Menarca: guida completa alla prima mestruazione

Età di comparsa, cambiamenti della pubertà, segnali che precedono la prima mestruazione e possibili variazioni nei primi anni del ciclo. Conoscere il menarca aiuta le adolescenti a comprendere meglio i cambiamenti del proprio corpo e ad affrontare con serenità uno dei momenti più importanti della loro crescita

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Margherita Borgatti , ostetrica e docente
Una mamma consegna un assorbente alla figlia adolescente

Il menarca, ovvero la prima mestruazione, segna l’inizio del periodo fertile di una donna e generalmente si verifica tra i 10 e i 16 anni, in media intorno ai 12 anni. La menopausa coincide invece con l’ultima mestruazione e rappresenta la conclusione della vita fertile della donna, abitualmente tra i 45 e i 55 anni.

Cos’è il menarca

Il significato di “menarca” va ricercato nel greco antico. Deriva infatti da ménos, che significa “mese”, e arché, che vuol dire “inizio”. Come detto, con questo termine si intende il primo ciclo mestruale che si manifesta al momento della pubertà; la prima mestruazione rappresenta, infatti, l’inizio del periodo fertile e il termine sottolinea il carattere ciclico che assumeranno le mestruazioni dal momento della loro comparsa.

Durante il periodo fertile, la cadenza regolare dei cicli uterini può essere interrotta soltanto da situazioni insolite, quali malattie, stress, denutrizione, oltre che l’inizio di una gravidanza. Il menarca rappresenta il passaggio biologico e culturale dall’infanzia all’adolescenza. Infatti non si tratta solo di un fatto biologico: in molte culture è stato celebrato come rito di passaggio poiché considerato evento sacro.

Come funziona il ciclo mestruale

Il menarca indica dunque l’inizio della capacità riproduttiva femminile. Solitamente si verifica tra i 10 e i 16 anni (in media intorno agli 11-13 anni), come risultato dell’attivazione ormonale a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie, preceduto dal telarca (comparsa del “bottone mammario”, ovvero un piccolo rigonfiamento sotto la pelle del seno) e dal pubarca (comparsa della peluria). 

Le ovaie, in risposta agli stimoli dell’ipotalamo e dell’ipofisi, iniziano a produrre diversi importanti ormoni femminili, fra cui estrogeni e progesterone. Gli estrogeni predominano la prima parte del ciclo mestruale, detta fase follicolare, caratterizzata dalla maturazione di un follicolo. La fase follicolare ha inizio il primo giorno del flusso mestruale.

Circa due settimane prima che inizi la mestruazione successiva, si verifica l’apertura di un follicolo e la liberazione di un ovocita maturo. Questo fenomeno si chiama ovulazione e può avvenire, alternativamente, in una o nell’altra ovaia. Ciò che resta del follicolo che ha rilasciato la cellula uovo si trasforma in una ghiandola chiamata corpo luteo, che ha il compito di produrre progesterone.

La terza fase, detta fase luteinica, ha inizio dopo l’ovulazione e termina con l’inizio delle mestruazioni successive. Se non avviene la fecondazione, infatti, si verifica la regressione del corpo luteo dopo circa 12 giorni dall’ovulazione, crollano i livelli di progesterone ed estrogeni, si assiste all’aumento dell’FSH che stimola la maturazione di un nuovo follicolo. Hanno inizio le mestruazioni, ossia lo sfaldamento dell’endometrio con fuoriuscita di sangue dalla vagina, e incomincia un nuovo ciclo. La fase mestruale dura 3-7 giorni e comporta la perdita di 35-50 ml di sangue.

Questo, lo ripetiamo, è il corso degli eventi qualora non si verifichi una gravidanza.

In genere, cicli irregolari sono caratteristici dei primi due anni dopo il menarca, in quanto l’asse ormonale deve assestarsi. L’orologio biologico, infatti, ha bisogno di tempo per regolarizzarsi sia in occasione del suo primo avvio che del suo definitivo arresto (menopausa). Dopo questo periodo di tempo, i cicli mestruali si verificano con una cadenza ciclica, solitamente di 28 giorni (mediamente possono durare da 21 a 35 giorni). 

Sebbene i primi cicli possano essere irregolari, la possibilità di una gravidanza è concreta immediatamente dopo il menarca, poiché la prima mestruazione segna l’inizio della fase fertile. Assume un ruolo fondamentale l’educazione alla contraccezione e alla prevenzione in adolescenza: per evitare gravidanze indesiderate è importante usare, fin dal primo rapporto, un metodo anticoncezionale, meglio se condiviso con il proprio partner e discusso al colloquio con un professionista sanitario (al fine di ricevere tutte le informazioni necessarie per utilizzarlo correttamente). Lo stesso discorso sulle precauzioni vale, fin dal primo rapporto, per quanto riguarda le infezioni sessualmente trasmesse.

A che età arriva il menarca 

L’età media del primo ciclo mestruale è 12 anni, anche se può normalmente comparire dai 10 ai 16 anni. Se il primo ciclo mestruale si verifica prima dei 10 anni si parla di menarca precoce; se invece arriva dopo i 16 anni si parla di ritardo del menarca.

Ad ogni moto, l’inizio della pubertà dipende in gran misura dalla predisposizione genetica, alla quale si associano tutti i fattori che possono condizionare lo sviluppo, come la nutrizione, la provenienza geografica e il livello socio-culturale della famiglia. Esiste una correlazione tra l’età della comparsa della prima mestruazione nella madre e nella figlia: se la madre ha avuto un menarca precoce, è più probabile che anche la figlia presenti una comparsa anticipata delle mestruazioni.

In presenza di sovrappeso o di obesità, la pubertà può comparire in anticipo rispetto alle coetanee poiché il tessuto adiposo è un organo endocrino che produce degli ormoni in grado di avviare la fase puberale. Situazioni di stress nell’ambiente familiare o stress fisico, causato ad esempio da allenamenti sportivi troppo impegnativi per l’età, sembrano posticipare l’arrivo della prima mestruazione.

Sport che valorizzano la leggerezza fisica, come danza e ginnastica, con il rischio talvolta di sviluppare comportamenti alimentari di tipo restrittivo, fino all’anoressia, possono rinforzare il blocco del ciclo. Da millenni infatti il basso peso, segno di carestia e malnutrizione, indica al cervello e all’orologio biologico di rimandare la maturazione sessuale e la comparsa delle mestruazioni.

Sotto accusa sono i fenoli, gli ftalati e i fitoestrogeni utilizzati nella cosmesi e nei recipienti plastificati. Occorre in particolare salvaguardare i bambini da fonti esterne di estrogeni e testosterone, come quelli contenuti nei farmaci o negli integratori alimentari specifici per adulti.

L’eccessivo consumo di proteine animali e prodotti a base di soia possono indurre un anticipo dello sviluppo sessuale. Al contrario, si pensa che diete ricche di fibre, proteine vegetali e vitamina D influiscano nel ritardare il processo di maturazione sessuale. Per questo motivo è fondamentale incoraggiare i bambini ad avere un’alimentazione sana e a mantenere un peso corporeo adeguato. 

Nel confronto generazionale permane la progressiva tendenza ad anticipare la data del menarca e appaiono in aumento i casi di pubertà precoce. Un ampio studio condotto negli USA ha fatto emergere come, nelle ultime generazioni, si sia abbassata l’età del menarca. Negli anni ’50 l’età media era 12,5 anni, mentre tra le ragazze nate dopo il 2000 l’età media è scesa a 11,9 anni. Secondo la ricerca inoltre è aumentato il tempo medio necessario affinché il ciclo mestruale diventi regolare. Purtroppo, è difficile prevenire la pubertà anticipata perché le cause sono varie e su poche si può influire. 

Menarca precoce

La pubertà è detta precoce, o anticipata, quando lo sviluppo e la maturazione dei testicoli nell’uomo e delle ovaie nella donna, e la comparsa dei caratteri sessuali secondari (crescita del seno nelle donne e della peluria pubica e ascellare in entrambi i sessi) sono anticipati rispetto a quanto avviene normalmente.

Ad ogni modo, si parla di pubertà precoce quando la trasformazione del corpo si verifica prima degli 8 anni di età nelle bambine e dei 9 anni nei bambini.
L’inizio del primo ciclo mestruale rappresenta invece l’evento conclusivo della pubertà, processo che si realizza nell’arco di anni. Quando il menarca si verifica prima dei 10 anni si parla di menarca precoce.

Menarca tardivo

Un menarca tardivo, dopo i 15-16 anni, può dipendere da un ritardo di maturazione dei circuiti ormonali che attivano l’evento puberale. Il primo fattore, come anticipato, è la genetica: a che età si è sviluppata la mamma? E le sorelle maggiori?

Altri fattori sono il peso corporeo e lo stress: condizioni di basso peso e stress fisico ed emotivo causano un ritardo nella comparsa della prima mestruazione.

I segnali che il menarca sta per arrivare  

Nella fase che precede la pubertà il cervello inizia a produrre un ormone, chiamato ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), che  stimola l’ipofisi a produrre altri due ormoni, FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante). Questi due ormoni determinano la produzione degli ormoni ovarici (estrogeni), coinvolti nella crescita e nello sviluppo delle caratteristiche sessuali femminili. 

Durante la pubertà si verificano notevoli cambiamenti fisici e psicologici che sfociano nella maturità sessuale, con possibili differenze legate alla familiarità e alla provenienza, che possono influenzare l’età di esordio dello sviluppo puberale e la sequenza degli eventi.

Il primo segno puberale nella femmina è lo sviluppo del già citato bottone mammario a livello della ghiandola mammaria (una specie di “nocciolina” sotto il capezzolo), e la relativa fase di sviluppo (telarca), seguita da vicino dal picco di velocità di crescita e della comparsa di peluria.

Nelle fasi iniziali della progressione puberale si osserva un’accelerazione della velocità di crescita, conosciuta come “spurt puberale”, che comporta un aumento della statura di 20-25 cm rispetto alla statura presente alla comparsa dei primi segni puberali. A seguire si verificano la comparsa di peluria a livello pubico ed ascellare (pubarca) e cambiamenti nell’odore della sudorazione, che diventa acre. Altri segnali che anticipano l’arrivo delle prime mestruazioni includono lo sviluppo di acne e pelle grassa, modificazioni dei genitali esterni e, alcuni mesi prima, perdite bianche abbondanti. 

In questa fase si verificano anche modificazioni a livello psicologico: la prima mestruazione presuppone l’inizio del processo di autoaffermazione della ragazza rispetto alla famiglia e il primo passo verso l’autonomia. L’adolescente manifesterà infatti desiderio di indipendenza e andrà alla ricerca della propria identità.

Menarca e crescita in altezza: cosa aspettarsi

Quanto si cresce dopo il menarca? Matilde ha avuto la prima mestruazione a 11 anni ed è alta 152 cm. Ha sentito parlare di un presunto “blocco della crescita” (un falso mito) che si verifica con il menarca ed è preoccupata.

L’altezza adulta può considerarsi come la somma della crescita nelle varie età pediatriche. Come nelle prime età, anche durante la pubertà la crescita è il prodotto della velocità di crescita (centimetri guadagnati in un determinato intervallo di tempo) per la durata della crescita (intervallo di tempo trascorso tra due osservazioni). Il menarca non blocca la crescita: Matilde può continuare a crescere fino a due anni e sei mesi dopo la prima mestruazione, anche se la massima statura ottenibile dipende dal ruolo determinante della genetica, in particolar modo dall’altezza dei genitori.  

Il picco di crescita in statura è immediatamente precedente allo sviluppo, ma dopo il menarca la crescita in altezza non si arresta: si assiste mediamente a un aumento di 7 cm. Questa crescita è sempre variabile e dipende anche dall’età della prima mestruazione. Infatti, generalmente chi ha avuto il primo ciclo mestruale intorno ai 10 anni, ha una crescita dopo il menarca un po’ maggiore, in media di 10 cm. 

Un’alimentazione equilibrata, che introduca almeno 1.200 mg di calcio al giorno, svolge un ruolo fondamentale nella crescita dopo il menarca. Occorre prestare attenzione anche alle vitamine, in particolar modo alla vitamina D: per dosarla è sufficiente un semplice prelievo ematico. È poi fondamentale svolgere attività fisica, per costituire un osso adeguato, forte ed elastico al tempo stesso. 

Matilde si chiede inoltre: «Dopo il menarca, quanto cresce il seno?». Dopo il menarca il seno può crescere in media per un altro anno o due, e può crescere ulteriormente e modificarsi fino ai 18 anni anche nella forma.

Tuttavia, va detto che il seno continua a modificarsi nell’arco dell’intera vita, poiché è composto sia da tessuto ghiandolare che da tessuto adiposo e si modifica anche in seguito a variazioni del peso corporeo o del tipo di allattamento, così come in relazione a fasi particolari della vita, quali gravidanza, allattamento e menopausa. 

Come parlare del menarca con tua figlia  

La pubertà è quel momento della vita in cui il corpo cambia radicalmente a causa della maturazione sessuale. Determina infatti il passaggio dall’infanzia all’età adulta. L’approccio al tema del menarca deve essere graduale, rispettoso e aperto al dialogo. L’argomento mestruazioni va affrontato con la bambina con un certo anticipo, in modo da avere il tempo di prepararla: sono infatti i falsi miti, le fantasie e i pregiudizi a creare timori su questo argomento. 

Come spiegare le prime mestruazioni a tua figlia? Parlandone prima che succeda, adattando le spiegazioni in relazione all’età e alla sensibilità della bambina, ma utilizzando sempre i giusti termini! È bene coinvolgere tutta la famiglia, compresi padri e fratelli, poiché ciò aiuta a normalizzare il tema del ciclo mestruale e a non renderlo un evento esclusivamente “da donne”.

Anche la condivisione da parte della mamma di esperienze personali può aiutare a normalizzare l’evento e favorire l’instaurarsi di una relazione di fiducia. Per creare un rapporto basato sulla fiducia è fondamentale rispondere con sincerità alle domande: in questo, l’utilizzo di libri a tema può essere utile per sfatare tante false credenze.

Cosa fare quando arriva la prima mestruazione

Quando arriva il menarca è importante sottolineare che anche “in quei giorni” si può condurre la vita di sempre: avere le mestruazioni non significa infatti essere malate.

Quando arriva la prima mestruazione, si può dedicare un momento pratico alla dimostrazione di come si usano gli assorbenti. Ne esistono di tante tipologie: con le ali o senza; per flussi leggeri o lunghi (“da notte”); esterni o interni. Esistono poi alternative sostenibili come gli assorbenti lavabili e le mutande mestruali. È possibile preparare un kit di emergenza contenente slip di ricambio, un paio di assorbenti e delle salviettine umide. Si raccomanda di incoraggiare l’autonomia e aiutare la ragazza nella conoscenza della propria ciclicità. A tal proposito si può utilizzare un diario cartaceo o un’applicazione dedicata per tracciare il ciclo.  

Quanto dura la prima mestruazione

La prima mestruazione dura solitamente dai 3 ai 7 giorni, con un flusso che può variare da molto leggero e intermittente ad abbondante.

Com’è il ciclo mestruale dopo il menarca?

Si parla di regolarità mestruale quando il ciclo si presenta tra i 21 e i 35 giorni. Nei primi due anni dopo il primo ciclo mestruale, circa il 20% delle ragazze ha cicli irregolari. Nei primi anni dopo il menarca, infatti, vi è una fisiologica immaturità dei meccanismi ormonali, per cui i cicli mestruali sono irregolari, con intervalli inferiori a 15 giorni o che superano i 45 giorni. I cicli mestruali nell’adolescente sono spesso irregolari, soprattutto nell’intervallo tra il primo e il secondo ciclo: spesso si osserva la prima mestruazione e poi niente, anche per lunghi intervalli di tempo (amenorrea secondaria).

La mancata regolarità del ciclo mestruale non indica necessariamente una condizione di patologia: la struttura ipotalamo-ipofisi che governa il sistema ormonale femminile tende a raggiungere una maturità funzionale dopo un intervallo variabile dalla prima mestruazione e nei primi anni può risentire fortemente di fattori quali stress, alimentazione, ritmo sonno-veglia e attività fisica eccessiva, dando luogo a cicli “anovulatori”, ossia cicli senza ovulazione. La mancata ovulazione si può manifestare in tutte le forme di irregolarità:

  • cicli molto ravvicinati tra loro, inferiori a 21 giorni (polimenorrea);
  • cicli molto lontani l’uno dall’altro (oligomenorrea);
  • cicli assenti per più di 6 mesi.

Nella maggioranza dei casi, i cicli tendono a regolarizzarsi spontaneamente nei 3-5 anni successivi al menarca.

Sintomi e disturbi del ciclo mestruale

L’arrivo del primo ciclo può essere preceduto da una serie di sintomi che rientrano nel quadro della sindrome premestruale (SPM). quali:

  • come tensione al seno;
  • cefalea;
  • aumento transitorio del peso;
  • sbalzi d’umore e irritabilità.

Si possono presentare anche:

  • crampi addominali;
  • dolore al basso ventre o nella zona renale;
  • difficoltà di concentrazione;
  • cambiamenti dell’appetito e dei ritmi intestinali.

Gli integratori a base di magnesio possono aiutare nella gestione della sindrome premestruale grazie alle proprie proprietà antispastiche, rilassanti e antinfiammatorie. Farmaci antinfiammatori non steroidei come ibuprofene e ketoprofene, quando necessari, possono aiutare nel trattamento dei dolori mestruali e premestruali. 

Quando consultare il pediatra

Si parla di pubertà precoce quando i caratteri sessuali secondari compaiono prima degli 8 anni di età, mentre si parla di ritardo puberale quando non si osservano modificazioni a 13 anni o se a 15 anni non è comparsa la mestruazione (amenorrea primaria). Molti ritardi puberali sono causati da una marcata magrezza o da condizioni di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia.

Quando consultare il pediatra? Se la ragazza presenta un normale sviluppo dei caratteri secondari ma non ha le mestruazioni, allora la causa va ricercata nell’apparato riproduttivo. Per la diagnosi bastano pochi esami mirati: un dosaggio ormonale per valutare il livello degli ormoni dell’ipofisi e delle ovaie; una radiografia del polso, per confrontare l’età ossea con l’età anagrafica.

Una visita ginecologica con esecuzione di un’ecografia addomino-pelvica, a vescica piena, può essere utile per valutare l’integrità e la maturazione dell’apparato genitale interno. Subito dopo il menarca, in condizioni di normalità, non è necessario eseguire la prima visita ginecologica, ma è utile in caso di disturbi specifici.

Immagine per l'autore: Margherita Borgatti
Margherita Borgatti

Lavora come ostetrica negli ospedali bolognesi dal 2018 e conduce corsi di accompagnamento alla nascita. Dal 2020 è professoressa a contratto presso l’Università di Bologna, per il corso di Laurea in Ostetricia. Ha elaborato e coordinato un progetto, in collaborazione con l’Università di Bologna, di protezione e promozione dell’allattamento al seno, sostenendo a domicilio le mamme con difficoltà nell’avvio dell’allattamento.

Articolo pubblicato il 10/03/2026 e aggiornato il 10/03/2026
Immagine in apertura Lily Solopova / iStock

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