Il meconio, le prime feci del neonato

Si tratta delle prime feci del neonato, di consistenza ancora non compatta, emesse nei primi 3-4 giorni che seguono il parto, da osservare per individuare eventuali segnali di possibili complicazioni

Ivan Fiorito , medico
neonato pulito da meconio

Il meconio è la prima evacuazione del neonato ed è composto da sostanze accumulate nell’intestino durante la vita fetale, come cellule, muco, liquido amniotico e bile. Il suo aspetto scuro e denso è del tutto normale e rappresenta un importante indicatore del buon funzionamento dell’apparato digerente nei primi giorni di vita. In questo articolo viene spiegato quando il neonato espelle il meconio, come cambia il colore delle feci dopo le prime poppate e quando è opportuno consultare il pediatra in caso di ritardo nell’emissione o di anomalie. Si approfondisce inoltre il significato del liquido amniotico tinto di meconio, le possibili complicanze associate e la sindrome da aspirazione di meconio, una condizione rara ma che richiede un intervento medico tempestivo.

Nei primi 3-4 giorni che seguono il parto, le feci del neonato non mostrano ancora l’aspetto compatto che avranno successivamente. I genitori potranno notare infatti che il piccolo espelle un materiale con caratteristiche “catramose” e piuttosto appiccicoso. Di cosa si tratta? È un fenomeno transitorio e fisiologico, andiamolo a conoscere nel dettaglio.

Cos’è il meconio

Con il termine “meconio” si fa riferimento alle prime feci del neonato, costituite dal materiale ingerito dal feto durante la vita intrauterina, ovvero:

Il colore del meconio è bruno-verdastro. Si tratta di feci sterili, inodori e di consistenza vischiosa prodotte nell’intestino prima della nascita e che di solito vengono evacuate solo dopo il parto, quando il neonato inizia ad alimentarsi. 

Quando si espelle il meconio? 

Normalmente il meconio si espelle entro 12/24 ore dal parto. In questo modo il neonato elimina le prime feci che nei giorni successivi (il meconio dura circa 3-4 giorni) assumono caratteristiche di transizione pur mantenendo la suddetta consistenza “catramosa”; saranno infatti composte da meconio commisto a residui alimentari

Nel bambino allattato al seno, le feci assumono un aspetto più compatto solo dopo la prima settimana; solo a quel punto si potrà parlare di prima cacca del neonato. 
La prima cacca del neonato assume un colore simile a quello del tuorlo dell’uovo, a volte tendente al verdastro con presenza di grumi bianchi, e avrà consistenza grumosa e un odore leggermente acido. Non è necessario quindi preoccuparsi per la cacca verde del neonato, dal momento che è un fenomeno fisiologico.

Nel neonato alimentato con formula artificiale, la prima cacca tenderà invece a essere un po’ più scura e consistente. Ma non bisogna fare paragoni tra i due tipi feci né tantomeno preoccuparsi: tutte le caratteristiche appena descritte rientrano nella normalità.

Se però a tre giorni dal parto le feci emesse dal neonato hanno ancora l’aspetto del meconio, oppure se vi è un ritardo nel passaggio dalle feci di transizione alla tipica cacca del neonato, è bene sentire il pediatra.

Problemi del meconio

I principali problemi legati al meconio possono essere due. Vediamoli di seguito.

Anticipata emissione di meconio

Il primo e più frequente problema legato al meconio è l’anticipata emissione di questa sostanza quando il piccolo si trova ancora immerso nel liquido amniotico. Le cause, non sempre identificabili, sono:

Le voci appena elencate ci portano a sottolineare, ancora una volta, quanto sia importante fare attenzione alle abitudini nello stile di vita e nell’alimentazione durante la gravidanza
L’anticipata emissione di meconio in utero determina la condizione di “liquido amniotico tinto”, di per sé non grave, che determina, alla nascita, una colorazione nerastra della cute del neonato poiché ricoperto di meconio.

Questa condizione, anche se benigna, è tuttavia associata al rischio di inalazione di meconio, che può avvenire prima della nascita. Si verifica a causa di uno stress (come un’infezione o bassi livelli di ossigeno) che fa compiere al feto respiri forzati. Di conseguenza, il liquido amniotico contenente meconio viene inalato dal piccolo e si deposita all’interno dei suoi polmoni. Dopo il parto, il meconio aspirato può bloccare le vie aeree del neonato, il che comporta problematiche respiratorie e cerebrali che possono provocare complicazioni neurologiche e danni cerebrali.

Quando la difficoltà respiratoria del neonato, in seguito a inalazione di liquido amniotico e meconio, è grave, è necessario il tempestivo intervento e una corretta gestione della situazione da parte dei neonatologi.

Ileo da meconio

L’altra problematica è la mancata emissione di meconio dopo 24-48 ore dal parto, situazione che può causare il cosiddetto “ileo da meconio”, un’importante patologia dei primi giorni di vita del bambino. Fortunatamente molto raro, nell’80-90% dei casi l’ileo da meconio è la prima manifestazione di una malattia genetica molto grave, la fibrosi cistica. Nel restante 10-20% dei casi è invece causato da altre situazioni, come per esempio la prematurità.

L’ileo da meconio è caratterizzato dalla mancata emissione di meconio, con conseguenti sintomi da blocco intestinale (vomito biliare verde scuro e addome gonfio).

Nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene dopo la nascita, anche se a volte può essere sospettato in epoca prenatale durante l’ecografia in utero. Per confermare la diagnosi viene fatta una radiografia dell’addome e un clisma opaco (radiografia del colon e del retto), attraverso cui  può essere riscontrata la presenza del meconio bloccato nel colon e nell’ultima parte dell’ileo. Una volta confermata la diagnosi di ileo da meconio, è necessario diagnosticare un’eventuale fibrosi cistica attraverso esami specifici.

In presenza di ileo da meconio complicato, tutto il quadro clinico evolve in modo più rapido e grave. Solo nelle forme semplici è possibile una cura medica conservativa. In ogni caso si tratta di una patologia grave che necessita di una gestione specialistica immediata.

FAQ

Entro quanto tempo un neonato dovrebbe emettere il meconio?
Nella maggior parte dei neonati il meconio viene emesso entro le prime 24 ore di vita e quasi sempre entro le prime 48 ore. Se questo non accade, il pediatra valuterà se siano necessari ulteriori accertamenti per escludere condizioni che possono ostacolare il normale transito intestinale. Il ritardo nell’emissione, infatti, può essere legato a diverse cause, non sempre di particolare gravità, ma che meritano una valutazione. Per questo motivo è importante segnalare sempre al personale sanitario se il neonato non ha ancora evacuato nei tempi attesi.

Come cambiano le feci dopo il meconio?
Dopo l’emissione del meconio, le feci cambiano gradualmente aspetto nel giro di pochi giorni. Inizialmente diventano di colore verde-brunastro, le cosiddette “feci di transizione”, per poi assumere caratteristiche diverse a seconda dell’alimentazione. Nei bambini allattati al seno tendono a essere giallo-oro, morbide e poco consistenti, mentre nei lattanti alimentati con formula possono essere più compatte e di colore variabile. Questa evoluzione è normale e riflette l’avvio della digestione del latte e il progressivo funzionamento dell’intestino.

Che cosa significa la presenza di meconio nel liquido amniotico?
Talvolta il meconio viene emesso prima della nascita e si mescola al liquido amniotico. Questa situazione è più frequente nelle gravidanze a termine o oltre il termine e non indica necessariamente un problema per il bambino. Tuttavia richiede un’attenta valutazione da parte dell’équipe ostetrica e neonatologica, perché in alcuni casi il neonato potrebbe inalare liquido contenente meconio durante o subito dopo il parto. Alla nascita il personale sanitario controllerà quindi con particolare attenzione le condizioni respiratorie del bambino e deciderà se siano necessari interventi specifici.

Quando il colore delle feci del neonato deve far consultare il pediatra?
Dopo i primi giorni di vita è normale che il colore delle feci vari dal giallo al verde, a seconda dell’alimentazione e di altri fattori. Esistono però alcune situazioni che meritano una valutazione medica, come la presenza di feci bianche o grigiastre, che possono indicare un problema del fegato o delle vie biliari. Anche sangue nelle feci, diarrea persistente o un cambiamento improvviso associato ad altri sintomi richiedono il parere del pediatra. In caso di dubbi è sempre preferibile confrontarsi con il medico piuttosto che attendere.

Bibliografia
  • Gianni Bona, Roberto Miniero, Pediatria pratica, Minerva Medica, IX edizione, 2013, pp. 4-5.
  • Guido Brusoni, Rosanna Moretto, Leo Venturelli, Da 0 a 6 anni, una guida per la famiglia, 2007, pp.35. 
  • Robert M. Kliegman, Pediatria di Nelson- 19° edizione, Elsevier, 2013, pp.620-622. 
  • Ospedale pediatrico Bambin Gesù, Ileo da meconio, «ospedalebambinogesu.it», 28 gennaio 2021.
Articolo pubblicato il 01/03/2022 e aggiornato il 06/08/2026
Immagine in apertura Svetlana Ivanova / iStock

Condividi l'articolo