Otite e antibiotici nei bambini

L'utilizzo di antibiotici nel trattamento delle otiti: le pratiche corrette e cosa non fare spiegato dai pediatri di UPPA

Sergio Conti Nibali,
pediatra e direttore di UPPA
Otite e antibiotici nei bambini

Il mal d’orecchio è un sintomo molto frequente nei bambini. Molto spesso è causato da un’infiammazione improvvisa della membrana del timpano e viene chiamato otite media acuta. In circa il 75% dei casi l’otite viene entro i primi 10 anni, ma è molto frequente che il primo episodio si possa avere prima dei due anni. Il mal d’orecchio rappresenta una delle prime cause di ricorso alle cure del pediatra.

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Generalmente un bambino con otite media acuta presenta febbre, dolore in genere molto intenso a una o entrambe le orecchie (se è abbastanza grande da localizzare il dolore), spesso associati a raffreddore e tosse. Questi sono sintomi, ma per fare la diagnosi è indispensabile che il pediatra visiti il bambino e guardi la membrana timpanica con l’otoscopio: il passo successivo è decidere il trattamento in base agli elementi clinici raccolti.

Evitare prescrizioni inutili

Una volta si era soliti iniziare subito la cura antibiotica per tutti; qualche anno fa alcuni pediatri olandesi hanno cominciato a sperimentare un approccio meno “invasivo” e hanno dimostrato su migliaia di bambini con otite media acuta che un atteggiamento di vigile attesa di 2-3 giorni poteva consentire di risparmiare molte terapie antibiotiche che alla fine sarebbero risultate inutili e quindi anche dannose.

La vigile attesa

Ma cosa significa “vigile attesa”? Una volta fatta la diagnosi, al bambino viene dato un analgesico per alleviare il dolore: in genere si usa il paracetamolo, lo stesso farmaco che si usa per trattare la febbre, il più sicuro (se utilizzato nelle dosi e nei tempi prescritti dal pediatra) tra i farmaci antidolorifici; il pediatra resta, poi, disponibile per verificare l’andamento della malattia, rivedendo il bambino in caso di peggioramento.

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Se entro 2-3 giorni dall’inizio dei sintomi il bambino non migliora, allora è buona norma iniziare un antibiotico (l’amoxicillina somministrata per via orale è il più adatto). La vigile attesa non andrebbe “prescritta” quando un bambino ha meno di un anno, quando è presente fuoriuscita di pus dall’orecchio (otorrea), o quando le condizioni cliniche del bambino appaiano compromesse.

Domande frequenti

  • che ne sarà della membrana del timpano dopo un episodio di otite media acuta? Per 15-20 giorni resterà ancora infiammata, ma il bambino potrebbe non manifestare alcun sintomo. Alcuni bambini più grandi che sono capaci di esprimere le loro sensazioni potranno riferire una sensazione di orecchio tappato. Questa sensazione è causata dalla permanenza di muco dietro la membrana del timpano: una situazione che ha molte possibilità di risolversi spontaneamente, senza l’utilizzo di farmaci
  • si può ripresentare la malattia? L’otite media acuta è una di quelle condizioni cliniche che più facilmente possono ripresentarsi più volte; tanto più precoce è stato il primo episodio tanto più facilmente potrà ripresentarsi in seguito
  • a quali complicazioni si può andare incontro? La mastoidite (infezione dell’osso mastoide, che sta dietro l’orecchio) è molto rara ed è indipendente dall’avere ricevuto una terapia antibiotica. I rischi a lungo termine si hanno soprattutto se il muco dietro la membrana del timpano persiste per più di tre mesi dopo un episodio acuto (otite media essudativa), anche questa abbastanza rara; temuta (ma, lo ripetiamo perché sia chiaro, eccezionale) è la perdita di una buona capacità uditiva, con conseguenze sul linguaggio. È per questo che il vostro pediatra terrà sotto controllo più strettamente il vostro bambino se ha sviluppato un’otite media essudativa
  • cosa si può fare per prevenire le otiti? Esistono dei fattori protettivi: l’allattamento al seno, l’inserimento in asilo dopo i 3 anni, la non esposizione al fumo di sigarette; la vaccinazione anti-pneumococco ha mostrato effetti protettivi, ma modesti, solo nei bambini con otiti ricorrenti.
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Immagine per l'autore: Sergio Conti Nibali

Sergio Conti Nibali, pediatra, è responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri e fondatore dei “No Grazie”. È tutor e valutatore per l’iniziativa “Insieme per l’allattamento” dell’UNICEF. È autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, membro del comitato editoriale di Quaderni ACP e, da luglio 2016, direttore di UPPA magazine.

Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 19.04.2019
Immagine in apertura Daniela Jovanovska-Hristovska / iStock / Getty Images Plus