Asma: test ed esami diagnostici | UPPA.it

Asma: test ed esami diagnostici

Come riuscire a diagnosticare l'asma attraverso i test diagnostici? La storia clinica del bambino e della famiglia ci viene in aiuto

Federico Marolla,
pediatra
Asma: test ed esami diagnostici

Non abbiamo la pretesa di sostituirci al vostro medico, ma poiché il bambino che soffre di asma, bronchite asmatica, asma bronchiale, broncospasmo, bronchite asmatiforme (chiamiamola come ci pare), quando ha la tosse e il fischietto va a finire o dal proprio medico, o al pronto soccorso, o dal broncopneumologo, o dall’allergologo, o dall’otorino o, infine, dalla zia (che sa tutto dell’asma perché ha cresciuto tre figli, tutti asmatici), proviamo a chiarire alcuni punti.

La diagnosi: come capire se è asma

Innanzitutto, non esistono esami specifici per fare diagnosi di asma, come avviene, ad esempio, per la tonsillite, dove basta fare il tampone faringeo e cercare lo streptococco. Il secondo punto è che serve il medico: il sospetto di asma, infatti, viene formulato in base alla visita medica, cioè quando il vostro pediatra o il medico che visita vostro figlio, sentendo al torace i sibili espiratori e altri segni caratteristici, vi comunica che c’è un broncospasmo. Il terzo punto è che conoscere la storia clinica del bambino aiuta il medico nel fare la diagnosi.

Questo significa che è necessario rispondere a domande del tipo: «C’è qualcuno in famiglia che soffre o ha sofferto di asma o di malattie allergiche? Quanti episodi di fischietto o sibilo ai polmoni ha avuto nell’ultimo anno? È andato mai all’ospedale? Quali medicine sono state efficaci? Tra un episodio e l’altro è presente la tosse? Cos’è che fa scatenare la tosse (la corsa, le emozioni, andare a casa di nonna, saltare sul letto, l’aria fredda o umida)? Quanti giorni di scuola ha perso per la tosse o per il fischietto?» e via dicendo. Ultimo punto è sapere che i sintomi classici dell’asma (tosse secca e stizzosa, respiro sibilante) sono scatenati quasi sempre dai seguenti fattori, presenti da soli o variamente associati:

  • I numerosissimi virus respiratori (cioè quelli dei raffreddori, dell’influenza, ecc.)
  • l’allergia a qualcosa che viene respirato (allergeni inalanti); solo in rarissimi casi a qualcosa che viene ingerito per bocca (allergeni alimentari);
  • lo sforzo fisico;
  • lo stress emotivo (come le arrabbiature o la risata);
  • il fumo di sigaretta e l’inquinamento dell’aria
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E allora niente esami?

Se il medico è sicuro della diagnosi non serve fare accertamenti; sarà proprio la risposta al trattamento (il controllo dell’asma) che lo guiderà. Solo raramente, in caso di dubbio o di particolare resistenza alla terapia può essere utile effettuare una spirometria. Si tratta di un test per i bambini più grandi (oltre i 5-6 anni) che serve a valutare di quanto sono ostruite le vie respiratorie.

Il bambino soffia in un tubo e un piccolo computer rileva il flusso di aria corrispondente ai diversi tratti dell’albero bronchiale. Più i bronchi sono chiusi, più i flussi sono bassi. Se i bronchi sono ostruiti, si fa un altro test a 10-20 minuti dopo l’inalazione di salbutamolo (un broncodilatatore) per verificare che i bronchi si siano effettivamente dilatati.

E le prove allergiche?

L’allergia è un fattore scatenante dell’asma; cercare un’eventuale allergia nei familiari (genitori, fratelli, parenti) e nella storia personale è utile per avere più chiaro il quadro. Ad esempio, se Giorgio comincia a tossire e ad avere l’affanno quando va a casa della zia (sempre la solita zia, quella dei tre figli asmatici) che vive con il gatto sul divano e questo succede solamente in queste occasioni, le prove allergiche sono inutili: Giorgio è sicuramente allergico al pelo del gatto (in realtà si dovrebbe dire ai derivati epidermici del gatto).

In situazioni meno chiare si effettuano i test cutanei, meglio detti prick test. Sono facili, economici, non sono dolorosi e risultano positivi nell’80-90% dei bambini asmatici. Sono disponibili anche test allergici sul sangue (RAST e l’ImmunoCap) che non sono migliori del prick test per ciò che riguarda la capacità di individuare se un soggetto è o non è allergico, ma sono molto più costosi. Questi test sono utili solamente quando non è possibile effettuare quelli cutanei, quando cioè il bambino è in trattamento con antistaminici e non è possibile sospenderli, o se soffre di una dermatite così grave da non permettere l’esecuzione del test sulla cute.

Bisogna ricordare che nessun test diagnostico può sostituire il ragionamento e l’esame clinico, il risultato di un test richiede sempre l’interpretazione da parte del medico, un test positivo significa essere allergici, ma non malati, cioè non è detto che l’allergia sia clinicamente manifesta.

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Prick test

Il prick test si fa mettendo a contatto della pelle, che è stata in precedenza punta (to prick si traduce con pungere), alcune sostanze che si sospetta siano responsabili di una reazione allergica. Le più comuni sono gli acari della polvere, i pollini delle graminacee, dell’olivo, della parietaria, il pelo del gatto, del cane e le muffe. Insieme agli allergeni devono sempre essere testato il controllo negativo (praticamente acqua) e il controllo positivo (istamina), per permettere una lettura corretta delle reazioni cutanee che possono essere lievemente diverse da soggetto a soggetto.

Come funziona?

Il metodo è semplicissimo: si applica una goccia di ciascuna delle sostanze che si vogliono testare sulla superficie interna dell’avambraccio e con una piccola punta si solleva delicatamente la pelle (nessuna paura, il fastidio è sopportabilissimo) per far penetrare la sostanza negli spazi sottostanti. Se c’è allergia, entro 15-20 minuti la pelle si arrossa e si gonfia, proprio come un pizzico di zanzara (pomfo). Ogni pomfo viene confrontato con quello provocato dall’istamina (che per convenzione è riportata + + +) e con quello del controllo negativo (che non deve avere reazione significativa). Se il pomfo è inferiore alla metà del pomfo dell’istamina il risultato del test sarà +, se è compreso tra la metà e la stessa dimensione di quello dell’istamina è indicato con + + , se è da una a due volte la dimensione dell’istamina è indicato con + + +, se supera il doppio del pomfo dell’istamina è indicato con + + + +. Si considera positivo il prick che raggiunge almeno + +.

Nei Servizi di bronco-pneumologia sono disponibili anche altri esami (test da sforzo, test alla meta colina, test all’ossido nitrico, studio dei volumi e delle resistenze polmonari). Non sono test per tutti, ma solo per i bambini che hanno una forma asmatica grave in cui è necessario un monitoraggio attento e uno studio dell’evoluzione dell’infiammazione bronchiale.

Pubblicato il 23/06/2015 e aggiornato il 18-04-2018.

Immagine in apertura Wavebreakmedia / iStock / Getty Images Plus