Il primo trimestre di gravidanza è una fase di grandi trasformazioni fisiche ed emotive, durante la quale l’organismo materno si adatta rapidamente alla crescita dell’embrione. In questo articolo vengono descritti i principali sintomi della gravidanza nelle prime settimane, come stanchezza, sonnolenza, tensione al seno e piccoli sanguinamenti fisiologici, spiegandone il significato e quando è opportuno rivolgersi al medico. Ampio spazio è dedicato ai cambiamenti psicologici, spesso caratterizzati da emozioni contrastanti, e all’importanza della prima visita ostetrica, degli esami di controllo e dell’adozione di corretti stili di vita. L’articolo approfondisce inoltre le trasformazioni che interessano il corpo della futura mamma e il ruolo del primo trimestre nello sviluppo della gravidanza, offrendo informazioni utili per affrontare questo periodo con maggiore consapevolezza e serenità.
La vita si prepara a sbocciare quando, in genere quattordici giorni dopo l’inizio della mestruazione (a tal proposito, leggi il nostro articolo in cui spieghiamo la differenza tra “età concezionale” ed “età gestionale”), nel segreto del corpo materno fluttua una cellula uovo proveniente da una delle due ovaie. Il suo scopo evoluzionistico è di essere fecondata e raggiungere l’utero attraverso la tuba. Sono passate circa 24 ore da quando l’ovulo è stato espulso, e improvvisamente viene investito dagli spermatozoi che risalgono dalla vagina, nel tentativo frenetico di penetrarlo. Nella norma, uno solo ci riuscirà (è la magia del concepimento).
Lo zigote – questo è il nome della cellula uovo fecondata, che contiene in sé il patrimonio genetico di entrambi i genitori – inizia immediatamente a moltiplicarsi continuando il suo viaggio verso la cavità uterina, che deve raggiungere entro il ventunesimo giorno del ciclo. Questo è indispensabile per avere una buona probabilità di annidarsi con successo, e cominciare ad abitare il corpo della madre.
Data di inizio dell'ultimo ciclo mestruale
Ma vediamo cosa avviene nel corso del primo trimestre di gravidanza, argomento che trattiamo in modo approfondito anche all’interno del nostro corso preparto online.
La grande maggioranza delle gravidanze, nella nostra società, è programmata; il figlio è voluto e pensato ben prima che si realizzi la sua forma concreta. È un bene che le gravidanze siano pianificate, perché questo limita la fatica di adattamento della donna, che è sempre presente anche se in misura diversa da caso a caso. Ogni donna conosce l’alternanza fra gioia e smarrimento, paura ed esaltazione suscitata dalla notizia della nuova avventura che attraverserà la sua vita. A questo proposito, si può immaginare l’agitazione in cui potevano cadere le donne quando ancora non esisteva il concetto di pianificazione delle nascite, quando non c’erano metodi sicuri di contraccezione e l’interruzione della gravidanza era illegale. O lo stress al quale ancora oggi molte lavoratrici sono sottoposte, consapevoli delle discriminazioni che potrebbero subire quando dovranno comunicare il loro stato sul luogo di lavoro.
Dobbiamo ricordare che in Italia quasi la metà delle donne con figli minori non ha lavoro, e che la discriminazione di genere può arrivare alla pratica odiosa e illegale della firma di dimissioni preventive in caso di gravidanza, all’atto dell’assunzione. Al di là di tutti gli stereotipi sulla maternità, il primo trimestre è anche questo.
Con grande trepidazione le donne si mettono subito in ascolto del proprio corpo, a caccia di ogni più piccolo sintomo che sveli loro la presenza di quello che sentono già come “il bambino”, e che nel linguaggio scientifico si chiama embrione. A volte, purtroppo, succede che le cose non vadano nella giusta direzione: l’aborto precoce è un fenomeno abbastanza frequente (in media due aborti su dieci gravidanze); il rischio cresce con l’aumentare dell’età materna e diminuisce man mano che la gravidanza procede. È bene anche sapere che la fuoriuscita di una modesta quantità di sangue dalla vagina è un fenomeno non raro nelle prime settimane di gravidanza e può assumere un andamento ripetitivo, anche ritmico. Non è la tanto temuta “minaccia di aborto” ma un fatto innocuo, dovuto all’annidamento dell’embrione nell’utero e alle oscillazioni ormonali tipiche delle prime fasi della gravidanza, e quindi non necessita di trattamento, ricovero, o riposo forzato.
Il primo periodo della gravidanza è in genere accompagnato da sintomi molto generici, come tensione mammaria e crampi addominali (alcune donne riscontrano già anche un aumento del seno), del tutto sovrapponibili a quelli dell’imminente arrivo delle mestruazioni: l’utero “reagisce” all’annidamento dell’ovulo. Sono sintomi precoci anche la sonnolenza e la stanchezza, alle quali bisognerebbe concedersi il lusso di cedere (sono bisogni nuovi, segni di salute, non di malattia, e quindi da ascoltare). È utile assecondare l’esigenza di rallentare i ritmi, dedicandosi a uno stile di vita attivo e sano, abolendo alcol e fumo. Nel corso del primo incontro con la futura mamma, l’ostetrica ascolterà i turbamenti, risponderà a ogni domanda e raccoglierà l’anamnesi, fondamentale per inquadrare la gravidanza nel corretto profilo di rischio: il primo trimestre è importantissimo per intercettare eventuali patologie che possono minacciare la gravidanza e la salute stessa della donna.
In questo articolo parliamo invece di un problema molto comune durante le prime settimane di gravidanza e, in generale, durante il primo trimestre, la stitichezza, che riguarda l’11-38% delle future mamme.
Cambiamento e adattamento sono le due parole chiave del primo trimestre, perché in genere la gravidanza si fa sentire, nel corpo e nella mente: c’è un grande cambiamento in arrivo, al quale è necessario adattarsi. L’aspetto clinico ci aiuta a riflettere. Il fenomeno più importante che avviene nell’organismo materno durante il primo trimestre è conosciuto fra gli addetti ai lavori come “adeguamento”. Molto precocemente il volume del sangue materno aumenta, e così la concentrazione di globuli rossi e piastrine diminuisce: il sangue si diluisce e la gestante diventa anemica; un fenomeno normale che viene controllato attraverso l’emocromo, un esame del sangue. Contemporaneamente i vasi uterini e tutto l’albero dei vasi che si sta formando nella placenta si preparano a ricevere un flusso molto maggiore di sangue, diventando meno resistenti, più elastici, e la pressione sanguigna si abbassa.
Anche le resistenze dei vasi possono essere misurate; al bisogno, si può eseguire la flussimetria tramite un’ecografia. Quindi l’anemia gravidica entro certi limiti è fisiologica, così come l’abbassamento della pressione del sangue: sono segni di salute e di adattamento che predispongono a scambi ottimali tra il feto e la madre attraverso la placenta. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’adeguamento avviene senza problemi, ma se così non fosse, il medico può consigliare ulteriori indagini per selezionare le gravidanze da sottoporre a sorveglianza più stretta. Lo scopo è intervenire tempestivamente per scongiurare o limitare il rischio di patologie che compariranno magari nel terzo trimestre, quali la preeclampsia (comunemente conosciuta come gestosi) e il ritardo della crescita fetale, dovuti ad anomalie della placenta.
Dunque alla fine del primo trimestre di gravidanza, periodo entro cui la coppia avrà preso una decisione in merito alle indagini genetiche, la donna (anche la più convinta) si sarà chiesta mille volte se è proprio questo ciò che voleva; l’utero sarà grande quanto un pompelmo, il feto misurerà meno di dieci centimetri e peserà meno di trenta grammi, saranno già successe molte cose importantissime che determineranno il destino della gravidanza e la salute futura della mamma. Il primo trimestre è il capitolo iniziale del “romanzo della nascita”: ogni settimana è un paragrafo, ogni giorno una pagina. Sfogliamo questo libro consapevolmente per arrivare bene al gran finale!
Quando è consigliabile fare la prima visita in gravidanza?
La prima visita ostetrica o ginecologica è consigliata entro la decima settimana di gravidanza. È un appuntamento importante perché permette di confermare la gravidanza, raccogliere la storia clinica della donna, programmare gli esami raccomandati e ricevere informazioni su alimentazione, stili di vita, vaccinazioni e assistenza durante la gravidanza. È anche l’occasione per chiarire dubbi e affrontare con maggiore serenità i cambiamenti delle prime settimane. Per ogni situazione individuale è opportuno seguire le indicazioni del ginecologo, dell’ostetrica o del consultorio di riferimento.
Quali esami vengono generalmente proposti nel primo trimestre?
Nel primo trimestre vengono programmati gli esami previsti per monitorare la salute della donna e lo sviluppo della gravidanza. Possono comprendere esami del sangue e delle urine, la determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh, gli screening per alcune infezioni e la prima ecografia. In questo periodo la coppia riceve anche informazioni sugli eventuali test di screening prenatale per le anomalie cromosomiche, così da poter scegliere in modo consapevole se effettuarli. Il percorso può variare in base alla storia clinica e ai fattori di rischio della gravidanza.
Si possono assumere farmaci durante il primo trimestre di gravidanza?
Il primo trimestre è una fase particolarmente delicata per lo sviluppo dell’embrione, perciò è importante evitare di assumere farmaci, compresi quelli da banco, senza aver prima consultato un professionista sanitario. Alcuni medicinali sono compatibili con la gravidanza, mentre altri possono richiedere una valutazione attenta del rapporto tra benefici e rischi. Lo stesso vale per integratori e prodotti erboristici, che non sono sempre innocui. In caso di febbre, dolore o altre necessità, è quindi consigliabile rivolgersi al ginecologo, all’ostetrica o al proprio medico prima di iniziare qualsiasi trattamento.
Quando alcuni sintomi richiedono un controllo tempestivo?
Nausea, stanchezza, tensione al seno e lievi crampi addominali sono disturbi frequenti nelle prime settimane e, nella maggior parte dei casi, fanno parte dei normali adattamenti della gravidanza. È invece importante contattare tempestivamente il medico o recarsi in pronto soccorso in presenza di sanguinamento abbondante, forte dolore addominale, perdita di liquido, febbre elevata o altri sintomi intensi e persistenti. Una valutazione precoce permette di individuare eventuali problemi e ricevere le indicazioni più appropriate. Per qualsiasi dubbio è sempre opportuno confrontarsi con il ginecologo o l’ostetrica.

ostetrica, ha avuto una lunga esperienza lavorativa nel servizio pubblico, sia sul campo sia come ostetrica dirigente. In questa veste ha aperto il Centro nascita “Margherita”, struttura dedicata al parto naturale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze, e lo ha diretto dal 2007 al 2014. È autrice di numerose pubblicazioni su riviste di settore, e del libro “Partorirai con amore”. È in pensione dal 2017.