Famiglia

Improvvisamente fratelli: come gestire il cambiamento in arrivo

di Annalisa Perino - Formatrice montessoriana, Biella
fratelli «Amore! Fra 9 mesi arriva un fratellino, sei contento?» dice la mamma. «Ma cosa sono 9 mesi? E un fratellino? Mah…. Mamma però è tutta contenta, quindi: sì! Sono contento» pensa il bambino. Mamma e papà ci provano a preparare i piccoli primogeniti all’arrivo del fratello, così come al cambio della casa o all’inizio dell’asilo: «Lo sai che fra un pochino andiamo ad abitare in un’altra casa?» oppure «Tra due settimane iniziamo l’asilo! Sei felice?». I genitori agiscono con le migliori intenzioni, spinti dal desiderio di aiutare il bambino ad...

Ha senso rimanere insieme per i figli?

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Sono la mamma di uno splendido bambino di quasi tre anni. Col mio compagno le cose non vanno bene. Stiamo insieme solo per nostro figlio. Non credo sia giusto che io continui a sacrificare la mia vita, però le paure sono tante, soprattutto quella di ferire il mio piccolo, portandolo via di casa e dal padre. Intanto dobbiamo andare dall’avvocato per definire i doveri per il futuro. Io sono decisa, ma non voglio ferire mio figlio. Cosa devo fare? Quando si è dentro ai problemi (come quello che sta vivendo...

Anche i papà hanno bisogno di sostegno

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Generalmente, nella nostra cultura, le madri sono molto più circondate di attenzioni e più sostenute, che non i padri, nel percorso verso la loro specifica genitorialità. Fin dall’inizio, fin da quando la coppia si accorge di aspettare un bambino, tutti (genitori, famigliari, amiche, amici, parenti, colleghi, negozianti, conoscenti…) tutti si interessano solo a quello che accade alla donna, mentre di solito nessuno si accorge dei cambiamenti e delle esperienze che riguardano l’uomo. Padri soli È comprensibile che questo avvenga: è nella donna, a partire dal suo corpo e dalla sua fisiologia,...

Maternità, lavoro e sensi di colpa: una riflessione

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
maternità e sensi di colpa Sono la mamma di Giulia, 13 mesi, che da un mese circa frequenta il nido dalle otto e mezza all’una circa. L’ambientamento sembra sia andato bene; dico sembra perché ho dei dubbi e non riesco a capire se dipendono dalla mia sofferenza per il distacco (lavoro pendolare, part time verticale nei giorni dispari, quindi Giulia non ha una routine sempre uguale) o da elementi oggettivi. Mi è infatti sembrato che sia più attaccata a me. Ovvero prolunga la poppata anche dopo il termine, la esige non appena torno e all’ora corrispondente...

Adolescenza: non solo conflitti tra genitori e figli

di Giuseppe Sparnacci - Psicoterapeuta, Firenze
adolescenza I nostri antenati non avevano dubbi. Un’età precisa definiva la fine dell’infanzia: i 14 anni. Nello Statuto del 1441 della comunità di Radicofani (Repubblica di Siena), a 14 anni i giovani entrano a far parte della comunità adulta con i relativi obblighi, diritti e doveri. Ma c’è qualcosa ancora più interessante in questo vecchio Statuto. Si riconosce che la responsabilità delle proprie azioni, soprattutto se queste comportano effetti negativi, comincia da quando il bambino ha 8 anni. La concezione di un periodo di passaggio, chiamato adolescenza, sembra del tutto estranea...

Perché è così difficile essere genitori di un adolescente?

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
L’adolescenza è un periodo di grandi trasformazioni per i ragazzi, e questo lo sanno tutti. Ma di solito non si tiene abbastanza conto del fatto che l’adolescenza dei figli esige grandi trasformazioni anche del Sé dei genitori. È questo il principale motivo per cui si tratta quasi sempre del periodo più difficile per i genitori. Ed è normale che sia così. La caduta degli dei: un trauma per i genitori e per i figli L’adolescenza è un processo attraverso il quale il ragazzo e la ragazza vanno maturando la propria...

10 regole da rispettare per genitori separati

di Fulvio Scaparro - Psicologo, Milano
1. Comunicare La comunicazione della nostra intenzione di separarci va fatta, per quanto possibile, insieme, usando parole semplici, adeguate all’età dei figli, quando ci sentiremo sicuri della nostra decisione e pronti a parlarne con sufficiente serenità e senza menzogne. È con questa comunicazione che iniziamo a rassicurare nel concreto i figli del fatto che con la separazione non stanno perdendo i genitori. Sta comunque ai fatti, non alle parole, dar loro la certezza. 2. Dialogare Diamo la possibilità ai figli di espimere la loro sofferenza e aiutiamoli più con i fatti...

Gelosia e nuovi equilibri nella famiglia

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Mi scrive una mamma che fra un mese avrà un bambino con parto cesareo. Si sta preparando ad affrontare i grandi cambiamenti che l’evento porterà nella sua vita. Sarà il terzo figlio. Si sente tirata di nuovo indietro, fra pannolini e biberon, sonni disturbati, ulteriori rinvii delle aspirazioni professionali e sacrificio delle prospettive di allargare gli orizzonti del tempo libero e delle vacanze. È contenta, ma (è ovvio) anche ambivalente: conosce gioie e bellezza, ma anche peso, fatica e rinunce che la maternità comporta. I suoi pensieri vanno anche all’impatto che l’arrivo del...

Gelosia: come insegnare a essere fratelli maggiori

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Infinite sono le occasioni in cui un bambino sperimenta la gelosia; quella più riconoscibile dai genitori, e forse la più importante, è la nascita di un fratello o di una sorella. Spesso i genitori sono in difficoltà soprattutto perché si sentono in colpa (sono loro ad aver fabbricato il nuovo nato) e, nella speranza di annullare il senso di colpa, vorrebbero annullare il sentimento di gelosia del bambino, distraendolo e circondandolo di attenzioni. Ma alle proprie emozioni, al proprio sentire, non si comanda, come ai colori che vediamo. Perciò, a dispetto...

I tanti benefici dovuti a un padre “presente”

di Sonia Bozzi - Redattrice, Roma
Più o meno lo sospettavamo, ma adesso che è stato messo nero su bianco bisognerà arrendersi all’evidenza e attrezzarsi per cambiare un’organizzazione che risale alla notte dei tempi. Pare, infatti, che la presenza di un padre faccia la differenza nell’educazione e nella crescita di un figlio. A scriverlo sono quattro ricercatori che hanno pubblicato sulla rivista scandinava Acta Paediatrica i risultati di un’analisi di tutta la letteratura disponibile sull’argomento fino al 2007. Gli studi presi in esame riguardavano circa 22.300 minori di età variabile. L’elemento monitorato è stato il “coinvolgimento...