Circonferenza cranica neonato: valori e perché si misura

La pratica della misurazione della circonferenza cranica, eseguita con regolarità dai pediatri, fornisce preziose informazioni sul benessere e sulla crescita del bambino. Quali sono i valori normali di riferimento e a cosa prestare attenzione?

Barbara Hugonin , genetista pediatrica
medico misura circonferenza cranica neonato

La circonferenza cranica del neonato è un dato che ci permette di monitorare la crescita del cervello e lo sviluppo del piccolo. Si tratta infatti di un indicatore del normale sviluppo neurologico, che può fornire informazioni cruciali sulla presenza di eventuali anomalie. Si misura, come spiegheremo più avanti, prendendo in considerazione la parte più ampia della calotta cranica. 

Vediamo di seguito qual è la frequenza con cui va misurata la circonferenza cranica del bambino a partire dalla nascita, quali sono i valori normali e quali patologie può evidenziare questo indicatore.

Perché si misura la circonferenza cranica del neonato?

Perché si misura la circonferenza cranica? Questo dato riveste un ruolo rilevante nella valutazione dello sviluppo neurologico e fisico durante i primi mesi di vita e anche oltre. La pratica della misurazione, eseguita con regolarità dai pediatri, fornisce infatti preziose informazioni sul benessere e sulla crescita del bambino.

Quando si misura la circonferenza cranica? Viene effettuata poco dopo la nascita e poi a intervalli regolari durante le visite pediatriche e serve a identificare eventuali variazioni nella velocità di crescita della testa, così da rilevare precocemente potenziali problemi neurologici e anomalie dello sviluppo. La circonferenza cranica riflette infatti direttamente la dimensione del cervello in crescita, e la sua correlazione con altri parametri di sviluppo, oltre a fornire importanti indizi sullo stato di salute generale del bambino, consente di intervenire tempestivamente se qualcosa non va.

Il controllo della circonferenza cranica non è limitato in realtà solo ai primi mesi di vita. Resta infatti essenziale durante i primi anni del bambino. Questo perché il monitoraggio regolare può rivelare informazioni preziose sulle variazioni nella crescita cerebrale nell’arco di tutta l’infanzia.

La misurazione viene eseguita attraverso l’utilizzo di un nastro metrico flessibile, strumento che si adatta perfettamente alla forma della testa del neonato e consente una valutazione accurata senza causare alcun disagio al bambino. Si posiziona il nastro metrico intorno alla parte più ampia della testa, che di solito passa sopra le sopracciglia e le orecchie, assicurandosi che il nastro sia orizzontale e ben aderente al cranio, e si procede con la lettura della circonferenza cranica in centimetri.

Misure e valori normali

Vediamo ora come variano le misure della circonferenza cranica del neonato man mano che si va avanti con l’età. Il primo aspetto da sottolineare è che durante le prime settimane di vita la crescita del cranio è molto rapida e che le misurazioni possono essere più frequenti. 

I valori normali della circonferenza cranica, a seconda della fascia d’età, sono:

  • 0-3 mesi. La circonferenza cranica può variare tra i 32 e i 38 cm, con una media di circa 35 cm.
  • 3-12 mesi. La crescita è accelerata, la circonferenza cranica può aumentare in media di 2 cm al mese. I valori medi si aggirano in un intervallo tra i 40 e i 48 cm. In media intorno ai 12 mesi è di 46 cm.
  • 1-3 anni. La crescita rallenta, ma la circonferenza cranica continua ad aumentare costantemente, arrivando a valori medi che si collocano tra i 47 e i 52 cm. Intorno ai due anni è di circa 48 cm. 

È però fondamentale osservare che questi valori possono variare leggermente in base a fattori come l’etnia, il genere, la storia familiare e le condizioni di salute del bambino. Infatti, per poter monitorare correttamente la crescita della circonferenza cranica, si mette in relazione questo parametro con la circonferenza toracica e addominale, la lunghezza e il peso. 

Il pediatra può avvalersi di tabelle e linee guida, che forniscono valori standard per la circonferenza cranica nei neonati e nei bambini, come ad esempio le curve di crescita sviluppate dall’OMS e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti, ampiamente utilizzate come riferimento. [1] [2]

Anomalie e problemi della circonferenza cranica

Le anomalie della circonferenza cranica possono avere cause specifiche e vanno monitorate in maniera tempestiva. Va sottolineato però che non sempre caratteristiche o valori anomali sono associati a conseguenze patologiche o a complicanze.

Le due più importanti sono la Microcefalia e la Macrocefalia. Oltre a queste, vedremo anche delle deformazioni che derivano da posizioni costanti durante il sonno o da altri fattori ambientali. Queste ultime, se non trattate, possono portare a deformità craniche permanenti. Tuttavia, interventi precoci come la terapia posizionale possono aiutare a correggerle.

Microcefalia

Si diagnostica quando la circonferenza cranica è significativamente inferiore rispetto ai valori medi per i bambini della stessa età, sesso ed etnia nella regione di riferimento, precisamente con valori inferiori al 3° percentile (in questo articolo spieghiamo cosa sono i percentili e a cosa servono). Si può diagnosticare anche se il valore è nella media ma nelle settimane successive la crescita è molto più lenta rispetto al normale.

È molto importante valutare anche la circonferenza cranica dei genitori, per capire se si tratta di una caratteristica ereditaria che potrebbe rientrare in una microcefalia familiare benigna: generalmente è correlata allo sviluppo ridotto del cervello, può essere confermata da un’ecografia in età prenatale e, dopo la nascita, con la misurazione della circonferenza cranica, nonché da indagini più approfondite (TC, tomografia computerizzata; RM, risonanza magnetica), soprattutto per valutare la presenza di anomalie cerebrali. 

La microcefalia può essere associata a oltre 450 condizioni genetiche, dalle forme ereditarie come la microcefalia ereditaria autosomica recessiva (cioè entrambi i genitori sono portatori di una copia della mutazione e la trasmettono al bambino), alle anomalie cromosomiche, alcune sindromi (Sindrome di Wolf-Hirshhorn, Sindrome di Mowat-Wilson), oppure a mutazioni che non si ereditano dai genitori ma si presentano durante lo sviluppo embrionale.

Altre cause non sono di natura genetica ma ambientale e sono responsabili di microcefalia acquisita, come:

  • malnutrizione grave;
  • sostanze chimiche (come il metilmercurio presente nel pesce);
  • danni cerebrali prenatali dovuti a ipossia (scarso apporto di ossigeno), traumi e ischemia;
  • infezioni da Toxoplasmosi, rosolia, Citomegalovirus, Virus Zika, Herpes, HIV;
  • consumo di stupefacenti e alcol.

La microcefalia può essere associata a sintomi di ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio, crescita ridotta, presenza di dismorfismi cranio-facciali, crisi epilettiche. È molto importante una diagnosi precoce per migliorare la qualità della vita del bambino nel corso del tempo, intervenendo con percorsi di riabilitazione, logopedia e psicomotricità, con controlli neurologici nel caso siano presenti forme di epilessia e trattamenti chirurgici se invece ci sono anomalie delle ossa craniche.

Macrocefalia

In questo caso la circonferenza cranica del neonato risulta maggiore rispetto ai valori medi per i bambini della stessa età, sesso ed etnia nella regione di riferimento, precisamente quando i valori superano il 97° percentile. La macrocefalia può essere disproporzionata, quando le dimensioni del cranio sono maggiori rispetto alle dimensioni generali, o proporzionata, se le dimensioni del cranio sono grandi ma lo sono anche quelle del resto del corpo (in molti casi, infatti, nel tempo non viene più considerata un’anomalia).

Il livello di gravità dipende dalla causa specifica, come nei casi di macrocefalia anomala causata da un ingrossamento della massa cerebrale (megalencefalia) o da un aumento della quantità di liquido cerebrale (idrocefalo) o dalla crescita eccessiva delle ossa del cranio (iperostosi cranica); qui all’origine troviamo difetti congeniti cerebrali, vascolari, sindromi genetiche complesse i cui sintomi possono presentarsi alla nascita o immediatamente dopo. 

La macrocefalia può essere causata anche da infezioni in utero (Toxoplasmosi, Citomegalovirus, rosolia) o da meningiti batteriche e virali. 

Come per la microcefalia, anche per la macrocefalia può esserci un’origine genetica e la presenza di sindromi complesse scheletriche quali l’osteogenesi imperfetta, l’acondroplasia, il morbo di Paget; in tutti questi casi si ha un’anomalia nei processi di ricrescita, metabolismo e rimodellamento osseo. Anche alcune malattie rare da accumulo come la mucopolisaccaridosi, o sindromi come la quella di Joubert e di Alexander, possono essere responsabili. Le cause più rare oltre a quelle genetiche possono essere le emorragie cerebrali e le encefaliti.

Una diagnosi completa di macrocefalia richiede anche l’ausilio di indagini strumentali come la TC e la RM (per valutare la presenza di un’anomalia cerebrale e la necessità di una correzione chirurgica) e di una terapia mirata. Quando la macrocefalia è secondaria rispetto a una sindrome complessa, quindi è una conseguenza di una serie di altri problemi, allora può essere associata a ritardo psicomotorio e/o linguistico e intellettivo, con la necessità di un supporto riabilitativo per migliorare la progressione dei sintomi. Ci sono poi situazioni in cui non si riscontrano particolari sintomi né si richiedono particolari terapie.

Plagiocefalia

Può essere considerata una forma di anomalia della circonferenza cranica, in quanto riguarda un appiattimento o una deformità asimmetrica del cranio. Tuttavia, viene classificata come “posizionale” quando è causata principalmente da posizioni frequenti della testa in un’unica direzione, cosa che avviene spesso durante il sonno. La plagiocefalia posizionale è generalmente benigna e può essere corretta con alcuni interventi, come il cambio frequente della posizione del neonato o il tummy time (ne abbiamo parlato in questo articolo). Altre forme di plagiocefalia possono essere invece indicative di condizioni più gravi o di problemi di sviluppo e quindi necessitano di un’assistenza più complessa

Brachicefalia

Si verifica quando il cranio presenta una forma più larga e più corta rispetto alla norma. Questa condizione può essere causata da vari fattori, tra cui il posizionamento costante della testa in una determinata direzione durante il sonno o altri periodi di riposo (brachicefalia posizionale). Anche in questo caso è importante distinguere tra la brachicefalia posizionale, che è spesso benigna e può correggersi con il tempo, e i casi di brachicefalia dovuti ad altre cause (sindromi genetiche) e associate a condizioni mediche più gravi.

Dolicocefalia

Condizione in cui il cranio è più lungo e più stretto rispetto alla norma. È una delle anomalie meno conosciute e non sempre diagnosticate immediatamente. Spesso all’origine ci sono errori posizionali, rotazione della testa, posizione prona o sul fianco (sconsigliate nelle indicazioni per prevenire il rischio di SIDS).

Trigonocefalia

Alterazione nella forma del cranio caratterizzata da una testa a forma di trigono (comunemente definita “testa a punta”), causata da fattori genetici e ambientali, è più frequente nei maschi rispetto alle femmine. 

Scafocefalia

Detta anche “craniostenosi sagittale”, è una condizione in cui il cranio è lungo e stretto con una forma simile a una barca. Nel 50% è dipende da sindromi genetiche ed è dovuta a una prematura fusione delle ossa craniche (più precisamente della sutura sagittale).

Oxicefalia

Detta anche “craniostenosi non sindromica” (e un tempo definita con il termine “turricefalia”), riguarda un’aumentata altezza del cranio, spesso associata a un appiattimento sulla parte posteriore. È molto rara e può essere associata a problemi del nervo ottico e ritardo cognitivo.

Come gestire le anomalie

La gestione delle anomalie della circonferenza cranica richiede una valutazione approfondita da parte di diversi specialisti, tra cui pediatri e neonatologi, neurologi, chirurghi, genetisti. Di fronte a problemi della circonferenza cranica, un intervento tempestivo e un adeguato trattamento possono contribuire a minimizzare le conseguenze a lungo termine e favorire lo sviluppo ottimale del bambino, oltre a una qualità di vita migliore nel tempo sotto l’aspetto psicofisico e sociale.

Alcune possibili soluzioni includono:

  • Monitoraggio regolare. In molti casi, soprattutto se l’anomalia è lieve e non comporta rischi significativi, il pediatra potrebbe optare per questa strada al fine di valutare la progressione nel tempo.
  • Terapie conservative. Possono essere raccomandate per alcune condizioni, come la plagiocefalia o la brachicefalia. La terapia posizionale, ad esempio, mira a correggere la forma della testa attraverso modifiche nelle abitudini posturali del bambino.
  • Trattamenti medici. Possono essere prescritti nei casi più gravi o se vi è un sospetto di problemi neurologici. Ad esempio, per la pressione intracranica elevata, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o altri approcci medici.
  • Interventi terapeutici. Ovvero l’intervento di specialisti, come fisioterapisti, ortopedici o neurologi per gestire specifiche condizioni neuromotorie legate alle anomalie della circonferenza cranica.
  • Follow-Up a lungo termine. Richiesto in molti casi per garantire che lo sviluppo del bambino progredisca in modo ottimale e per apportare eventuali aggiustamenti al piano di trattamento.

Lo scopo essenziale è quello di seguire correttamente l’evolversi della crescita e dello sviluppo del bambino con possibile anomalia della crescita del cranio, di non sottovalutare i rischi ma allo stesso tempo informare e sostenere le famiglie per supportare, senza timori, le necessità terapeutiche e riabilitative del piccolo, garantendogli una qualità di vita ottimale

Note
[1] WHO Head circumference for age «who.int»
[2] Centers for Disease Control and Prevention Data Table of Infant Head Circumference-for-age Charts «cdc.gov», agosto 2001
Bibliografia
  • C.Van Cruchten et Al., Demographics of Positional Plagiocephaly and Brachycephaly; Risk Factors and Treatment, in 《J. Craniofacial Surgery》, Nov.-Dec. 2021.
  • R.L. Knowles, et Al., Incidence, aetiology and neurodisability associated with severe microcephaly: a national surveillance study, in 《Arch. Dis. Child.》, Mar.2023.
  • S.K. Morris, D.S. Farrar, et Al., Population-based surveillance of severe microcephaly and congenital Zika syndrome in Canada, in 《Arch. Dis. Child.》, Sept. 2021.
  • J. Kuhn, M.Cascella, Alexander disease, in 《Stat Pearls》, Sept. 2023.
  • S. Rangwani, G. Orwan, et Al., Importance of Neuroimaging in Infants with Microcephaly, in 《Newborn》, Vol.2, Issue 2, 2023.
Articolo pubblicato il 10/01/2024 e aggiornato il 10/01/2024
Immagine in apertura PeopleImages / iStock

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