DSA: i Disturbi Specifici dell'Apprendimento

L’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) fa riferimento alle problematiche che si presentano dai primi anni della scuola primaria. In questo momento il bambino o la bambina si confronta con i primi compiti, l’apprendimento della lettura, della scrittura e delle competenze matematiche.  Proprio in questo periodo diventano quindi visibili i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, che non dipendono da scarso studio o esercizio, ma dall’impossibilità nel consolidamento di alcuni apprendimenti.

I DSA sono caratterizzati da una difficoltà cronica nell’automatizzare alcune abilità, ma ciò non vuol dire che non si possa migliorare, riuscendo poi a sviluppare abilità scolastiche, accademiche o professionali.

In questa rubrica dedicata ai DSA, gli specialisti di Uppa spiegano in che modo affrontare disgrafiadislessia, disortografia, discalculia e quali sono le migliori strategie per affrontare questi disturbi.

Strumenti compensativi: quali sono per i DSA

Marcella Peroni, psicologa e psicoterapeuta e Francesca Ciceri, psicologa
bambino con dsa usa strumenti compensativi per studiare

Strumenti compensativi e misure dispensative per i DSA sono un modo per cercare di mettere sulla stessa linea di partenza ragazzi che, senza questi accorgimenti, partirebbero sempre centinaia di metri dopo. Non si tratta quindi di facilitazioni, ma di adattamenti didattici per rispondere alle caratteristiche degli allievi con DSA

Discalculia: il “DSA in matematica”

Antonella D’Amico, psicologa
Bambino discalculico

Nei primi studi sulla discalculia evolutiva, la difficoltà nel leggere e comprendere i numeri veniva definita come “dislessia dei numeri”. È un disturbo che i manifesta già nel corso dei primi tre anni di scuola primaria, anche se una vera diagnosi può essere effettuata solo dalla fine della terza classe

Cos’è la Disortografia?

Antonella D’Amico, psicologa
bambino disortografico fa i compiti a casa

Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento nella scrittura si manifesta con la presenza di un numero molto alto di errori ortografici nei testi. Ha un’insorgenza evolutiva e non dipende da malattie neurologiche, ma da un diverso sviluppo delle funzioni cerebrali

Cos’è la dislessia? Come riconoscere e trattare il DSA della lettura

Antonella D’Amico, psicologa
Bambino con dislessia legge un libro

La dislessia fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento e riguarda, in particolare, la lettura. Può insorgere sia in chi ha già imparato a leggere (dislessia negli adulti) sia nei bambini che non imparano mai a farlo nel modo corretto (dislessia evolutiva)

DSA: diagnosi e trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Antonella D’Amico, psicologa
Bambino con DSA svolge compiti a casa

I DSA vengono definiti “disturbi” perché non dipendono da scarso studio o esercizio ma dall’impossibilità nel consolidamento di alcuni apprendimenti. E sono “specifici” perché non compromettono il funzionamento generale del bambino, ma esclusivamente l’apprendimento della lettura, della scrittura e delle competenze matematiche

Disgrafia: cause, diagnosi e trattamento

Veronica Pirozzolo, terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
Bambino scrive durante un test per la disgrafia

La disgrafia è un disturbo della scrittura corsiva che riguarda le abilità grafo-motorie. Il risultato che ne consegue è una scrittura disordinata, scarsamente leggibile, nonostante lo sforzo che può richiedere la sua realizzazione

Dislessia: l’importanza del lavoro di prevenzione

Giovanni Sapucci, direttore del CEIS
Bambina alla lavagna

La conoscenza della dislessia e, in generale, dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) è poco diffusa nel mondo della scuola e spesso i bambini con tali difficoltà vengono catalogati come bambini con problemi emotivi o scarsamente impegnati nell’attività scolastica