Serena e Marco hanno affrontato un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e, dopo diversi tentativi, Serena è rimasta incinta e ha ora raggiunto le dodici settimane di gravidanze. Tanti sono ancora i dubbi, le incertezze e le preoccupazioni per il futuro ma intanto tutto procede secondo programma e la coppia sta man mano vivendo con più serenità il percorso gestazionale.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli eventi che contraddistinguono questo periodo.
Serena è quasi arrivata al termine del primo trimestre: concludere la dodicesima settimana di gravidanza vuol dire infatti essere praticamente al termine del terzo mese e, quindi, alle porte del secondo trimestre.
La fine del primo trimestre è considerato un traguardo per la coppia poiché scientificamente si riduce il rischio di aborto spontaneo; infatti, circa l’85% degli aborti spontanei si verifica entro la dodicesima settimana.
Il piccolo che Serena porta in grembo sta continuando a svilupparsi e crescere e ormai occupa tutto l’utero. Un feto alla dodicesima settimana è lungo circa 5 cm, paragonabile alle dimensioni di una prugna.
Ormai tutti gli organi e gli apparati interni sono formati e continuano a svilupparsi e a crescere, in particolare: il cervello e il sistema nervoso; l’apparato cardio-circolatorio, con circa 160 battiti cardiaci al minuto; l’apparato digerente inizia a funzionare permettendo anche la deglutizione del liquido amniotico. Inoltre, il fegato e la milza cominciano a produrre globuli rossi e piastrine e inizia a svilupparsi il sistema immunitario con i globuli bianchi.
In questi giorni inizia anche la formazione delle unghie sia delle mani sia dei piedi e delle impronte digitali, uniche per ogni individuo, oltre ai lineamenti del viso: l’intero corpo fetale inizia quindi a prendere sembianze umane.
La placenta ormai formata continua a filtrare l’ossigeno, permettendo quindi la respirazione placentare e lo scambio di tutti i nutrienti essenziali per il corretto sviluppo fetale.
Durante la dodicesima settimana il feto inizia i primi movimenti, ancora impercettibili per Serena ma visibili durante le ecografie: succhiare il pollice, aprire e chiudere le manine e scalciare sono solo i primi movimenti, che avvengono grazie al corretto sviluppo del sistema nervoso e di quello muscolo-scheletrico.
La differenziazione genitale, quindi l’espressione del sesso del futuro nascituro, continua durante questa settimana di gestazione ma è ancora impossibile determinarne il sesso durante l’ecografia; il NIPT test, invece, qualora la coppia lo desiderasse, permette già di scoprire il sesso analizzando le particelle di DNA fetale circolante nel sangue materno e andando quindi a valutare i cromosomi sessuali del feto.
Come anticipato, durante la 12° settimana, il feto occupa l’intera cavità uterina ma ancora non è così grande da far evidenziare l’addome materno, anche se a volte nelle gravidanze successive alla prima in questi giorni inizia a notarsi un leggero gonfiore addominale legato appunto all’aumento del volume uterino. La crescita e il gonfiore addominali non sono indicative della salute né della mamma né del feto in utero.
In queste prime fasi della gravidanza non si notano ancora cambiamenti fisici esterni della donna, pertanto cambiare abbigliamento non è necessario: l’unico accorgimento da considerare è quello di evitare pantaloni, gonne e indumenti intimi (come i reggiseni) troppo stretti poiché potrebbero provocare fastidi al basso ventre o al seno, zone che già subiscono modificazioni legate soprattutto agli ormoni gravidici.
Gli ormoni gravidici determinano degli squilibri importanti che possono determinare cambiamenti anche della pelle: i melanociti aumentano per azione degli estrogeni e del progesterone causando aumento della pigmentazione, tipica della zona dei capezzoli, della zona genitale ma anche sull’addome evidenziando la cosiddetta linea nigra tra l’ombelico e il pube. L’iperpigmentazione gravidica può causare sul volto la cosiddetta maschera gravidica (anche detta melasma, ne parliamo in questo articolo), che si può evitare preventivamente con l’utilizzo di alte protezioni durante l’esposizione al sole, soprattutto d’estate.
Inoltre, come durante la fase adolescenziale, gli ormoni tipici della gravidanza possono intensificare gli inestetismi della pelle come l’acne e le smagliature, queste ultime legate non solo agli ormoni ma anche all’elasticità cutanea legata alla gravidanza.
Con il concludersi del primo trimestre tendono a ridursi anche i sintomi delle prime settimane di gravidanza, come la stanchezza e le nausee, seppure a volte possono proseguire: in questi casi è bene confrontarsi con un professionista per escludere cause più gravi di questa sintomatologia persistente, come le carenze nutrizionali o l’iperemesi gravidica.
Sintomi come la leucorrea gravidica, invece, possono essere incostanti ma persistere per tutta la gravidanza senza dare disturbi; qualora si presentassero invece disturbi come bruciore o cattivo odore è bene escludere un’infezione vaginale.
Anche altri ormoni entrano in circolo, come la relaxina, che rilassa muscoli, articolazioni e legamenti in vista della preparazione al parto e può comportare fastidi come il mal di schiena (tipicamente nella zona lombare).
Anche lo stato emotivo si modifica. Serena, ad esempio, come detto è più tranquilla perché ha superato le settimane iniziali della gravidanza, ovvero quelle che, tendenzialmente, sono considerate più delicate e critiche, anche se le ansie e le preoccupazioni potranno sempre comparire lungo il percorso, ad esempio in vista di un test di screening, di un’ecografia o, successivamente, proprio per il parto. Fondamentale, quindi, è il supporto emotivo da parte del partner, ma anche dei familiari e dei professionisti sanitari di fiducia.
Negli ultimi anni mi occupo di procreazione medicalmente assistita (PMA), accompagnando le coppie lungo un percorso che, in molti casi, è lungo e impegnativo. Per persone come Serena e Marco, il raggiungimento della 12ᵃ settimana di gravidanza rappresenta una tappa importante: è infatti il momento in cui, nella maggior parte dei casi, si inizia a sospendere gradualmente la terapia di supporto della fase luteale, prescritta dopo il transfer per sostenere le prime fasi della gravidanza. Un altro traguardo che segna il progressivo consolidarsi della gestazione.
La prima ecografia, utile per confermare la gravidanza e valutare la sua datazione, in quest’epoca gestazionale è generalmente già stata eseguita (le eccezioni riguardano, ad esempio, i casi in cui ancora non si sospetta nulla e la gravidanza viene scoperta più tardi).
Proprio tra l’11ª e la 13ª settimana di gravidanza viene proposto il cosiddetto test combinato, lo screening del primo trimestre. Si tratta di un esame che integra due valutazioni: da un lato l’ecografia, durante la quale viene misurata la translucenza nucale del feto, e dall’altro un prelievo di sangue materno (il cosiddetto bi-test). Insieme ad altri dati, come l’età della donna, queste informazioni vengono elaborate da un software che stima il rischio che il feto presenti alcune anomalie cromosomiche, come le trisomie 21, 18 e 13.
È importante ricordare che il test combinato è un esame di screening: non permette di formulare una diagnosi, ma solo di stimare un rischio. Solo gli esami diagnostici, come la villocentesi o l’amniocentesi, possono confermare o escludere con certezza la presenza di un’anomalia cromosomica.
Un altro test di screening, che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni, è il già citato NIPT test, ossia l’esame del DNA fetale sul sangue materno; infatti, durante l’intero corso della gravidanza, nel sangue materno circola del DNA fetale e tramite il prelievo è possibile analizzare e valutare il rischio di malattie genetiche come la sindrome di Down.
Ulteriori esami del sangue in queste settimane non sono necessari, salvo motivazione clinica che ne attesti la necessità.
Continuare a seguire un’alimentazione ricca e salutare, facendo attenzione alle indicazioni della gravidanza per il rischio di infezioni alimentari (su questo tema rimandiamo alla lettura di questo articolo) è fondamentale, anche per ridurre il rischio di carenze nutritive materne e quindi feto-neonatali. In base alla tipologia di dieta (onnivora, vegetariana, eccetera), al peso e al BMI pre-gravidico e alla caratteristiche della gravidanza (singola o gemellare), le linee guida consigliano quantità differenti dei micronutrienti ed eventuali integrazioni alimentari se necessarie (per approfondire, rimandiamo alla lettura di questo articolo).
Durante tutto il primo trimestre, è sempre bene confrontarsi con lo specialista che segue la gravidanza anche in merito all’uso di medicinali, poiché alcuni principi attivi contenuti in farmaci da banco o anche naturali e fitoterapici sono considerati teratogeni, pericolosi cioè per lo sviluppo dell’embrione e del feto. Per quanto riguarda la cura personale, si raccomanda di preferire tinte senza ammoniaca, da applicare in ambienti ben aerati, ed evitare smalti contenenti toluene o formaldeide.
È possibile viaggiare a dodici settimane di gravidanza? Ovviamente sì, ma con delle piccole accortezze: i viaggi in auto, se troppo lunghi, andrebbero intervallati con delle soste; i viaggi in aereo non sono da escludere ma è bene parlarne prima con il professionista, in caso di accorgimenti legati a eventuali patologie gravidiche.
Con la fine della 12ᵃ settimana di gravidanza si sta concludendo il primo trimestre e dato che, come detto, il rischio di aborto si riduce, molte coppie scelgono di aspettare questo momento per annunciare a parenti e amici la lieta notizia.
La scelta, però, è sempre personale e dipende dai desideri della coppia: decidere di annunciare la gravidanza prima o dopo questo periodo è spesso una questione di scaramanzia e, dal punto di vista clinico, non esistono indicazioni che suggeriscano un momento migliore.
Diverso è il caso della comunicazione al datore di lavoro. Per le donne che svolgono mansioni incompatibili con la gravidanza, ossia attività che comportano rischi di natura fisica, biologica o chimica, è necessario informare il datore di lavoro affinché possano essere adottate le misure previste dalla normativa, come l’assegnazione a mansioni compatibili o, quando necessario, la maternità anticipata.
Il benessere fisico e psicologico della coppia passa anche attraverso il riposo, il dialogo e la possibilità di vivere con serenità ogni momento della gravidanza.
Salvo diversa indicazione del medico, sia l’attività fisica sia l’attività sessuale possono essere proseguite durante la gravidanza. Solo in presenza di particolari condizioni cliniche, come una minaccia d’aborto, potrebbe essere necessario limitarle o sospenderle temporaneamente.
È importante contattare il proprio professionista di riferimento o rivolgersi al pronto soccorso ostetrico in presenza di alcuni segnali che potrebbero indicare una complicanza della gravidanza, tra cui: