maria Bagnato
Anna Maria Bagnato

calabrese di nascita, ha studiato a Messina, dove si laurea in Medicina e si specializza in Pediatria, approfondendo in particolare i campi della Neonatologia e delle emergenze pediatriche. Il percorso di specializzazione la porta anche a frequentare la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Buzzi” di Milano e il Pronto Soccorso Pediatrico dell’IRCSS “Burlo Garofolo” di Trieste. Dal 2019 scrive per Uppa.

Note
[1] AA.VV., Twitches emerge postnatally during quiet sleep in human infants and are synchronized with sleep spindles, «Curr Biol», 2021;31(15):3426-3432
Bibliografia
Articolo pubblicato il 25/05/2022 e aggiornato il 19/06/2022
Immagine in apertura ArtMarie / iStock

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