La crescita del neonato è uno dei principali indicatori del suo stato di salute nei primi mesi di vita. Peso, lunghezza e circonferenza cranica vengono valutati attraverso le curve di crescita OMS e i percentili pediatrici, strumenti utili per monitorare l’andamento nel tempo più che il singolo dato. In questo articolo spieghiamo come interpretare correttamente i parametri di accrescimento neonatale, cosa si intende per calo fisiologico di peso nei primi giorni e quando si può parlare di scarso incremento ponderale. Approfondiamo inoltre il ruolo dell’allattamento o dell’alimentazione con la formula artificiale, la variabilità individuale e i segnali che richiedono un confronto con il pediatra, per evitare confronti impropri e preoccupazioni non necessarie.
Il tema della crescita neonatale apre una serie di quesiti importanti.
Ci scrive ad esempio Giulia, preoccupata per la crescita del suo neonato di 1 mese. «Durante le prime due settimane il peso di Francesco è diminuito. Ora che sta per compiere il primo mese di età la situazione sembra migliorata ma comunque ho timore che il mio latte possa non essere sufficiente e che si renda necessaria l’aggiunta di formula artificiale».
La preoccupazione di Giulia è la stessa di tanti genitori alle prese con la crescita del proprio bambini nelle prime settimane di vita; una preoccupazione che poi può proseguire anche nei mesi successivi.
Quanto deve crescere un neonato? Come valutare la crescita mese per mese? La crescita neonatale riguarda solo il peso? A queste e ad altre domande risponderemo nei paragrafi successivi.
Per capire cosa si intende quando si parla di crescita dei neonati occorre prima fare chiarezza sul termine “crescita”, con cui non ci riferiamo solo all’andamento delle misure antropometriche (peso ideale, altezza e circonferenza cranica del neonato) ma, come vedremo più avanti, anche a molto altro. Cominciamo vedendo come deve aumentare di peso.
Ancor prima della crescita mensile, è bene soffermarsi sulla crescita settimanale del neonato. Nella prima settimana di vita, infatti, assistiamo al cosiddetto “calo fisiologico”, ovvero un decremento del peso del neonato. Il piccolo riprende il peso della nascita normalmente entro le due settimane di vita (più raramente entro tre). Si assiste poi a un aumento del peso del neonato con modalità diverse. Possiamo infatti vedere ampie oscillazioni da una settimana a un’altra, con incrementi di 100-300 grammi o anche più a settimana o una crescita del peso del neonato variabile (una settimana il bambino aumenta di 80 grammi, quella successiva 200 eccetera).
Ma quanto deve crescere un neonato? Come abbiamo visto, c’è un’ampia variabilità nell’aumento di peso dei bambini, per cui se volessimo avere un’idea di quanto deve crescere un neonato a settimana o al mese, dobbiamo pensare che nei primi 3 mesi può aumentare dai 400 gr al mese fino anche al doppio.
A partire dai 3 mesi i bambini cominciano a ridurre la velocità di crescita: in genere un bambino dovrebbe raddoppiare il peso della nascita dopo quattro-sei mesi e triplicarlo all’anno di vita.
«Ho sentito parlare di curva di crescita del neonato. Di cosa si tratta?».
Per sapere quanto deve crescere un neonato, così come i bambini di 2-3 mesi eccetera, siano essi allattati o alimentati con formula, possiamo consultare gli standard dell’OMS. standard dell’OMS. [1]
Sono state elaborate anche le curve di crescita con i relativi percentili raccogliendo le misure in bambini allattati al seno in modo esclusivo per 4-6 mesi e successivamente per almeno 12 mesi (bambini che avevano inoltre seguito l’assistenza standard pediatrica e le cui madri non avevano fumato in gravidanza nè successivamente).
Le curve di crescita dell’OMS costituiscono il riferimento fisiologico e ottimale per l’accrescimento e correggono le precedenti curve di crescita, non basate su tali criteri di salute e in cui erano inclusi anche bambini non allattati al seno.
Un aumento del peso del neonato che si discosta in maniera significativa dalle curve dell’OMS va considerato con attenzione, ma non può essere l’unico sistema per valutare se un allattamento sta andando bene e se c’è necessità di integrare con una formula.
Ecco quali sono gli altri segnali attendibili che ci permettono di capire se un neonato sta prendendo tutto il latte di cui ha bisogno per la sua crescita:
Gli aspetti appena elencati, assieme alla valutazione dello stato di salute del neonato da parte del pediatra e a quello dell’andamento nel tempo del peso, sono parametri sufficienti a definire una buona crescita.
Durante i primi mesi di allattamento può succedere che, improvvisamente, il bambino aumenti notevolmente la richiesta di essere allattato, per cui nelle 24 ore le poppate possono passare da 8-12 a molte di più. Questo comportamento è fisiologico, serve a fare aumentare la produzione di latte materno ed è conseguente ai cosiddetti “scatti di crescita del bambino”. Basterà assecondare le richieste del piccolo e, nel giro di 24-48 ore, l’allattamento riprenderà secondo le modalità precedenti.
Quali curve di crescita si usano per valutare il neonato?
In Italia si utilizzano principalmente le curve dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per bambini da 0 a 5 anni, basate su popolazioni di riferimento in condizioni di salute e allattamento raccomandate. Queste curve permettono di confrontare peso, lunghezza e circonferenza cranica con standard internazionali. È importante che il pediatra utilizzi sempre le stesse curve nel tempo, per valutare correttamente l’andamento della crescita. Per dubbi sull’interpretazione dei grafici del proprio bambino, è sempre bene confrontarsi con il pediatra o il consultorio.
Cosa significa essere al 25° o al 75° percentile?
Il percentile indica la posizione del bambino rispetto a un gruppo di coetanei dello stesso sesso. Per esempio, essere al 25° percentile di peso significa che 25 bambini su 100 pesano meno e 75 pesano di più. Non esiste un percentile “migliore”: ciò che conta è che la crescita sia armonica e segua nel tempo una traiettoria regolare. Un singolo valore isolato dice poco; è l’andamento nel tempo a fornire informazioni utili. In caso di variazioni significative, il pediatra valuterà se sono necessari controlli o approfondimenti.
Quando un rallentamento della crescita richiede accertamenti?
Un approfondimento può essere indicato se il bambino mostra un calo significativo e persistente di percentili, una crescita molto lenta rispetto ai controlli precedenti o altri segnali come difficoltà nell’alimentazione, vomito frequente o scarso benessere generale. Anche una crescita eccessivamente rapida può richiedere valutazione. Tuttavia, molte variazioni rientrano nella normale variabilità individuale. Solo il pediatra, considerando visita clinica, storia familiare e andamento nel tempo, può stabilire se siano necessari ulteriori esami.
La crescita è diversa nei bambini allattati al seno rispetto a quelli nutriti con formula?
Nei primi mesi i bambini allattati al seno possono avere un aumento di peso più rapido, seguito da una crescita più graduale rispetto ai bambini alimentati con formula. Si tratta di un andamento fisiologico, che le curve OMS tengono in considerazione. Per questo è importante non confrontare direttamente bambini con modalità di alimentazione diverse, ma valutare ogni percorso individualmente. Eventuali dubbi sull’aumento di peso o sull’alimentazione vanno sempre discussi con il pediatra o con il servizio territoriale di riferimento.

pediatra, è responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri e fondatore dei “No Grazie”. È tutor e valutatore per l’iniziativa “Insieme per l’allattamento” dell’UNICEF. È stato direttore di Uppa magazine tra il 2016 e il 2021, è autore di oltre duecento pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali e membro del comitato editoriale di «Quaderni ACP».