La guardia medica pediatrica, oggi generalmente indicata come servizio di continuità assistenziale pediatrica, offre supporto sanitario quando il pediatra di libera scelta non è disponibile, ad esempio nelle ore serali, nei fine settimana e nei giorni festivi. Si tratta di un punto di riferimento importante per le famiglie che si trovano ad affrontare problemi di salute improvvisi ma non tali da richiedere l’accesso immediato al Pronto Soccorso. Di seguito spieghiamo quando è opportuno contattare la guardia medica pediatrica, quali prestazioni può fornire e in quali casi è invece necessario rivolgersi ai servizi di emergenza. Approfondiremo inoltre il tema del triage telefonico, della gestione delle urgenze pediatriche minori, dell’organizzazione territoriale del servizio e delle differenze tra continuità assistenziale, pediatra di famiglia e Pronto Soccorso.
Sara, 20 mesi, ha febbre e mal d’orecchio. Purtroppo è sabato e l’ambulatorio della Pediatra è chiuso. Che fare? Aspettare che passi il weekend, anche se potrebbe servire un antibiotico? Andare in pronto soccorso potrebbe sembrare esagerato e poi sabato c’è sempre una gran fila. A chi rivolgersi?
Una situazione, come molte altre, che non presenta caratteristiche di emergenza o urgenza per cui si renda necessario chiamare il 112 oppure accedere in pronto soccorso, ma che non è neanche differibile: non si può rimandare la visita medica per troppo tempo. Proprio per queste problematiche, per la presa in carico dell’età pediatrica (0-13 anni) fuori dall’orario di visita del pediatra, è stata inserita la Continuità Assistenziale Pediatrica, ex guardia medica pediatrica (presente solo il parte delle città italiane) che, per comodità, continueremo a chiamare con questo nome.
La guardia medica pediatrica è accessibile tramite il numero telefonico dedicato o attraverso il pronto soccorso pediatrico. I genitori possono contattare questo servizio per ottenere consigli medici, prenotare visite domiciliari o essere indirizzati verso strutture sanitarie appropriate in base alle necessità del bambino o della bambina. Il servizio solitamente è gestito da un team di medici pediatri specializzati nell’assistenza ai bambini, che sono addestrati a gestire una vasta gamma di condizioni mediche pediatriche.
La guardia medica pediatrica si occupa della comunità pediatrica quando il pediatra non è in ambulatorio o non è reperibile. Anche se il funzionamento varia a seconda della Regione e dell’ASL/ATS, ci sono alcune caratteristiche comuni su tutto il territorio e, in particolare, la guardia medica funziona:
Come funziona la guardia medica per i bambini? Una volta esposto il problema, il personale potrà procedere in vario modo: limitandosi a dare un consiglio telefonico, prescrivendo farmaci per una terapia d’urgenza, convocando il paziente in ambulatorio di Continuità Assistenziale o inviandolo in pronto soccorso. La guardia medica pediatrica, di norma, non effettua visite a domicilio. Per il funzionamento specifico a seconda del territorio di riferimento, è bene consultare la propria ASL/ATS per ottenere il numero di telefono da contattare e ulteriori informazioni più specifiche.
Solitamente, quindi, prima di recarsi di persona all’ambulatorio, è sempre consigliabile contattare telefonicamente la guardia medica pediatrica per ricevere una valutazione sulla necessità medica. Una volta contatta, l’operatore potrà richiedere:
In questa situazione è di fondamentale importanza mantenere la calma e non farsi prendere dall’ansia per fornire all’operatore delle informazioni chiare ed evitare di perdere tempo in questa fase iniziale. Così da permettere all’esperto di avere un quadro completo e realistico della condizione del bambino o della bambina che necessita assistenza. Alla fine di questa prima operazione, l’operatore deciderà come procedere e potrà mettere in contatto il genitore direttamente con il medico di riferimento in base all’indirizzo fornito.
A questo punto, il medico potrà limitarsi a un consulto telefonico oppure invitare i genitori a visita presso l’ambulatorio della guardia medica pediatrica o ancora consigliare di recarsi direttamente in ospedale. Qualora la situazione lo dovesse richiedere, il medico potrebbe anche attivare il Servizio Emergenza attraverso il 112.
Se ci si trova nella condizione, come nell’esempio dell’introduzione, di dover chiamare la guardia medica pediatrica, significa che è insorto un problema abbastanza in fretta, quindi acuto, altrimenti i genitori di Sara avrebbero atteso per contattare la propria pediatra il giorno seguente o quando disponibile.
Per problemi non acuti, come ricette per terapie croniche, prescrizioni per accertamenti diagnostici come esami del sangue o visite specialistiche, somministrazione di vaccinazioni o prestazioni infermieristiche è bene attendere che il proprio pediatra sia in ambulatorio e contattarlo negli orari previsti.
Ma, quindi, quando serve la guardia medica pediatrica? Il motivo della chiamata alla guardia medica, nel nostro esempio, era la corretta analisi da parte dei genitori che hanno reputato il problema “non differibile”: un’otalgia febbrile, sotto i due anni, necessita di visita medica in tempi brevi. D’altra parte, una sospetta otite non rientra tra le “emergenze”: in un giorno feriale, i genitori di Sara avrebbero chiamato la propria Pediatra e avrebbero richiesto una visita in ambulatorio e di certo non l’avrebbero portata direttamente in pronto soccorso.
La guardia medica pediatrica va quindi utilizzata e chiamata quando è notte o è un giorno festivo e vorremmo chiamare il nostro pediatra per un problema sanitario pediatrico che non può proprio attendere il suo rientro in ambulatorio.
Per concludere, se di notte o nei giorni festivi insorge un problema medico pediatrico che ci fa preoccupare, conviene cercare online guardia medica pediatrica o “Continuità Assistenziale” e la nostra ASL/ATS di riferimento: apparirà una pagina in cui saranno riportati il numero di telefono, gli orari e le modalità specifiche di funzionamento.
Ricordiamo alcuni elementi chiave sulla guardia medica pediatrica:
se la condizione del bambino richiede cure ospedaliere, la guardia medica pediatrica può facilitare il trasferimento diretto verso il reparto di pediatria dell’ospedale più vicino.
Quando è meglio contattare la guardia medica pediatrica invece di andare al pronto soccorso?
La guardia medica pediatrica può essere un punto di riferimento quando il pediatra non è disponibile e il bambino presenta un problema che richiede una valutazione medica, ma non appare in condizioni di emergenza. Febbre, mal d’orecchio, vomito, diarrea o altri disturbi che preoccupano i genitori possono spesso essere gestiti attraverso questo servizio. Se invece il bambino ha difficoltà respiratoria, alterazioni dello stato di coscienza, convulsioni o altri sintomi gravi, è opportuno rivolgersi direttamente al pronto soccorso.
Quali informazioni è utile avere a disposizione prima di chiamare?
Quando si contatta la guardia medica pediatrica può essere utile preparare alcune informazioni essenziali: età e peso del bambino, sintomi presenti, temperatura corporea, eventuali farmaci già somministrati e il momento in cui sono comparsi i disturbi. Fornire indicazioni chiare e precise aiuta il medico a comprendere meglio la situazione e a suggerire il percorso più appropriato. È utile anche avere a portata di mano eventuali documenti clinici rilevanti, soprattutto se il bambino soffre di patologie croniche.
La guardia medica pediatrica è disponibile in tutte le zone d’Italia?
No, l’organizzazione del servizio può variare da una Regione all’altra e non tutte le aree dispongono di una guardia medica specificamente pediatrica. In alcune zone l’assistenza ai bambini negli orari notturni, festivi o prefestivi è garantita dal servizio di continuità assistenziale, che si occupa sia degli adulti sia dei pazienti in età pediatrica. Per questo è utile informarsi in anticipo sui numeri e sulle modalità di accesso previste nel proprio territorio.
Cosa fare se il bambino si ammala quando non è disponibile una guardia medica pediatrica?
Se nella propria zona non è presente un servizio dedicato ai bambini, è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale attivo negli orari in cui il pediatra non è reperibile. Il medico valuterà i sintomi e indicherà come procedere, consigliando eventualmente una visita, un monitoraggio a domicilio o l’accesso a una struttura sanitaria. In presenza di sintomi che fanno pensare a una situazione urgente o potenzialmente grave, non bisogna attendere ma rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza.

Si è specializzato in Pediatria presso l’Università degli Studi di Torino. Pediatra del Territorio, fa parte dell’Associazione Culturale Pediatri e del gruppo Pediatria di Genere.