Gravidanza extrauterina: cause, sintomi e conseguenze

Avviene nei casi in cui l’impianto dell'embrione si verifica in sedi diverse dall'utero. Le cause non sono sempre chiare, mentre i primi sintomi sono molto simili a quelli di una gravidanza normale

Lilia Morabito, pediatra
Donna avverte sintomi della gravidanza

L’inizio della gravidanza rappresenta un momento molto particolare e delicato: in questa fase l’ovulo fecondato, che diventa embrione, inizia a “muoversi” dalla tuba di Falloppio (una parte cava dell’apparato riproduttivo femminile dove avviene l’incontro fra la cellula uovo e lo spermatozoo) verso la cavità uterina, dove si impianta e inizia a crescere.
Nella maggior parte dei casi questo percorso si svolge in modo regolare e senza intoppi. Esistono però dei casi in cui l’impianto dell’embrione si verifica in sedi diverse da quella naturale (l’utero) e quindi si parla di gravidanza extrauterina.

Le gravidanze extrauterine rappresentano quasi il 2-3% di tutte le gravidanze e sono più frequenti nelle donne di età superiore a 35-40 anni. Come riportato anche sul sito del NICE (National Institute Clinical Excellence) e in un articolo pubblicato sulla Rivista Italiana di Ginecologia ed Ostetricia nel 2010, la sede anomala dell’impianto può essere rappresentata dalle tube di Falloppio (gravidanza tubarica, 95% dei casi), dalle ovaie o, ancora più raramente, dall’addome (gravidanza addominale). [1] [2]

Quali sono le cause di una gravidanza extrauterina?

Le cause non sono sempre chiare. Fattori come le infezioni che colpiscono le tube di Falloppio (dette “salpingiti”), precedenti interventi chirurgici addominali (ad esempio a causa di un’appendicite), malattie come l’endometriosi, la presenza di dispositivi intrauterini a scopo anticoncezionale (spirale o IUD) o l’assunzione di alcuni farmaci possono favorire una gravidanza extrauterina. Anche alterazione ormonali possono avere un ruolo perché modificano la capacità della tuba di spingere l’embrione e favoriscono l’annidamento in una sede diversa da quella naturale.

Gravidanza extrauterina: i sintomi dopo quanto tempo si mostrano?

I primi sintomi di gravidanza extrauterina compaiono all’incirca dopo la quinta settimana dal concepimento e sono molto simili a quelli di una gravidanza normale: assenza di mestruazioni, dolore al basso ventre, mal di schiena, tensione al seno e nausea. In alcuni casi si può avere anche fastidio mentre si urina. 

Man mano che la gravidanza va avanti possono comparire delle perdite di sangue, spesso scambiate per mestruazioni anche se in realtà si tratta di perdite acquose di colore molto scuro. Anche il mal di pancia può aumentare, specialmente nei casi di gravidanza con sede a livello della tuba, che si dilata in seguito all’impianto dell’embrione. Alcune donne lamentano anche dolori alla spalla. 

Se i sintomi peggiorano (sanguinamento importante, mal di pancia insopportabile che compare in maniera improvvisa, debolezza o svenimento) è bene recarsi d’urgenza al Pronto Soccorso perché può essersi verificata una rottura della tuba, e questo può rappresentare un rischio serio per la salute della donna.

Come riconoscere una gravidanza extrauterina? E cos’è il beta hcg?

Per riconoscere una gravidanza extrauterina il test che utilizziamo è l’ecografia, che permette di visualizzare la posizione dell’embrione all’interno dell’utero e il dosaggio nel sangue di un ormone prodotto dalla placenta detto “gonadotropina corionica” o beta HCG. I livelli di questo ormone raddoppiano ogni 48-72 ore nella gravidanza normale, mentre aumentano molto lentamente nei casi di gravidanza extrauterina.

Bisogna sempre ricordare, però, che una diagnosi precoce è sempre importante perché consente di tenere sotto controllo la situazione ed evitare di andare incontro a problemi seri, come la rottura della tuba.

Gravidanza extrauterina e test di gravidanza

Se il test di gravidanza effettuato attraverso il dosaggio dei livelli di beta HCG sul sangue viene fatto troppo presto, è possibile avere un test negativo. Questo si verifica perché, come abbiamo scritto prima, i livelli di questo ormone aumentano molto più lentamente nella gravidanza extrauterina rispetto a una gravidanza normale. Anche la stessa ecografia, se eseguita troppo precocemente, può risultare negativa.

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Se il risultato ecografico è negativo, ma i livelli di beta HCG sono aumentati e la donna presenta sintomi tipici, la conferma di gravidanza extrauterina si può ottenere solo con l’intervento chirurgico in laparoscopia.

Gravidanza extrauterina: le conseguenze

La maggior parte delle gravidanze extrauterine (circa il 70%) si interrompono con un aborto spontaneo durante le prime quattro settimane. Se ciò non si verifica o se la diagnosi viene fatta prima della quarta settimana si hanno tre possibilità:

  1. “Vigile attesa”. La donna viene seguita attentamente attraverso controlli ravvicinati (ecografie, visite ed esami del sangue) e si attende che la situazione si risolva da sola con l’aborto. Questo comportamento può essere adottato se la donna non presenta dolori o perdite di sangue e le ecografie evidenziano una camera gestazionale stabile e di piccole dimensioni.
  2. Terapia medica. Consiste nella somministrazione di un farmaco, il metotrexate, che blocca la crescita dell’embrione. Questo farmaco può essere utilizzato solo se la gravidanza è all’inizio e non ci sono segni di allarme (dolori o perdite di sangue), ma  è vietato nelle donne che hanno problemi renali (insufficienza renale) o di coagulazione del sangue. 
  3. Intervento chirurgico. Viene indicato nei casi di gravidanza extrauterina  in cui la paziente non può assumere la terapia medica o se quest’ultima non ha sortito alcun effetto. La tecnica più utilizzata, anche in urgenza, è la laparoscopia, che dà la possibilità di rimuovere la camera gestazionale con all’interno il feto e, nei casi più gravi, di asportare tutta la tuba.  

Dopo una gravidanza extrauterina, quando riprovare a rimanere di nuovo incinta?Una donna può rimanere incinta subito dopo una gravidanza extrauterina? La risposta è sì. Le gravidanze extrauterine che si sono concluse spontaneamente con un aborto e senza danno delle tube non comportano problemi di fertilità. Bisogna però sapere che il rischio di avere un’altra gravidanza extrauterina aumenta di circa quattro volte nelle donne che ne hanno già avuta una.

Per quanto riguarda invece l’intervallo di tempo che deve trascorrere prima di programmare una nuova gravidanza non esistono delle limitazioni. L’unica eccezione è costituita dai casi di gravidanza extrauterina trattati con metotrexate, per i quali si consiglia di far trascorrere almeno tre mesi prima di una nuova gravidanza a causa degli effetti che questo farmaco potrebbe avere sulle prime fasi di sviluppo dell’embrione. La fertilità può invece essere ridotta nelle donne con una sola tuba o che sono andate incontro a più di una gravidanza extrauterina ed è per questo che in casi selezionati può essere necessario ricorrere alla fecondazione in vitro.

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Lilia Morabito

calabrese, dopo la laurea in Medicina e chirurgia, conseguita presso l’Università di Messina, inizia il proprio percorso di formazione specialistica in Pediatria presso lo stesso Ateneo. Durante gli anni della scuola di specializzazione approfondisce le proprie conoscenze nel settore delle malattie endocrine dell'età infantile frequentando il Centro di Endocrinologia pediatrica del Policlinico Universitario di Messina. È autrice di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Dal 2019 scrive per UPPA.

Note:
[1] National Institute for Healt and Care Excellence (NICE) Ectopic pregnancy and miscarriage: diagnosis and initial management «NICE», 17 aprile 2019
[2] Lucia De Meis, Maura Bolletta, Rosita Fratto, Silvia Sansavini, Luigi Filippo Orsini Diagnosi e terapia della gravidanza extrauterina «Riv. It. Ost. Gin», 2010, n. 25, pp. 161
Bibliografia:
Articolo pubblicato il 11/12/2019 e aggiornato il 02/09/2020
Immagine in apertura milorad kravic / iStock

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