Il terzo mese di gravidanza, dai cambiamenti alla crescita del feto

Questo periodo può rappresentare una fase impegnativa per il corpo della donna, che inizia la sua trasformazione per accogliere il feto. Quali sono i sintomi e i disturbi più ricorrenti? Quali gli esami e i controlli da fare e i consigli da seguire?

Giada Barbirato , ostetrica
Donna al terzo mese di gravidanza

Quando inizia il terzo mese di gravidanza? Questo periodo coincide con la seconda parte del primo trimestre, più precisamente dalla fine della 8^ settimana fino alla 13^. In questo arco di tempo l’embrione diventa un feto e il rischio di aborto, alla fine della decima settimana, diminuisce notevolmente. I cambiamenti nel corpo della donna procedono e aumentano la percezione della nuova condizione. 

Ma vediamo ora nel dettaglio quali sono i sintomi e i disturbi del terzo mese di gravidanza, come cambia il corpo della gestante e quali sono i controlli e gli esami da fare.

Terzo mese di gravidanza: sintomi e disturbi

Per quanto riguarda la fisiologia del terzo mese di gravidanza, questo periodo può rappresentare una fase impegnativa per il corpo della donna, che inizia la sua trasformazione per accogliere il feto: l’utero si ingrandisce, il volume sanguigno aumenta, i livelli di progesterone si innalzano per garantire il proseguimento della gravidanza.

I sintomi sono diversi per ogni donna e possono variare nel corso delle settimane, dando vita in alcuni casi a veri e propri disturbi, in genere transitori e fisiologici. Ciononostante è importante confrontarsi con il professionista che segue la gravidanza. A tal proposito, se la donna non ha ancora individuato l’ostetrica/o o il medico di riferimento, è questo il momento giusto per farlo. 

I più comuni disturbi del terzo mese di gravidanza sono:

  • congestione nasale ed epistassi;
  • nausea e problemi digestivi;
  • stanchezza, fiato corto e affanno generale;
  • comparsa di emorroidi;
  • insonnia e difficoltà ad addormentarsi;
  • gengive sanguinanti e infiammate.

Le nausee, al terzo mese di gravidanza, sono generalmente tra i sintomi più invalidanti. Possono essere più accentuate nella prima parte della giornata, a stomaco vuoto, e causare difficoltà ad alimentarsi con conseguente perdita di peso. Nella maggior parte dei casi, alla fine del terzo mese, nel corso della dodicesima settimana, tendono a diminuire fino a scomparire, grazie all’equilibrio dei livelli ormonali (in particolare del progesterone e della Beta hCG). In caso contrario, se gli accorgimenti nello stile di vita non sono sufficienti a migliorare la sintomatologia, è possibile discutere con il medico e valutare un’eventuale terapia farmacologica compatibile con la gravidanza. 

Per quanto riguarda la stanchezza, in linea generale questa rappresenta una risposta dell’organismo ai cambiamenti del corpo materno, che necessita un rallentamento dei ritmi generali. Questa però non è una regola. Molte gestanti, infatti, riferiscono di sentirsi energiche o di non aver notato particolari differenze rispetto a prima, tanto da riuscire a completare le attività quotidiane come sempre, senza difficoltà. Anche questo aspetto, dunque, ci ribadisce un concetto importante: ogni gravidanza è un evento unico che va valutato caso per caso, dando priorità ai bisogni individuali. 

Il corpo nel terzo mese di gravidanza, i cambiamenti

Come cambia il corpo al terzo mese di gravidanza? La pancia cresce, insieme al seno; la pelle e i capelli possono presentare modificazioni per via dei cambiamenti dei livelli degli ormoni. Queste modificazioni possono indurre sorpresa e ambivalenza nella gestante. Cambiamenti di umore e difficoltà a riconoscersi, in questa fase, possono essere normali, ma è importante chiedere aiuto e supporto psicologico se si ha il dubbio di non riuscire ad affrontare serenamente le modificazioni del proprio corpo. Il medico di base potrà fornire tutte le informazioni necessarie sui servizi gratuiti messi a disposizione nel proprio territorio, come ad esempio i consultori familiari, dove in genere è previsto il supporto da parte di uno psicologo di riferimento. 

Come detto, la pancia al terzo mese di gravidanza e il seno subiscono modificazioni. Nel dettaglio, intorno alla 9^, la donna può notare un aumento del peso corporeo, dovuto principalmente alla ritenzione idrica e all’aumento del volume del sangue in tutto l’organismo. Pian piano l’addome inizia la sua crescita e si potrebbe notare una sporgenza, tanto da percepire i vestiti troppo stretti. L’utero infatti inizia a espandersi verso l’alto, fino alla linea del bacino, così cuore e polmoni vengono parzialmente compressi. Le vene, soprattutto quelle delle gambe, possono essere maggiormente visibili, causando le cosiddette vene varicose. Il seno è turgido e può risultare dolorante al tatto, mettendo in evidenza i tubercoli di Montgomery, piccoli sbocchi di ghiandole che si apprezzano sull’areola (la parte scura attorno al capezzolo) e che emettono un liquido che ha un effetto protettivo per quella zona. 

Anche la crescita fetale nel terzo mese di gravidanza procede. In particolare:

  • si passa dai 2 cm nella nona settimana a circa 6 cm;
  • il feto pesa circa 15 grammi e assume una posizione con la testa flessa sul tronco;
  • i reni avviano la loro funzione, producendo piccole gocce di urina;
  • il cervello sviluppa i due emisferi cerebrali, destro e sinistro;
  • si percepisce con chiarezza il battito cardiaco fetale ed è possibile talvolta riconoscere il sesso del feto, anche se con possibili errori ecografici. 

Controlli ed ecografie del terzo mese di gravidanza

Quali sono gli esami del terzo mese di gravidanza? La donna dovrebbe già aver eseguito la prima visita di controllo – con ostetrica/o o ginecologa/o – per ricevere tutte le informazioni sullo stile di vita da adottare e sulla diagnosi prenatale, per eseguire l’ecografia del primo trimestre (al fine di datare in modo corretto la gravidanza e stabilire la data presunta del parto) e per programmare gli esami in base al caso specifico. 

Entro la fine del primo trimestre la donna, nel caso di una gravidanza fisiologica, dovrebbe aver effettuato quindi:

  • la prima visita ostetrica;
  • l’ecografia per stabilire le settimane gestazionali e la data presunta del parto;
  • l’ecografia per la translucenza nucale, utile a valutare il rischio di alcune cromosomopatie (a partire dalle 11 settimane);
  • gli esami specifici ematochimici con prelievo venoso;
  • un esame completo delle urine.

Gli esami del sangue principali riguardano: l’emocromo completo, le emoglobine, il gruppo sanguigno e il test di Coombs indiretto, il glucosio, l’HIV 1-2, la ricerca di anticorpi di Toxoplasmosi,  Rosolia,  Citomegalovirus,  Treponema Pallidum. In alcuni casi vengono consigliati esami per la ricerca del  virus dell’epatite C, di infezioni da Chlamydia e da Gonorrea, il Pap test o l’HPV dna test.

Durante queste settimane – intorno alla 10^ – è possibile eseguire il test di screening non invasivo per la diagnosi prenatale, come il test del dna fetale, attraverso un esame del sangue. Il test è facoltativo e a pagamento, tranne che in alcune Regioni. 

Terzo mese di gravidanza: cosa fare e cosa non fare

Il terzo mese di gravidanza coincide con una diminuzione del rischio di aborto spontaneo. Secondo i dati ISTAT, infatti, nell’85% dei casi l’aborto avviene entro le 12 settimane, ma con maggiore incidenza nelle prime otto. Conoscere i sintomi che rappresentano un campanello d’allarme in questo senso aiuta a tutelare la propria salute. 

Quali sono dunque i sintomi di cui preoccuparsi nel terzo mese di gravidanza? È certamente opportuno contattare il medico in presenza di:

  • stanchezza eccessiva accompagnata da tachicardia, eccessiva sudorazione, tremori, svenimenti;
  • perdite vaginali di sangue o anomale;
  • dolore addominale importante.

È proprio durante il terzo mese di gravidanza che molte coppie sentono sia arrivato il momento di annunciare il lieto evento ad amici e parenti. La voglia di comunicare agli altri di essere incinta, però, può scontrarsi con la paura («Forse dovremmo aspettare ancora? Avere maggiori garanzie sul fatto che tutto stia procedendo bene?»). Non esiste un momento giusto e ideale per tutti, e la scelta è assolutamente personale. Alcuni aspettano la fine del terzo mese di gravidanza, quando il rischio di aborto spontaneo diminuisce, altri preferiscono tenere per sè la notizia ancora per qualche settimana, altri ancora condividono la gravidanza fin dalla sua scoperta attraverso il test di gravidanza. Le sensazioni e le emozioni che compaiono possono essere ambivalenti, aspetto fisiologico, questo, che caratterizza in particolare il terzo mese di gravidanza.

Giada Barbirato

Ostetrica e giornalista scientifica, lavora attualmente nella Sala Parto dell’Ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia, dove si occupa dell’assistenza al travaglio e al parto fisiologici e dell’assistenza neonatale e nel puerperio.

Bibliografia
  • AA.VV., The pregnante body book, Dorling Kindersley, 2011.
  • W. Costantini, D. Calistri, Ostetrica. La fisiologia della donna: realtà e confini, Piccin Nuova Libraria, 2013.
  • Ministero della Salute, Linee Guida Gravidanza Fisiologica, «salute.gov.it», 2011.
  • Ministero della Salute, Agenda della gravidanza, «salute.gov.it».
Articolo pubblicato il 26/04/2023 e aggiornato il 16/05/2024
Immagine in apertura Satoshi-K / iStock

Condividi l'articolo