Dentizione nei bambini: sintomi e quando inizia

Inizia intorno ai 6-8 mesi di vita e può essere accompagnata da diversi sintomi, quali ​​dolore, gonfiore e arrossamento delle gengive, umore irritabile, sonno disturbato. Se il bimbo ha un’età superiore ai 18 mesi e ancora non presenta alcun segno di avvio della dentizione è consigliabile che venga visitato da un dentista per escludere alcune problematiche

Immagine per l'autore: Lilia Morabito
Lilia Morabito , pediatra, specializzata nelle malattie endocrine dell’età infantile, è autrice di diverse pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali
mamma mostra primi denti del suo bambino

Da qualche giorno il piccolo Marco, 6 mesi, è irritabile e si rifiuta di mangiare. La sua mamma oggi si è accorta che stanno spuntando i primi due incisivi nell’arcata dentaria inferiore, per questo decide di contattarmi e mi rivolge la classica domanda: “Si comporta così forse per via dei denti?”. 

La dentizione, cioè il processo che porta alla crescita dei denti, è un momento fondamentale nello sviluppo del bambino. Spesso si parla di “dentizione nei neonati”, ma in realtà questa espressione, molto utilizzata nel linguaggio comune, è imprecisa poiché la dentizione è un processo che inizia più avanti rispetto al primo mese di vita, confine temporale che divide il periodo neonatale dall’età pediatrica. 

Sintomi della dentizione dei bambini

La dentizione del bambino può manifestarsi con diversi sintomi quali: dolore, gonfiore e arrossamento delle gengive, umore irritabile, sonno disturbato

L’infiammazione delle gengive causata dal dentino che sta per spuntare spiega inoltre perché in molti bambini possono verificarsi alcuni eventi, quali:

  • aumento della salivazione;
  • mancanza di appetito;
  • feci più liquide e acide che causano arrossamenti nella regione del pannolino.

Va specificato che sono molti i casi in cui questi sintomi non sono associati ai denti.
È inoltre importante sapere che fra dentizione del bambino e febbre non c’è alcun collegamento, come confermato da numerosi studi scientifici. Se il nostro piccolo presenta febbre non bisogna dunque ricondurre questo evento alla comparsa dei dentini; è possibile piuttosto che ci sia un‘infezione in corso, per questo è necessaria la visita dal pediatra.

Quanto durano i sintomi della dentizione? La durata varia da bambino a bambino. Esistono ad esempio casi in cui i sintomi legati alla dentizione sono più marcati nelle fasi iniziali per poi diventare meno “importanti” e altri invece in cui la comparsa di dolore, gonfiore e arrossamento delle gengive si verifica ogni volta che sta per spuntare un nuovo dentino.

Quando inizia la dentizione nei bambini?

L’eruzione dei denti “decidui” (termine medico utilizzato per indicare la comparsa dei denti provvisori, i cosiddetti “denti da latte”) inizia normalmente intorno ai 6-8 mesi di vita e si completa intorno ai 26 mesi. Nulla tuttavia impedisce che i primi dentini possano iniziare a spuntare qualche tempo prima, ad esempio al quarto mese, oppure che compaiano un po’ più tardi, per esempio intorno ai 10 mesi di vita. Anche l’inizio della dentizione varia quindi da bambino a bambino, motivo in più per cui non è possibile stabilire con precisione quando inizia il dolore alle gengive, che rappresenta il sintomo più frequente.

La dentizione può raramente avvenire nel feto e quindi il neonato nascere con un dente,  oppure, sempre molto raramente, la dentizione iniziare nei primi 30 giorni di vita. Il dolore alle gengive nei neonati legato alla dentizione dunque è possibile ma non è un evento che capita di frequente.

Secondo il calendario della dentizione, ossia lo schema in cui sono indicate sia le epoche di comparsa che quelle di caduta dei denti da latte, i primi denti a spuntare sono gli incisivi centrali inferiori, mentre i canini e i molari compaiono per ultimi.  

Alla fine della dentizione, quindi intorno ai 30 mesi di età, il piccolo presenterà in totale 20 piccoli denti (10 per ogni arcata). 
La presenza di spazi tra i dentini da latte o di denti affollati non deve essere motivo di allarme poiché non condiziona la crescita dei denti definitivi.

Dentizione tardiva: cause e quando preoccuparsi

«Non spuntano i denti!». A volte i genitori si preoccupano perché hanno la sensazione che la dentizione sia tardiva. Ma se il nostro bambino ha un’età inferiore ai 12 mesi e non ha problemi di salute non è necessario allarmarsi.

Quando preoccuparsi invece di una dentizione tardiva? Se il bimbo ha un’età superiore all’anno (o maggiore ai 18 mesi, secondo l’Accademia Americana di Pediatria) e ancora non presenta alcun segno di avvio della dentizione è consigliabile che venga visitato da un dentista per escludere che il problema possa essere legato a:

  • mancanza di spazio nell’arcata dentale;
  • infezioni delle gengive;
  • precedenti traumi a livello della bocca che hanno potuto danneggiare le gemme dentarie, ossia gli abbozzi dei primi dentini;
  • agenesia genetica, ossia quando il follicolo dentale non si è formato all’origine, in utero.

Una domanda che spesso viene fatta dai genitori dei bambini con dentizione tardiva è: «Come aiutare a far spuntare i denti?». Possiamo dire sin da subito che non esiste un metodo o una terapia specifica per questo scopo. 

I fattori che influenzano l’epoca di comparsa dei primi denti sono diversi. Fra questi abbiamo la predisposizione familiare, nel senso che se uno dei genitori ha avuto da piccolo una dentizione tardiva, è molto probabile che anche i loro figli vadano incontro allo stesso problema. 

Un fattore su cui si può invece intervenire è l’alimentazione: è stato visto infatti che i bambini con carenza di calcio e/o vitamine possono avere un ritardo nella comparsa dei primi denti. Per questo motivo è importante che i nostri piccoli abbiano un’alimentazione varia ed equilibrata.

Rimedi per alleviare il dolore da dentizione

L’irritazione gengivale rappresenta uno dei sintomi principali della dentizione. Per questo motivo, quando si parla di dentizione dei bambini e rimedi, l’obiettivo principale è proprio capire come alleviare il fastidio alle gengive.

Fra i rimedi più utlizzati, anche se non vi sono chiare evidenze sulla loro efficacia, ci sono il massaggio gengivale e l’uso di “massaggiagengive”, giochini di gomma leggermente ruvida contenenti un liquido che, se messo in frigo, si mantiene freddo; l’azione di mordicchiamento esercitata dai bambini su questi oggetti permette di alleviare il fastidio.

Piccoli sorsi d’acqua, purè o brodi freddi sono altri elementi utili per ridurre l’irritazione. È bene però che sia i cibi sia le bevande siano freddi e non ghiacciati. 

Nei casi di forte dolore alle gengive è possibile ricorrere a farmaci antidolorifici, ma solo su indicazione del pediatra.

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Lilia Morabito

calabrese, dopo la laurea in Medicina e chirurgia, conseguita presso l’Università di Messina, inizia il proprio percorso di formazione specialistica in Pediatria presso lo stesso Ateneo. Durante gli anni della scuola di specializzazione approfondisce le proprie conoscenze nel settore delle malattie endocrine dell’età infantile frequentando il Centro di Endocrinologia pediatrica del Policlinico Universitario di Messina. È autrice di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Dal 2019 scrive per Uppa.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 15/10/2021 e aggiornato il 29/10/2021
Immagine in apertura kuppa_rock / iStock

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