Complicazioni in gravidanza: la prevenzione attraverso i corsi preparto

Sono dei veri e propri interventi di promozione della salute per la coppia. Gli studi dimostrano infatti che l’accesso ai corsi preparto può ridurre le situazioni o gli eventi negativi che si incontrano lungo il percorso della gravidanza e nel momento del parto

Giada Barbirato , ostetrica
Donne in gravidanza durante un corso preparto

La gravidanza, si sa, è un momento molto delicato per la donna e per il partner, che vivono un periodo di particolare sensibilità e hanno bisogno più che mai di consigli sulla salute propria e del bambino che nascerà. Gli incontri di accompagnamento alla nascita, chiamati anche corsi preparto, forniscono tutte le informazioni preziose e necessarie in proposito. Sono infatti strumenti di salute pubblica che favoriscono le condizioni adatte per compiere scelte consapevoli e responsabili da parte dei futuri genitori. Non solo: gli studi dimostrano anche che l’accesso ai corsi preparto può ridurre alcune complicanze che riguardano il travaglio, il parto e il puerperio. Scopriamo assieme quali.

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Corso preparto: gli effetti sulle complicanze 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la partecipazione agli incontri di accompagnamento alla nascita per rendere il parto un’esperienza emotivamente positiva. Diventare genitori è infatti uno dei momenti più sconvolgenti per la vita della coppia, in quanto prevede un profondo cambiamento nella relazione con l’altro e con sé stessi.

Molti studi, negli ultimi anni, dimostrano che le donne che frequentano i corsi di accompagnamento alla nascita presentano maggiori benefici in diversi ambiti rispetto alle gestanti che scelgono di non frequentarne. In particolare, l’indagine condotta su migliaia di donne in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 2008 e il 2011 ha dimostrato i seguenti benefici:

  • minor rischio di ricorrere al taglio cesareo o a procedure operative durante il parto;
  • minor ricorso all’uso di farmaci analgesici durante il travaglio;
  • diminuzione del tasso di induzione;
  • minor rischio di lacerazioni del perineo;
  • percentuale maggiore di allattamento al seno già in sala parto e, successivamente, in modo esclusivo e per più tempo;
  • minor rischio di vivere disagi emotivi dopo la nascita del proprio bambino;
  • maggior consapevolezza sulla scelta del luogo del parto, sulle tecniche di contenimento del dolore durante il travaglio (l’uso dell’acqua, i massaggi, le posizioni libere) e sulla contraccezione dopo il parto.

Cos’è un corso preparto?

I corsi preparto hanno lo scopo di aiutare la coppia ad acquisire degli strumenti validi per avere consapevolezza sulla gravidanza, sul parto, sulla genitorialità e su tutti i temi legati a queste esperienze. Infatti è proprio attraverso la conoscenza che si sviluppano la fiducia e la positività, elementi fondamentali per una nascita fisiologica e un parto sicuro.

È solo con il coinvolgimento e l’interazione che si raggiunge l’obiettivo. Gli incontri infatti non sono lezioni frontali, e alternano invece momenti didattici in cui vengono esposti argomenti specifici ad altri di condivisione in cui si discute, si gioca e si riflette. La caratteristica del coinvolgimento viene ulteriormente evidenziata dal fatto che un tempo la dicitura era “corsi di preparazione alla nascita”, mentre oggi si preferisce definirli “incontri di accompagnamento alla nascita”. La differenza tra preparazione e accompagnamento sta nell’etimologia stessa, poiché quest’ultimo termine richiama un percorso che è una promozione attivante e consapevole della salute e del benessere della donna, del bambino e del nucleo familiare.

Trovare il corso di accompagnamento adatto alle proprie esigenze è difficile, ancor più in questo ultimo anno in cui per mesi è venuta meno l’interazione diretta. Proprio per questo è fondamentale affidarsi a un corso gestito da professionisti competenti, sensibili a tutti i temi del percorso della gravidanza. Che sia in consultorio, in ospedale, in una struttura privata oppure un corso online, l’importante è individuare un corso preparto che fornisca sì le conoscenze scientifiche, ma che allo stesso tempo offra uno spazio sociale, dal vivo o telematico che sia, in cui vivere ed elaborare le informazioni ricevute e poter dare significato alle esperienze dei futuri genitori.

Corso preparto: i benefici per il partner

In questi ultimi tempi si assiste finalmente a una riscoperta del ruolo del partner nel percorso della gravidanza. Alla luce di questo può essere utile che il partner, o la persona di fiducia individuata dalla donna, prenda parte agli incontri di accompagnamento alla nascita, poiché in questo modo diventerà una persona informata e consapevole e potrà dunque partecipare attivamente al travaglio e al parto, sostenendo così la partoriente. Nell’evento della nascita, infatti, il partner può ad esempio mettere in pratica tecniche di contenimento del dolore, come l’esecuzione di massaggi, o anche, con la sua presenza, infondere fiducia, sostenere le scelte della donna e rassicurarla sulla fisiologia del fenomeno che sta vivendo.

Un altro aspetto importante è il supporto per il ritorno a casa. Un partner che ha partecipato attivamente a un corso preparto e conosce la fisiologia del neonato, il ritmo sonno-veglia, gli aspetti dell’allattamento, le cure primarie, può dare un aiuto pratico e superare, insieme alla neomamma, le difficoltà dei primi giorni. La sua figura, in quest’ottica, sostiene e dà equilibrio in un momento in cui il cambiamento ormonale dovuto alla maternità può portare la donna a uno stato di regressione e ambivalenza. È lì che partecipa, ricorda le informazioni utili, dà sicurezza. Ricordiamo infatti che il baby blues, la cosiddetta “tristezza post-parto” comune nei primi giorni dopo la nascita del bambino, in alcuni casi può sfociare in depressione vera e propria e necessita di qualcuno che sappia riconoscere i segnali e abbia gli strumenti per chiedere aiuto. 

Corso preparto come strumento di prevenzioneI corsi di accompagnamento alla nascita possono essere considerati strumenti di protezione e prevenzione grazie alla loro efficacia. Frequentandoli, infatti, le gestanti ottengono informazioni preziose, possono acquisire una maggiore autodeterminazione nelle scelte assistenziali, sul periodo che stanno vivendo e su ciò che devono affrontare, e soprattutto hanno la possibilità di rafforzare la consapevolezza delle proprie capacità. In questo modo, la loro esperienza ha quindi maggiori probabilità di essere positiva. La nascita si spoglia così dei suoi preconcetti culturali e sanitari per diventare un evento complesso (eppure fisiologico nella maggior parte dei casi) da poter affrontare e conoscere in un’atmosfera di benessere e accoglienza.

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Le complicanze nel “percorso nascita”

a cura di Giada Barbirato, ostetrica

Molte coppie si chiedono quali siano le complicanze più comuni della gravidanza e del parto e vorrebbero essere preparate per affrontare questi eventi con la massima consapevolezza. Un documento ministeriale chiamato POMI, Progetto Obiettivo Materno Infantile, ha messo in luce l’importanza e la necessità di attuare interventi efficaci in merito al “percorso nascita” in Italia. Allo stesso modo, un’indagine condotta nel 2002 dall’Istituto Superiore di Sanità su gran parte del territorio italiano, su un campione di più di 7.000 donne, ha fatto emergere alcuni punti deboli nelle aree tematiche della gravidanza, del parto e del puerperio, che possono sfociare in vere e proprie complicanze. 

Per quanto riguarda l’area del parto, i punti critici emersi sono: 

  • un alto tasso di induzioni (interventi medici che hanno l’obiettivo di indurre un travaglio attivo e far nascere il bambino prima che si possano presentare complicanze; ne parliamo in questo articolo);
  • un ricorso eccessivo all’uso dell’episiotomia;
  • un alto tasso di tagli cesarei;
  • poco sostegno all’esperienza del dolore durante il travaglio.

Per quanto riguarda l’area della gravidanza invece:

  • difetto di offerta formativa e poche informazioni ai genitori;
  • medicalizzazione eccessiva nell’assistenza alla gravidanza.

Sul puerperio, i punti critici emersi sono:

  • basso tasso di allattamento esclusivo alla dimissione e a tre mesi dal parto;
  • alto tasso di ricorso a formule artificiali per l’allattamento;
  • problematiche relative alla sutura;
  • poco sostegno alle donne dopo il parto e pochi servizi;
  • disagio e stanchezza nelle donne durante il puerperio.

Il documento mette in luce come questi eventi possano essere prevenuti, o comunque limitati, tramite strategie di prevenzione. Fra queste la partecipazione da parte dei genitori a un corso di accompagnamento alla nascita ha di certo una rilevanza fondamentale.

Giada Barbirato

Ostetrica e giornalista scientifica, lavora attualmente nella Sala Parto dell’Ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia, dove si occupa dell’assistenza al travaglio e al parto fisiologici e dell’assistenza neonatale e nel puerperio.

Bibliografia
  • Piera Maghella, Incontri di accompagnamento alla nascita, Red Edizioni, 2013
  • Piera Maghella, Organizzare e condurre un corso di preparazione al parto, Manuale pratico per operatori, 2005
  • Roberta Spandrio, Anita Regalia, Giovanna Bestetti, Fisiologia della nascita, Carocci Faber, 2014
  • Ministero della Salute, ISS, CeVEAS, Gravidanza fisiologica – linee guida, «salute.gov.it», 2020
  • Michela Grandolfo, Serena Donati, Angela Giusti, Indagine conoscitiva sul percorso nascita, «epicentro.iss.it», 2002
  • Angela Spinelli, Serena Donati, Michele Grandolfo, Valutazione degli effetti dei corsi di preparazione alla nascita sulla salute della madre e del neonato, «Ann. Ist. Super. Sanità», vol. 36, n. 4 (2000), pp. 465-478
  • Colleen G. Mueller, Pamela J. Webb, Stephanie Morgan, The Effects of Childbirth Education on Maternity Outcomes and Maternal Satisfaction, «The Journal of Perinatal Education», gen. 2020;29(1):16-22
Articolo pubblicato il 07/09/2021 e aggiornato il 20/09/2021
Immagine in apertura Halfpoint / iStock

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