In bici, a piedi o coi mezzi pubblici per il bene dei nostri figli | UPPA.it

In bici, a piedi o coi mezzi pubblici per il bene dei nostri figli

Usare dei mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, riducendo l’utilizzo dell’automobile, è una questione etica, di salute e di sicurezza che coinvolge tutti i cittadini, soprattutto quelli più piccoli

Linda Maggiori,
blogger e scrittrice
In bici, a piedi o coi mezzi pubblici per il bene dei nostri figli

Muoversi a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, lasciando a casa l’auto tutte le volte che è possibile (ed è possibile molto più di quanto si creda), è un atto di rispetto nei confronti dei bambini e dell’ambiente in cui viviamo.
Nel libro Scarpe Blu (uscito per le Edizioni La Meridiana nel 2013), l’urbanista Raffaela Mulato e il pedagogista Stephan Riegger affermano che le «mappature dei percorsi casa-scuola disegnate dai bambini indicano lo spaesamento di coloro che vanno a scuola in auto; è evidente la mancanza di punti di riferimento, appaiono ridotte le capacità di percezione e rappresentazione dello spazio».
Nel 2012 l’Agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che respirare i gas di scarico emessi dai motori diesel aumenta il rischio di ammalarsi di cancro: ogni auto in più che circola peggiora la qualità dell’aria che i nostri figli respirano, ma tutte le auto (in misura maggiore o minore) inquinano, producendo polveri sottili in conseguenza del solo attrito delle gomme sull’asfalto. A questo proposito, una ricerca del 2017 di Cittadini per l’aria (una rete di cittadini milanesi che si occupa di difendere la qualità dell’aria) e una ricerca di Legambiente dello stesso anno effettuata a Bologna hanno rilevato dei valori di inquinamento dell’aria eccedenti i limiti proprio davanti (e dentro) le scuole.

Il triste primato dell’Italia

E così sempre più frequenti sono i problemi respiratori, l’asma, le bronchiti, fino ad arrivare a malattie più gravi: l’Italia ha il triste primato in Europa di morti premature per inquinamento dell’aria (91.000 decessi l’anno secondo il rapporto La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane, presentato nel 2017 al Senato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile). Piedibus, bicibus, pulmini… sarebbero tanti i modi per portare i bimbi a scuola in modo ecologico, anche se i genitori hanno poco tempo a disposizione. Eppure, la maggioranza dei genitori preferisce usare l’auto.
Spesso si pensa che in auto i bambini respirino meno smog, ma non è così: una ricerca canadese nel 2004 e poi una ricerca di Peacelink del 2011 hanno dimostrato che dentro gli abitacoli ci sono concentrazioni di inquinanti (IPA, cioè idrocarburi policiclici aromatici) molto superiori rispetto all’aria aperta.

Una questione di salute…

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità stima in 110 miliardi di euro il risparmio in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa. Per non parlare della lotta all’obesità: in Italia, circa il 30% dei bambini è obeso o in sovrappeso (secondo l’indagine Okkio alla salute del 2017, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità) e l’associazione Alt (il cui focus è la prevenzione delle malattie cardiovascolari da trombosi), citando uno studio danese del 2013, afferma che basterebbe andare a scuola in bici o a piedi per ridurre i fattori di rischio per quanto riguarda le malattie da trombosi.
Muoversi in bici o a piedi aumenta le difese immunitarie dei bambini, riducendo il rischio di ammalarsi anche nella stagione invernale. Ovviamente è necessario un abbigliamento adeguato! Quando piove si possono indossare giacche e pantaloni impermeabili, degli stivali (oltre a munirsi di uno coprizaino e, se occorre, di un paio di scarpe di ricambio). Quando i miei bambini arrivano a scuola, sono più asciutti di chi arriva in auto! Un’opzione interessante per non far bagnare i bambini più piccoli è il carrello da attaccare alla bici oppure la “cargo bike”, in cui si potranno sistemare bambini, zaino e… spesa!

… e di sicurezza

Più auto in circolazione corrispondono inoltre a un maggior rischio di incidenti. A ogni punto percentuale di aumento degli spostamenti in bicicletta in ambito urbano corrisponde una diminuzione dal 2 al 5% degli incidenti fra tutti gli utenti della strada (dato tratto da un articolo di P.L. Jacobsen, disponibile in inglese a questo link). Scegliendo di camminare a piedi o di usare la bici e i mezzi pubblici, contribuiremo quindi a rendere più sicure le strade delle nostre città, dando anche un esempio di ecologia e virtù civica ai nostri figli.
L’Unicef, nel documento intitolato Città amiche delle bambine e dei bambini, afferma che una città «deve garantire ai bambini il diritto di vivere in un ambiente non inquinato, di poter accedere a spazi verdi, di camminare da soli, e muoversi su strade non pericolose». Sono diritti veri o si tratta di utopia?

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E fuori dall’Italia?

Diamo uno sguardo all’estero. A Odense, in Danimarca, a partire dai 6 anni i bambini (anche sotto la neve) vanno a scuola da soli con gli amici in bicicletta: secondo un rapporto della municipalità di Odense, ben quattro giovani studenti su cinque scelgono questa modalità di spostamento per coprire il tragitto casa-scuola. Qui, nel terzo comune più grande della Danimarca, abbondano piste ciclabili, isole pedonali, mezzi pubblici efficienti e ci sono pochissime auto in circolazione (magari elettriche e condivise).
Mentre in Italia abbiamo il tasso di immatricolazione più alto della media europea, con 62 auto ogni cento abitanti, in tante città del mondo (Copenaghen, Friburgo, Tokyo, Malmo, Seul, Edimburgo, Amsterdam…) fioriscono quartieri “car free”, dove nessuno possiede l’auto e gli spazi sottratti ai parcheggi sono trasformati in parchi.
Ma qualcosa si muove anche in Italia: a Pesaro c’è la Bicipolitana (una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili) e i bambini sono incentivati ad andare a scuola in bici o a piedi, anche da soli su percorsi protetti. Varie scuole in tutta Italia hanno aderito al progetto “Scarpe blu” dell’associazione Moving School 21, per permettere ai bambini di andare a scuola in autonomia rendendo il percorso casa-scuola più sicuro e “giocoso”. Altri buoni esempi? Bolzano è l’unica città d’Italia ad avere più abitanti che si spostano in bicicletta (30%) che in auto (25%), contro una media italiana di spostamenti in auto del 66,4% e in bici del 3,8% (dati relativi al 2017 del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti).

C’è anche il treno

Anche viaggiare in treno è un’esperienza educativa, divertente ed ecologica: si apprendono abilità sociali importanti e si impara a orientarsi meglio nel tempo e nello spazio. In treno i bambini possono leggere, disegnare, giocare, muoversi, andare in bagno, essere allattati… diverse attività che in auto non si possono compiere, perché i bimbi devono restare legati al seggiolino (e su questo non si può transigere).
Spesso, è vero, le tariffe ferroviarie non aiutano, soprattutto le famiglie numerose, ma si potrebbe fare come in Germania, dove, fino a 15 anni, i bambini viaggiano gratis su tutti i treni e i mezzi pubblici, se accompagnati. È stata lanciata una petizione a favore di questa misura anche in Italia: qui maggiori informazioni.

Pubblicato il 27.02.2018 e aggiornato il 09.07.2018
Immagine in apertura romrodinka / iStock / Getty Images Plus