Il termine ombrello “neurodivergenza” include condizioni come i disturbi dello spettro autistico, il Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), i Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e altre forme di funzionamento neurologico atipico in cui il cervello elabora, apprende e segue modalità di funzionamento differenti rispetto alla maggioranza della popolazione.
In questa categoria è raccolta una selezione di articoli curati da esperti, per offrire approfondimenti chiari e rigorosi sul tema.
La sindrome di Tourette comporta tic involontari che possono incidere sulla vita quotidiana e sul benessere emotivo, spesso associati ad altri disturbi come ADHD e DOC. Dalla diagnosi clinica alle terapie comportamentali e farmacologiche, un approccio personalizzato e multidisciplinare consente di gestire i sintomi e favorire sviluppo, autonomia e qualità della vita
Ogni bambino apprende, sente e cresce in modo unico. Conoscere la neurodivergenza aiuta a trasformare le differenze in risorse, costruendo contesti capaci di accogliere e sostenere ogni percorso di sviluppo
Negli anni si è giunti a una più accurata definizione di “spettro autistico”, proprio per sottolineare l’eterogeneità di questo disturbo. Non ci si riferisce a una malattia, ma piuttosto a caratteristiche peculiari di funzionamento di un individuo, diverse da quelle tipiche ma non necessariamente sfavorevoli
È un disturbo caratterizzato dalla difficoltà nel coordinare i movimenti necessari per compiere un’azione volontaria, può riguardare sia la motricità globale sia specifiche aree del corpo, come le mani o la bocca
È uno dei più comuni disturbi dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, che si caratterizza per la presenza di disattenzione, iperattività e impulsività
Nei primi studi sulla discalculia evolutiva, la difficoltà nel leggere e comprendere i numeri veniva definita come “dislessia dei numeri”. È un disturbo che i manifesta già nel corso dei primi tre anni di scuola primaria, anche se una vera diagnosi può essere effettuata solo dalla fine della terza classe
Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento nella scrittura si manifesta con la presenza di un numero molto alto di errori ortografici nei testi. Ha un’insorgenza evolutiva e non dipende da malattie neurologiche, ma da un diverso sviluppo delle funzioni cerebrali
La dislessia fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento e riguarda, in particolare, la lettura. Può insorgere sia in chi ha già imparato a leggere (dislessia negli adulti) sia nei bambini che non imparano mai a farlo nel modo corretto (dislessia evolutiva)
I DSA vengono definiti “disturbi” perché non dipendono da scarso studio o esercizio ma dall’impossibilità nel consolidamento di alcuni apprendimenti. E sono “specifici” perché non compromettono il funzionamento generale del bambino, ma esclusivamente l’apprendimento della lettura, della scrittura e delle competenze matematiche
La disgrafia è un disturbo della scrittura corsiva che riguarda le abilità grafo-motorie. Il risultato che ne consegue è una scrittura disordinata, scarsamente leggibile, nonostante lo sforzo che può richiedere la sua realizzazione
La sindrome di Asperger è un disturbo dello spettro autistico che si caratterizza per la dedizione con cui chi ne è affetto si occupa dei propri interessi. I bambini con Asperger possono essere aiutati a superare le loro difficoltà relazionali e condurre una vita del tutto normale
Una diagnosi precoce dell'autismo non è ancora possibile, ma un nuovo studio pubblicato su Nature lascia sperare che non sia un'eventualità così lontana
La conoscenza della dislessia e, in generale, dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) è poco diffusa nel mondo della scuola e spesso i bambini con tali difficoltà vengono catalogati come bambini con problemi emotivi o scarsamente impegnati nell’attività scolastica