Medicina preventiva: vero e falso

Quali sono i comportamenti e le pratiche da seguire per una corretta prevenzione? Rispondono i pediatri di Uppa

Immagine per l'autore: Vincenzo Calia
Vincenzo Calia , pediatra e giornalista, ha fondato e poi diretto per 16 anni Uppa magazine
bambino visita dalla pediatra

L’alimentazione corretta e il movimento quotidiano prevengono l’obesità: VERO!

È quasi inutile dirlo, ma un’alimentazione equilibrata che contenga quantità giuste dei principali nutrienti (proteine, grassi e carboidrati), unita a un esercizio fisico quotidiano previene l’accumulazione di grasso superfluo e quindi l’obesità, che, se inizia durante l’infanzia, può diventare difficile da sconfiggere nell’età adulta. Tuttavia la preoccupazione maggiore dei genitori italiani è ancora che i loro figli non mangino abbastanza; e mentre tutti si precipitano a iscrivere i figli in palestra o in piscina, pochissimi si preoccupano di farli camminare o salire le scale di casa.

L’igiene orale previene la carie: VERO!

Una volta si pensava che i denti, soprattutto quelli da latte, fossero destinati a “marcire” e a cadere; oggi si sa che se ne abbiamo cura fin da bambini lavandoli regolarmente e contemporaneamente limitiamo il consumo degli zuccheri (attenti al ciuccio con il miele o al biberon succhiato tutta la notte!), i denti di latte cascano sì, ma belli e sani all’età giusta. E quelli permanenti possono restare in bocca senza problemi tutta la vita.

Le vaccinazioni prevengono le malattie: VERO!

Forse non vale neppure la pena di ripeterlo, ma le vaccinazioni di massa hanno cambiato il mondo ed eliminato malattie un tempo molto pericolose. Un esempio per tutti: il vaiolo, che ormai è sparito e non c’è più neppure bisogno di vaccinarsi.

Lavarsi le mani previene il diffondersi delle infezioni: VERO!

Sembra strano, ma ci sono studi scientifici che dimostrano che lavarsi regolarmente le mani previene il diffondersi delle infezioni, in ospedale, a casa, nelle scuole e in tutti gli altri luoghi in cui c’è uno stretto contatto fra le persone. Una cosa semplicissima, a cui non sempre si pensa.

Stare al caldo previene il raffreddore: FALSO!

Il raffreddore comune è una malattia virale contagiosa che colpisce il naso, la gola e le prime vie aeree (laringe e trachea). Si trasmette da una persona all’altra soprattutto nei luoghi chiusi e affollati (le scuole per esempio). Ecco perché viene soprattutto d’inverno quando le persone stanno tutte insieme al caldo e così… si contagiano più facilmente.

Coprire le orecchie previene l’otite: FALSO!

L’otite deriva direttamente dal raffreddore che ostruisce i sottili canali che mettono in comunicazione il naso con le orecchie. L’infiammazione è dentro la scatola cranica, dove la temperatura è costante anche se i padiglioni auricolari sono rossi e gelati, come può capitare d’inverno. Perciò mettiamo pure il paraorecchie se vogliamo stare al caldo, ma senza illuderci di proteggere i bambini dall’otite.

Il nuoto previene la scoliosi: FALSO!

La scoliosi è una progressiva deformazione della colonna vertebrale che colpisce raramente, soprattutto le ragazzine in età preadolescenziale. La sua causa è sconosciuta. Né il nuoto, né altri sport, possono prevenirne l’insorgenza nei ragazzi predisposi a questo disturbo.

Il latte artificiale “anallergico” previene le allergie: FALSO!

Le allergie sono un fenomeno piuttosto diffuso: quando nasce, ciascun bambino ha una discreta probabilità di sviluppare, prima o poi nella sua vita, una o più manifestazioni allergiche (raffreddore primaverile, asma, eczema ecc.); questa probabilità aumenta se uno o entrambi i suoi genitori sono allergici.
Contrariamente a quanto si pensava qualche anno fa, questa probabilità non diminuisce affatto se il bambino (in caso di allattamento artificiale) assume invece di un latte normale un latte speciale che vanta “proprietà antiallergiche”.

Integrare la dieta con calcio serve a rinforzare le ossa: FALSO!

Integrare la dieta con dosi supplementari di calcio è una pratica non basata su prove di efficacia, secondo quanto conclude una revisione sistematica pubblicata di recente. L’effetto sulla densità minerale delle ossa nei bambini infatti si è dimostrato piccolo e non duraturo, proprio dove più spesso si verificano fratture. Se studi passati suggerivano che assumere dosi supplementari di calcio nella dieta dei bambini potesse aumentare la densità minerale ossea, così non risulta dalla revisione condotta su 19 studi che coinvolgevano oltre 2.800 bambini e giovani dai 3 ai 18 anni.

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Vincenzo Calia

pediatra e giornalista, ha esercitato per quarant’anni come pediatra di famiglia nel Servizio Sanitario Nazionale e ha fondato nel 2001 il bimestrale per i genitori «Un Pediatra Per Amico», che ha diretto per 16 anni. Attualmente è un pediatra libero professionista.

Articolo pubblicato il 24/06/2013 e aggiornato il 05/04/2022
Immagine in apertura nside Creative House / iStock

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