Sicurezza nel sonno: nuove raccomandazioni dell’Accademia Americana di Pediatria

La morte improvvisa di un bambino apparentemente sano durante il sonno nel primo anno di vita può essere dovuta a SIDS, a soffocamento o strangolamento accidentale, a malattie o traumi. Per questo è importante seguire le raccomandazioni dell’AAP sulla sicurezza del sonno

Immagine per l'autore: Gherardo Rapisardi
Gherardo Rapisardi , pediatra e neonatologo, trainer nell'approccio Brazelton
neonato dorme secondo raccomandazioni per sids

Le Raccomandazioni per la sicurezza nel sonno nei bambini hanno lo scopo di prevenire qualsiasi tipo di morte durante il sonno ed essere valide per qualsiasi ambiente in cui il bambino si trovi mentre dorme, sia a casa che fuori casa o in ospedale, in un letto, passeggino, seggiolino o trasportato da un adulto. 

La morte improvvisa di un bambino apparentemente sano durante il sonno nel primo anno di vita può essere dovuta a SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), a soffocamento o strangolamento accidentale, a malattie o traumi e la maggioranza avviene in ambienti non sicuri per il sonno del piccolo. La morte improvvisa colpisce in media un bambino su 1.500-2000 e in Italia causa circa 300 decessi l’anno, un problema quindi ancora da risolvere. 

Nuove raccomandazioni per la sicurezza nel sonno 

Per riuscire a ridurre le morti in culla e aumentare la sicurezza nel sonno vengono redatte delle raccomandazioni dall’Accademia Americana di Pediatria (AAP), dall’UNICEF e dalla La Leche League (7 punti per un Sonno Sicuro). A luglio 2022 la AAP ha aggiornato le sue raccomandazioni del 2016 e tra le novità troviamo:

  •  la raccomandazione di dormire su una superficie non inclinata (al massimo 10 gradi) per evitare il rischio di soffocamento e/o intrappolamento/incuneamento (ossia quando il piccolo rimanere con il capo incastrato tra due superfici, ad esempio tra materasso e muro). È dimostrato che ciò non aumenta il rischio di inalazione anche in caso di malattia da reflusso gastroesofageo. Nel caso in cui il bambino si addormenti su supporti inclinati (seggiolini e passeggini), deve essere sorvegliato e spostato su una superficie piana non appena possibile. Si ricorda che la fascia e il marsupio non sono raccomandati come luogo abituale del sonno in casa per bambini di meno di 4 mesi e quando dorme il bambino va controllato, deve avere la testa sollevata e vie aeree sempre ben visibili;
  • qualsiasi prodotto commercializzato o destinato al sonno infantile (incluse amache, culle per bambini, nidi, culle da viaggio, da campeggio ecc.) deve aderire agli standard di sicurezza federali approvati nel giugno 2021 dalla Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo (CPSC), che garantiscono un ambiente di sonno sicuro per i bambini sotto i 5 mesi;
  • oltre alla raccomandazione di essere nutriti esclusivamente con latte materno per i primi 6 mesi e proseguire l’allattamento per 1 anno o più, come desiderato da genitore e bambino, viene raccomandato particolare impegno nel sostegno dell’allattamento materno in neonati pretermine e di basso peso alla nascita, a partire dalla Terapia Intensiva Neonatale;
  • non è dimostrato che lo swaddling (un modo di fasciare il neonato senza immobilizzarlo, avvolgendolo con una copertina) riduca il rischio di SIDS; va sempre fatto in sicurezza, assicurandosi che la copertina non possa ‘aprirsi’ e solo fin quando il bambino non rotola attivamente da supino a prono e viceversa; 
  • l’introduzione del ciuccio al momento dell’addormentamento, che riduce il rischio di SIDS, va ritardato fintanto che l’allattamento sia ben avviato e stabilizzato (l’attacco al seno è efficace, con un buon trasferimento di latte e il bambino cresce in modo adeguato). Il tempo è variabile e non viene più detto di aspettare ‘dopo il primo mese’;
  • non ci sono dati che sostengano l’utilità dell’uso domiciliare di monitor cardiorespiratori per ridurre il rischio di SIDS;
  • le informazioni sulla sicurezza del sonno vanno date ai genitori a partire dall’inizio della gravidanza. I messaggi pubblicitari e contenuti nei media devono seguire le linee guida per la sicurezza del sonno. La comunicazione tra professionisti e genitori deve sempre essere culturalmente appropriata, rispettosa e non giudicante. È necessario un training specifico per i sanitari che si possono trovare in ospedale di fronte a emergenze di questo tipo, anche sulle modalità per sostenere i genitori.

E la condivisione del letto (bed sharing)?

Pur comprendendo e rispettando il fatto che molti genitori scelgano di condividere regolarmente il letto col bambino per una varietà di ragioni, inclusa la facilitazione dell’allattamento al seno, le preferenze culturali e le convinzione che ciò sia migliore e più sicuro per il loro bambino, l’AAP, in base alle attuali evidenze disponibili, continua a raccomandare di non dormire nello stesso letto in alcuna circostanza, specie in quelle che ne aumentano il rischio, tra cui bambini con meno di 4 mesi, nati pretermine o di basso peso.

Vi è pieno accordo sul fatto che il bed sharing promuova l’allattamento al seno, uno dei principali determinanti della salute umana, ma la sua sicurezza resta dibattuta. Va certamente evitato se i genitori sono fumatori, obesi, fanno uso di alcol, farmaci o sostanze psicoattive, o se non sono in buone condizioni di vigilanza (molto stanchi o malati), se il bambino è pretermine o con basso peso, è affetto da esiti di sofferenza neonatale o non è allattato al seno.

L’UNICEF, la Leche League, a differenza dell’AAP, sostengono che il sonno condiviso tra madre e bambino è possibile e sufficientemente sicuro se, oltre a rispettare le altre misure già viste: 

  • il bambino dorme su una superficie pulita, stabile, non inclinata e non trapuntata senza spazi tra letto e pareti e senza rischio di cadute (l’ideale è un materasso posto per terra al centro della stanza, lontano da mobili, pareti, tendaggi);
  • la madre che allatta adotta una posizione “a guscio”, ossia posta sul fianco, con il bacino arretrato, formando una specie di grande C con il corpo che protegge il bambino, che non va posizionato tra i due adulti.

Fino all’anno il lattante non va mai lasciato da solo in un letto per adulti, né va fatto dormire con fratelli grandi o animali domestici.

Quando il bambino è affidato a cure di altri (nonni, baby-sitter, comunità infantili), è necessario assicurarsi sempre che siano conosciute e applicate le regole di sicurezza nel sonno!

Morte improvvisa in culla: fattori di rischio e protettivi

a cura di Gherardo Rapisardi, pediatra e neonatologo, trainer nell'approccio Brazelton

La morte improvvisa di un bambino apparentemente sano durante il sonno nel primo anno di vita avviene, nella maggior parte dei casi, in ambienti non sicuri per il sonno e ha un picco tra i 2 e i 4 mesi (il 95% dei decessi avviene entro i 6 mesi). La morte improvvisa colpisce in media un bambino su 1.500-2000 e in Italia causa circa 300 decessi l’anno.

La SIDS si verifica quando vi siano dei difetti della maturazione dei circuiti cerebrali che governano la “capacità di risvegliarsi” (arousal), in seguito ad apnee e in condizioni pericolose, come ad esempio in carenza di ossigeno (dovuta a infezioni respiratorie o ostruzione delle vie aeree). Aumentano il rischio di morte in culla i seguenti fattori: 

  • prematurità;
  • basso peso alla nascita;
  • abitudine al fumo e l’assunzione di alcool o droghe da parte della madre in gravidanza; 
  • surriscaldamento eccessivo;
  • fumo passivo;
  • malattie febbrili intercorrenti;
  • dormire su superfici inadatte (divano, poltrona reclinabile, materasso ad acqua) o con coperte soffici o cuscini, piumoni o trapunte, peluche, giochi, biancheria sfusa, paracolpi, cordicelle

Fattori protettivi sono invece:

  • dormire in posizione supina su superfici stabili e non inclinate; 
  • alimentazione con latte materno;
  • dormire nella stanza dei genitori vicino al loro letto almeno fino a 6 mesi;
  • essere stati vaccinati;
  • promuovere la posizione prona quando il bambino è sveglio (tummy time).
Immagine per l'autore: Gherardo Rapisardi
Gherardo Rapisardi

pediatra e neonatologo, ha lavorato per 25 anni in Terapia Intensiva Neonatale all’ospedale Meyer di Firenze e poi come direttore di Pediatria e Neonatologia all’ospedale S.M. Annunziata. Esperto di valutazione e promozione dello sviluppo psicomotorio e di salute nel percorso nascita, è trainer nell’approccio Brazelton a livello nazionale.

Bibliografia
  • AA.VV., Task Force on Sudden Infant Death Syndrome; AAP Committee on Fetus and Newborn. Sleep-Related Infant Deaths: Updated 2022 Recommendations for Reducing Infant Deaths in the Sleep Environment. «Pediatrics», luglio, 2022;150(1).
  • AA.VV., Evidence Base for 2022 Updated Recommendations for a Safe Infant Sleeping Environment to Reduce the Risk of Sleep-Related Infant Deaths. «Pediatrics», 2022;150(1).
  • J. McKenna, Safe Infant Sleep: Expert Answers to Your Cosleeping Questions. Platypus Media, gennaio, 2020.
Articolo pubblicato il 19/07/2022 e aggiornato il 11/08/2022
Immagine in apertura jordi magrans / iStock

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