Ambiente

Inquinamento e aria di casa

di Giacomo Toffol - Pediatra, Pederobba

Magritte

Quando pensiamo all’inquinamento dell’aria ci viene difficile pensare a cosa succede all’interno delle nostre case.
Come per un’inconscia difesa infatti pensiamo sempre all’esterno, all’inquinamento delle nostre strade e piazze, illudendoci che le pareti della nostra casa ci possano proteggere da questi nemici dai nomi difficili (ozono, CO2, PM10…). Una volta chiusa alle nostre spalle la porta di casa, o dell’ufficio, o della scuola, ci sembra di vivere in un ambiente incontaminato.

Ma purtroppo non è così: l’aria degli ambienti interni infatti, in cui tutti noi trascorriamo circa il 90% della nostra vita, è più inquinata di quella esterna. Vi si ritrovano infatti gli stessi inquinanti esterni, oltretutto più concentrati per l’effetto “intrappolamento” dell’aria esterna, dovuto essenzialmente all’azione assorbente di pareti, pavimenti, mobili e suppellettili varie. Oltre a questi sono inoltre presenti altre sostanze proprie degli ambienti interni, legati agli inquinanti propri ed alle attività umane che vi si svolgono. Gli inquinanti propri degli ambienti interni sono rappresentati dalla polvere domestica, dai materiali con cui è costruita la casa e i suoi arredi, dai rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti).

Se gli “untori” siamo noi

Tra gli inquinanti dovuti ad attività umane ricordiamo il fumo di tabacco, le sostanze derivate dai processi di combustione (stufe, fornelli etc.), dall’uso di prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, di stampanti per computer, fotocopiatrici, prodotti per l’hobbistica (colle, vernici solventi, adesivi). Fra queste sostanze la più pericolosa è il fumo di tabacco, i cui effetti nocivi sulla salute sono da molto tempo documentati. Poi ci sono le sostanze che si liberano negli ambienti a seguito del riscaldamento degli edifici e delle attività di cottura dei cibi (monossido di carbonio, ossido nitrico, ossido di zolfo, benzene, formaldeide, composti poliaromatici e particolato sospeso, a seconda delle fonti di energia utilizzate) ed i solventi organici che si liberano durante l’uso dei prodotti per la manutenzione e la pulizia delle case.
Tutte queste sostanze possono avere effetti nocivi sulla salute, sia in modo acuto, sia, come sempre più studi clinici tendono a dimostrare, a lungo termine.

Ma allora come possiamo proteggerci, e soprattutto proteggere i nostri bambini, da questi rischi?

Innanzitutto non fumiamo, né permettiamo che fumino eventuali ospiti. Inoltre arieggiamo in abbondanza i locali, in tutte le stagioni dell’anno, senza illuderci che eventuali impianti di condizionamento siano in grado di garantire un adeguato ricambio dell’aria. Ed ancora controlliamo il buon funzionamento di stufe e caminetti, riduciamo al minimo l’utilizzo dei prodotti antitarme, e facciamo in modo che i bambini non possano entrare in contatto con loro. Infine nella pulizia non eccediamo con la quantità di detersivi e cerchiamo di utilizzare i sistemi naturali (“bianco di Spagna”, ammoniaca, aceto).

Anche i muri posso essere nocivi

Da alcuni anni si sta prestando sempre maggior attenzione alle sostanze utilizzate per la costruzione delle case, utilizzando materiali sempre più sicuri. Tuttavia ancora molte sostanze tossiche si possono ritrovare nei materiali da costruzione e nei rivestimenti delle nostre abitazioni.
Tra queste ricordiamo:

  • amianto o policlorobifenili (PCB) nei prodotti isolanti;
  • clorofenoli e piretroidi nei preservanti del legno e delle tappezzerie;
  • composti organici volatili (benzene, etilbenzene, toluene) nelle colle per parquet;
  • formaldeide nelle resine per moquettes e nei materali isolanti;
  • fibre minerali sintetiche nel vetro e nelle ceramiche.
Pubblicato sul numero 05/2006
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