Laringite nei bambini: cause, sintomi e cura

Nelle forme più lievi, la malattia può essere gestita a domicilio previo consulto con il pediatra. I casi di infiammazione massiva dell’epiglottide e delle strutture circostanti, invece, seppure diventati più rari grazie alla vaccinazione contro il batterio responsabile, vanno riconosciuti immediatamente in quanto vere e proprie emergenze

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Anna Maria Bagnato , pediatra, dirigente medico in servizio presso il reparto di Neonatologia dell’ospedale di Crotone. Nel corso della sua specializzazione ha approfondito la Reumatologia e le Emergenze pediatriche del neonato e del bambino
visita dal pediatra per bambino con laringite

Le laringiti sono patologie infiammatorie che colpiscono la laringe, organo cavo in cui si trovano le corde vocali, e rientrano tra le cause più frequenti di raucedine nei bambini. Alcune forme possono avere un’evoluzione potenzialmente grave per l’ostruzione a carico delle vie aeree, altre invece (la maggior parte) possono avere una certa ricorrenza ma sono di natura benigna. Andiamo ad analizzarle insieme e vediamo quali sono le cause, i sintomi e i rimedi per la laringite nei bambini.

Quali sono le cause della laringite dei bambini?

Prima di parlare delle cause della laringite nei bambini è bene sapere che la laringe si trova all’ingresso delle vie aeree ed è organizzata in maniera tale da proteggere la trachea durante la deglutizione di solidi e liquidi, attraverso l’azione coordinata dell’epiglottide (la piccola “foglia” di cartilagine visibile alla radice della lingua) e delle corde vocali (strutture muscolo-fibrose che consentono anche l’emissione di suoni durante il passaggio dell’aria in uscita).

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Le principali cause di laringite sono di natura infettiva. Seguono poi le laringiti dovute a traumi/irritazioni (tendenza a urlare, severo reflusso gastroesofageo, ingestione/inalazione di sostanze tossiche). 

Considerata la frequenza e i risvolti terapeutici, parleremo prevalentemente delle laringiti infettive che, in base all’esatta localizzazione, vanno distinte in:

  1. Laringite sovraglottica, cioè al di sopra delle corde vocali, una patologia grave dal decorso potenzialmente fulminante. Fortunatamente è diventata più rara grazie alla vaccinazione contro Haemophilus influenzae di gruppo B, che è il principale batterio responsabile (più raramente, a causarla, possono essere altri batteri come Streptococcus pneumoniae, Staphilococcus aureus, streptococchi beta-emolitici). In questo tipo di laringite si innesca un’infiammazione massiva dell’epiglottide (che prende il nome di “epiglottite”) e delle strutture circostanti, in grado di determinare un’ostruzione alle vie respiratorie, un aumento del lavoro respiratorio e la difficoltà di emissione delle secrezioni. Rappresenta una vera e propria emergenza, in quanto richiede un riconoscimento rapido, l’intubazione fino alla risoluzione del processo e l’avvio di un’opportuna terapia antibiotica. La maggiore incidenza si ha tra i 2 e i 6 anni di età. 
  2. Laringite sottoglottica (o Croup). In questo caso l’infiammazione colpisce le corde vocali e la struttura sottostante (ipoglottico). È determinata principalmente da virus parainfluenzali 1 e 3, adenovirus, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (lo stesso che nei neonati e nei lattanti determina la bronchiolite), metapneumovirus. Ha un esordio acuto e nelle forme lievi è gestibile a domicilio, sempre previa indicazione del pediatra. In caso di forme moderate/severe è invece necessario il ricorso al Pronto Soccorso. È più frequente nei mesi invernali/autunnali e colpisce prevalentemente bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni.

Infine, è bene parlare anche del laringospasmo (o pseudocroup), patologia che, una volta avuta, può avere un andamento ricorrente. Ha la stessa sintomatologia della laringite sottoglottica ma, al contrario di questa, non è preceduta da segni importanti di infezione respiratoria o febbricola (al più è preceduta da raffreddore), non è di tipo infiammatorio ed è dovuta allo spasmo improvviso delle corde vocali in seguito a uno stimolo irritativo (che può essere anche l’aria fredda e secca). La fascia di età più colpita è quella compresa tra 1-5 anni di vita. 

L’unico strumento per prevenire la laringite nei bambini riguarda quella sovraglottica ed è, come detto, la vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae di tipo B, contenuta nel vaccino esavalente.

Facciamo un piccolo cenno, infine, alle laringiti croniche, che durano oltre tre mesi e sono caratterizzate da raucedine persistente/ricorrente e tosse, e per le quali è opportuna un’approfondita valutazione pediatrica ed eventualmente otorinolaringoiatrica, al fine di escludere un’eventuale malattia da reflusso gastroesofageo, condizioni di cattivo utilizzo delle corde vocali o altre varianti; altre patologie da valutare sono quelle allergiche, da indagare con uno specialista allergologo pediatrico.

Laringite nei bambini: sintomi e durata

La laringite sovraglottica nei bambini ha come sintomi iniziali mal di gola e febbre a esordio improvviso. Nel giro delle ore successive compaiono difficoltà nella deglutizione e conseguente fuoriuscita di saliva dalla bocca (scialorrea), difficoltà nell’emissione di suoni (disfonia), con una voce detta “a patata bollente”, e difficoltà respiratoria che tende a peggiorare. Il bambino appare sofferente e nei casi più gravi può manifestare un progressivo peggioramento dello stato di coscienza. In questa forma è rara la tosse. L’insorgenza di stridore durante l’inspirazione indica l’ostruzione completa o quasi completa delle vie aeree e richiede l’immediato accesso in Pronto Soccorso. 

I sintomi della laringite sottoglottica invece sono la voce rauca, la tosse abbaiante, l’eventuale stridore durante l’inspirazione e la difficoltà respiratoria. Tali sintomi in genere insorgono dopo qualche giorno di rinite, tosse e febbricola. Anche in questo caso, se le condizioni generali del bambino sono compromesse e vi è una marcata difficoltà respiratoria è fondamentale raggiungere il Pronto Soccorso. 

Nel caso di laringite nei bambini senza febbre, che magari insorge nel cuore della notte con tosse insistente (dal timbro “metallico”), voce rauca e difficoltà respiratoria, è possibile che ci trovi davanti a un quadro di laringospasmo (la predisposizione a malattie allergiche potrebbe giocare un ruolo nell’insorgenza di questa condizione).

Altre laringiti senza febbre nei bambini, caratterizzate prevalentemente da voce rauca, difficoltà nell’emissione di suoni o tendenza marcata a “schiarirsi la voce”, possono essere di origine traumatica o irritativa o anche psicogena e andranno indagate assieme al medico curante.

Quanto dura la laringite nei bambini? Nel caso dell’epiglottite, se trattata adeguatamente con intubazione e antibioticoterapia la durata è di alcuni giorni. Lo stesso vale per la durata della laringite ipoglottica dei bambini, nei casi non complicati. Per quanto riguarda il laringospasmo, invece, la durata minima è di alcune ore fino a un massimo di 24 ore. 

Laringite nei bambini: cure e rimedi

Servono medicinali per la laringite? I rimedi per la laringite nei bambini dipendono strettamente dalle cause che hanno determinato la patologia. Considerata la potenziale gravità delle laringiti infettive è bene ricorrere a una valutazione medica in tempi brevi per poter stabilire le misure più opportune da intraprendere. 

La terapia per la laringite dei bambini nel caso venga colpita l’epiglottide richiede l’intubazione e la somministrazione di antibioticoterapia iniettiva per 10 giorni. Nel caso di laringite sottoglottica invece, considerata la natura virale e la sede anatomica, la terapia si basa sul cortisone (budesonide/beclometasone) tramite aerosol una volta al giorno per le forme lievi (assenza di stridore), eventualmente ripetibile il giorno successivo in caso di persistenza e, in alternativa (o in aggiunta, in base al quadro clinico), il betametasone per bocca. Nelle forme moderate/severe è importante l’accesso in ospedale per poter praticare cure per la laringite più impegnative, ovvero adrenalina via aerosol (ripetibile ogni 20 minuti, in base alle necessità), in aggiunta alla terapia aerosolica steroidea e allo steroide sistemico e, nei casi più severi, steroidi sistemici più potenti e intubazione.

Serve l’antibiotico per la laringite? Nel caso di laringite sovraglottica da Haemophilus influenzae, come già detto, l’antibiotico è fondamentale per il trattamento. Nel caso di contatti stretti con un soggetto positivo a Haemophilus, è prevista inoltre la profilassi antibiotica con rifampicina per tutti coloro che hanno contatti con bambini di età inferiore ai 4 anni (sia vaccinati in maniera completa sia non vaccinati) e con bambini immunocompromessi. Questo perché anche gli adulti vaccinati possono essere portatori asintomatici di Haemophilus nel nasofaringe e infettare le categorie più a rischio. 

Nel caso di un laringospasmo, il classico rimedio che viene proposto è quello di porre il bambino in un ambiente saturo di vapore acqueo (viene consigliato di aprire l’acqua bollente nel bagno). Tuttavia non vi sono forti evidenze scientifiche sul beneficio di tale pratica. I rimedi più efficaci sono la somministrazione dello steroide tramite aerosol, associabile, in base al quadro clinico e alla valutazione medica, all’adrenalina per via inalatoria oppure allo steroide per via sistemica.

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Anna Maria Bagnato

calabrese di nascita, ha studiato a Messina, dove si laurea in Medicina e si specializza in Pediatria, approfondendo in particolare i campi della Neonatologia e delle emergenze pediatriche. Il percorso di specializzazione la porta anche a frequentare la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Buzzi” di Milano e il Pronto Soccorso Pediatrico dell’IRCSS “Burlo Garofolo” di Trieste. Dal 2019 scrive per Uppa.

Bibliografia
  • S. Lega, M. Minute, Prontuario Pediatrico 8^ edizione, Edizioni Medico e Bambino, 2018.
  • A. Pession, Manuale di diagnosi e terapia pediatrica, Casa Editrice Ambrosiana, 2015.
  • E. Barbi, F. Panizon, Pediatria: dal sintomo alla cura, Edizioni Medico e Bambino, 2011.
  • C. H. Zalvan, J. Jones, Common causes of hoarseness in children, «Uptodate», agosto 2020.
  • Cherry JD. Clinical practice. Croup. N Engl J Med 2008; 358: 384-391
Articolo pubblicato il 28/02/2022 e aggiornato il 13/05/2022
Immagine in apertura SeventyFour / iStock

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