La seconda settimana di gravidanza è un momento delicato e particolare: è la fase in cui il corpo femminile si prepara all’ovulazione e alla successiva fecondazione.
Occorre infatti fare una precisazione: anche se può sembrare un controsenso, quando nel gergo ostetrico si parla di “prime due settimane di gravidanza”, nella realtà il concepimento spesso non è ancora avvenuto.
Cerchiamo di capire, di seguito, cosa accade in questo periodo.
La gravidanza viene calcolata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione e dura in media 40 settimane. La data presunta del parto si ottiene aggiungendo 280 giorni (40 settimane) alla data dell’ultima mestruazione.
Il conteggio parte dall’ultima mestruazione perché solitamente non si conosce con certezza la data effettiva del concepimento. Questo espediente di natura puramente pratica permette ai professionisti di avere un riferimento comune anche se non corrisponde precisamente al vero.
Quindi possiamo distinguere tra età gestazionale (ossia calcolata dall’ultima mestruazione) ed età dal concepimento (più breve di circa due settimane).
Quando si parla di seconda settimana dal concepimento si fa perciò riferimento alla quarta settimana gestazionale.
I tempi della gravidanza sono scanditi anche dai trimestri:
Durante la seconda settimana di gravidanza, cosa succede esattamente?
In questa fase del ciclo femminile i follicoli ovarici maturano e uno di essi rilascia l’ovulo. Sono quattro gli ormoni che giocano un ruolo chiave per garantire il normale funzionamento di questo processo: FSH, LH, estrogeni e progesterone.
Sono quattro anche le fasi del ciclo femminile: follicolare, ovulazione, luteale e infine mestruazione quando non c’è fecondazione.
L’ormone follicolo-stimolante (FSH), dà il via alle danze stimolando la maturazione follicolare all’interno delle ovaie. I follicoli producono estrogeni, che preparano l’endometrio (ossia la mucosa che riveste l’utero internamente) all’accoglimento.
L’alto livello di estrogeni provoca un picco dell’ormone luteinizzante (LH). Questo picco causa la rottura del follicolo dominante e libera l’ovulo maturo: avviene così l’ovulazione.
Il follicolo vuoto si trasforma in corpo luteo, che produce alti livelli di progesterone e di estrogeni. Questi ormoni rendono l’endometrio adatto all’impianto ossia spesso e ricettivo.
Dopo il rilascio, l’ovulo continua il suo viaggio percorrendo le tube di Falloppio, mentre l’endometrio si ispessisce ulteriormente per accogliere un eventuale embrione.
Diversamente da quanto solitamente si dice, l’ovulazione non avviene sempre al 14° giorno, così come la mestruazione non avviene sempre al 28°, ma può variare da donna a donna. Quando i cicli sono più lunghi di 28 giorni è generamente la fase follicolare (proliferativa per l’endometrio) ad avere una durata maggiore, mentre la fase luteale (ossia quella successiva all’ovulazione) ha una durata meno variabile, in media di 12 giorni.
Questa è una domanda che molte donne alla ricerca di una gravidanza si pongono. Imparare a individuare l’ovulazione può aiutare a identificare i giorni fertili.
Vediamo insieme i segnali principali:
Infine esistono test di ovulazione, semplici stick (che si possono trovare in farmacia) simili ai test di gravidanza: rilevano nelle urine il picco di LH che segnala una imminente finestra di massima fertilità nelle 24-36 ore successive.
La fecondazione avviene quando uno spermatozoo incontra l’ovulo nella tuba di Falloppio; si forma così lo zigote, prima cellula umana.
La finestra fertile in cui può avvenire l’incontro ha una durata di circa sei giorni: infatti gli spermatozoi possono sopravvivere nel corpo femminile fino a cinque giorni e l’ovocita ha una vita media di 12-24 ore.
Dopo la fecondazione l’embrione inizia subito a dividersi in numerose cellule trasformandosi velocemente e attraversando diversi stadi di maturazione mentre migra verso l’utero per impiantarsi nell’endometrio.
Ad ogni ciclo, una coppia fertile ha una probabilità di circa 20-25% di concepire; questa percentuale varia in base all’età della donna (diminuisce significativamente dopo i 35) e al tempismo dei rapporti.
I sintomi nella seconda settimana di gravidanza possono essere confusi con quelli dell’ovulazione: tensione mammaria, lievi crampi addominali e stanchezza. La differenza principale risiede nella persistenza: i sintomi di gravidanza continuano o peggiorano, mentre quelli ovulatori/premestruali svaniscono. Sarà l’arrivo o la sospensione della mestruazione a palesare o meno la gravidanza.
Nelle primissime fasi della gravidanza, la donna cercherà forse informazioni su ciò che sta avvenendo nel suo corpo, su quanto misurerà il proprio bambino, su cosa accadrà nelle settimane successive.
In base a quanto detto finora, è importante ricordare che c’è una differenza tra settimane gestazionali e settimane dal concepimento: se sono trascorse due settimane dal concepimento, la donna si troverà alla quarta settimana gestazionale.
Se invece si vogliono cercare informazioni sulla seconda settimana gestazionale, è importante sapere che in questo momento l’embrione, di fatto, ancora non esiste, perché siamo ancora nella fase dell’ovulazione. Il concepimento può avvenire subito dopo.
A fecondazione avvenuta l’embrione si annida nell’endometrio e inizia la secrezione della beta hCG (gonadotropina corionica umana): è l’ormone che segnala la gravidanza, quello che si riscontra nel sangue e nelle urine a conferma dell’attesa.
Il primo sintomo che solitamente si osserva è la mancanza della mestruazione (amenorrea). Alcune donne possono avere episodi di spotting, ossia piccole perdite di sangue, rosse o marroni, dovute all’impianto.
Il seno diviene più teso, sensibile. Nelle settimane successive l’areola diventerà più scura e più grande.
Aumentano stanchezza e sonnolenza per opera del progesterone, l’ormone “del rallentamento” di tantissime funzioni del corpo materno (nello specifico, dei sistemi gastrointestinale, nervoso, immunitario e vascolare); questo contribuisce a creare un ambiente ottimale per lo sviluppo e la crescita del bimbo e facilita l’adattamento fisico materno.
Nausea e vomito si presentano tra la quinta e l’ottava settimana, con un picco intorno alla nona, sempre ad opera del progesterone; lo stesso vale per l’aumento della sensibilità agli odori e cambiamenti del gusto.
Nella seconda settimana di gravidanza (intesa come seconda settimana dal concepimento) si può avere la pancia gonfia. L’aumento di volume si riscontra sin da ora non tanto per un significativo aumento di volume dell’utero quanto per il gonfiore dovuto agli alti livelli di estrogeni e progesterone.
Il test di gravidanza conferma la presenza di una gravidanza in atto.
Esistono due tipi di test: lo stick urine, che si può trovare al supermercato o in farmacia, e il test sul sangue. Entrambi rilevano l’ormone beta-hCG che abbiamo già citato ma il secondo è più precoce ed è quello diagnostico.
Si consiglia di eseguire il test dopo il ritardo mestruale.
In questa fase non è ancora possibile visualizzare l’embrione perciò non è raccomandato eseguire un’ecografia.
Una sana alimentazione è fondamentale in questa fase così come in tante altre fasi della vita. Si può dire che in gravidanza è raccomandato mangiare “due volte meglio” piuttosto che “per due”: questo significa seguire una dieta equilibrata (ricca di vitamine, minerali, ferro e calcio) e rispondere con cibi sani e di buona qualità a una necessità calorica lievemente aumentata.
Particolare attenzione merita l’aumentato fabbisogno di iodio, fondamentale per lo sviluppo cerebrale e del sistema nervoso del piccolo: si può assumere mangiando pesce di mare, crostacei, molluschi, uova, latte e derivati e consumando sale iodato. Un appunto sul pesce: va consumato sempre cotto e preferibilmente azzurro e di piccola taglia (alici, sarde, sgombro, eccetera); sono invece da evitare o limitare il pesce spada o il tonno rosso poiché contengono un alto contenuto di mercurio.
Anche le vitamine del gruppo B sono importanti per lo sviluppo neurologico fetale, in particolare la B9, ossia l’acido folico. Se non lo si stava già assumendo in epoca preconcezionale è bene iniziare per prevenire i difetti del tubo neurale: il dosaggio per una gravidanza fisiologica è di 400 µg al giorno.
Non consumare , per tutta la durata della gravidanza, carni crude e frutta o verdura fresca non adeguatamente lavata per il rischio di toxoplasmosi.
La gravidanza è il momento migliore per prendersi ancor più cura di sé: abitudini di vita sane come svolgere un’ attività fisica moderata e mantenere un peso adeguato sono alla base del benessere materno e fetale.
È bene limitare il consumo di sostanze eccitanti (tè, caffè, bevande contenenti caffeina) ed evitare del tutto fumo e alcool.
Il partner ha un ruolo ugualmente importante in questa fase: il suo stile di vita sano protegge la qualità degli spermatozoi (concentrazione, motilità, morfologia). Se fumatore, è chiamato a smettere per evitare i danni del fumo sia per la sua salute che per quella della compagna e del nascituro.
In questa fase così delicata il supporto reciproco nella coppia e la consapevolezza di una responsabilità condivisa sono fondamentali.
Quando si desidera una gravidanza è bene controllare lo stato di salute generale della coppia: la visita con l’ostetrica, professionista di riferimento, presso consultori pubblici o in regime libero professionale, è raccomandata già in epoca preconcezionale proprio a questo scopo.
Sarà suo compito promuovere uno stile di vita sano, identificare possibili fattori di rischio, svolgere un’accurata anamnesi personale, ginecologica e familiare.
L’ostetrica indicherà inoltre gli esami pre-concezionali da eseguire: si tratta di esami del sangue, prescritti dal medico ed eseguibili gratuitamente in Italia, finalizzati a valutare la salute generale e a ridurre i rischi infettivi e genetici. Nello specifico si raccomanda per la coppia il controllo degli esami ematici di routine (emocromo, glicemia, gruppo sanguigno e fattore Rh) e per la donna lo screening delle malattie infettive (toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus, HIV).
Per scoprire il sesso del bambino bisognerà attendere fino ai test genetici o all’ecografia morfologica. Infatti, anche se il sesso del piccolo è già certo sin dal momento della fecondazione, questi esami offrono risultati attendibili solo alla fine del primo trimestre o a circa metà della gravidanza.
È lo spermatozoo a determinare il sesso del nascituro: se portatore del cromosoma X l’embrione sarà una femmina, se portatore del cromosoma Y l’embrione sarà maschio.
Quando, più raramente, gli ovuli rilasciati dal follicolo sono due e vengono fecondati entrambi, possono formarsi gemelli dizigoti o eterozigoti: i cosiddetti gemelli “fratelli”, geneticamente distinti.
Per concludere, la seconda settimana è quindi un momento di preparazione cruciale: anche se la gravidanza non è ancora iniziata dal punto di vista biologico, il corpo si sta organizzando per accogliere una nuova vita. Prendersene cura al meglio significa mettere buone basi per una gravidanza consapevole e serena.