Sesta settimana di gravidanza

L’embrione misura pochi millimetri, ma cuore, sistema nervoso, organi e arti iniziano già a formarsi. La futura mamma può avvertire nausea, stanchezza, perdite fisiologiche e sbalzi d’umore, mentre si avvicinano i primi controlli

Francesca Finiguerra , ostetrica
Donna alla sesta settimana di gravidanza

Il viaggio della gravidanza è appena iniziato: dalla sesta settimana di gestazione, quindi dalla quarta dal concepimento, iniziamo i veri cambiamenti all’interno dell’utero, coi i primi abbozzi del piccolo embrione che si sta sviluppando e i primi sintomi gravidici percepiti dalla donna. 

Vediamo insieme, passo per passo, cosa accade.

Inquadramento temporale e sviluppo dell’embrione

La sesta settimana di gravidanza, ossia la quarta dopo la fecondazione, rientra nel secondo mese ed è ricca di eventi e modificazione sia del corpo della donna sia soprattutto dell’embrione in utero, definito così ancora fino all’ottava settimana. Ma cosa succede, effettivamente, in questi giorni? 

L’embrione ha una dimensione di circa 5 mm, misurabile dal vertice al sacro, mentre il sacco gestazionale ha un diametro di circa 20 mm; l’evento più delicato della sesta settimana è il “ripiegamento longitudinale” che determina quindi la formazione degli abbozzi dei principali organi e della tipica forma comune a tutti i vertebrati. I tre “foglietti embrionali”, infatti, daranno origine, con il passare delle settimane, allo sviluppo di tutti gli organi del piccolo. In questi giorni, in particolare, avviene l’iniziale formazione di: 

  • Cuore. Iniziano a originarsi le prime camere cardiache e relativi vasi sanguigni, tramite ecografia si potrà osservare il battito cardiaco dell’embrione.
  • Cervello e sistema nervoso. Si verifica la chiusura del tubo neurale e, quindi, la formazione dell’encefalo e del midollo spinale, insieme ai gangli cerebrali e quelli del sistema nervoso periferico. Questa tappa è fondamentale non solo per lo sviluppo del sistema nervoso ma soprattutto perché la chiusura errata comporta i difetti del tubo neurale, tra cui la spina bifida
  • Occhio, orecchie e palpebre. I primi abbozzi di questi organi iniziano in questi giorni e proseguiranno per le settimane successive con processi definiti e precisi.
  • Colonna vertebrale e muscoli. I somiti (masse cellulari) migrano lungo l’asse embrionale e formano l’abbozzo della colonna vertebrale, dei muscoli e dei tendini. Cominciano a formarsi anche gli abbozzi dei quattro arti.
  • Organi interni. Con il ripiegamento, in questi giorni si formano anche gli abbozzi degli organi addominali, come i reni, l’apparato digerente e il sistema circolatorio e l’apparato genitale.
  • Placenta e membrane amniocoriali. Il sacco amniotico racchiude l’embrione al suo interno ed è già visualizzabile con l’ecografia, insieme alla sua connessione tramite il cordone ombelicale e la placenta permette lo sviluppo corretto in utero.

Sintomi della sesta settimana

Con il passare delle settimane potrebbero diventare più evidenti i sintomi tipici della gravidanza, legati ai numerosi cambiamenti, soprattutto ormonali, di questo evento. In particolare, durante la sesta settimana di gravidanza potrebbero accentuarsi: 

  • Sintomi gastro-intestinali. L’aumento degli estrogeni e delle beta-HCG favoriscono l’insorgenza di nausea, spesso associata anche a vomito, che caratterizza soprattutto il primo trimestre e che ha un impatto importante sulla quotidianità della donna. Fare pasti e spuntini frequenti con alimenti secchi (pane, crackers, eccetera), non sdraiarsi immediatamente dopo i pasti o l’utilizzo di prodotti fitoterapici a base di zenzero possono aiutare a combattere questi sintomi. Se dovessero persistere e non ridursi con nessun rimedio (anche farmacologico) è opportuna una valutazione professionista per arrivare a un’eventuale diagnosi di iperemesi gravidica. L’aumento del progesterone, invece, può causare gonfiore addominale e stipsi. A tal proposito, una dieta ricca di fibre, una buona idratazione quotidiana e, quando possibile, anche il movimento possono aiutare a ridurre la stitichezza. 
  • Stanchezza e affaticamento. Tutti i cambiamenti fisici e ormonali del corpo della donna aumentano il senso di stanchezza quotidiana e l’affaticamento. Assecondare il proprio corpo e riposarsi in queste prime fasi della gravidanza e importante.
  • Leucorrea gravidica. Perdite bianche e trasparenti, più o meno abbondanti, sono fisiologiche e legate ai cambiamenti che riguardano anche la mucosa vaginale. In questi giorni possono apparire anche rosate, ma legate sempre ai cambiamenti uterini tipici di queste prime fasi della gravidanza.
  • Scialorrea e iperosmia. L’eccessiva salivazione e l’aumentata sensibilità ad alcuni odori iniziano ad apparire durante la sesta settimana di gravidanza e possono protrarsi anche per le settimane successive.

Tutti questi sintomi sono appunto legati ai numerosi cambiamenti di queste prime settimane ma non è detto che si verifichino sempre tutti. Possono infatti alternarsi, comparire in alcuni casi e in altri no. A tal proposito va ricordato che l’assenza di sintomi riconducibili alla gravidanza non indica necessariamente che qualcosa non va e può essere assolutamente normale. Al contrario, la comparsa di sintomi importanti o sospetti, come perdite di sangue, sanguinamenti abbondanti o crampi addominali intensi richiede il consulto con professionista al fine di escludere patologie o anomalie della gravidanza, come una minaccia di aborto.

Cambiamenti fisici e ormonali e aspetti emotivi

Come detto, nel corso delle prime settimane di gravidanza il corpo della donna va incontro a numerosi cambiamenti, soprattutto ormonali e a carico dell’utero. Va però detto che nel corso della sesta settimana di gravidanza, non tutte le donne sono ancora al corrente di essere incinte: ad esempio, chi ha un ciclo mestruale più lungo o chi ha flussi irregolari non percepirà ancora i sintomi come riconducibili ai cambiamenti del corpo dovuti allo stato gravidico. 

Oltre ai cambiamenti fisici, si possono riscontrare anche variabilità emotiva e sbalzi d’umore, dovuti soprattutto ai cambiamenti ormonali, ovvero all’aumento del progesterone e degli estrogeni. 

Le prime settimane sono anche quelle più ricche di ansie e preoccupazioni, soprattutto in coloro che hanno ricercato tanto una gravidanza, chi ha fatto un percorso di fecondazione assistita o chi ha avuto precedenti aborti o incertezze: il supporto emotivo, oltre che professionale, da parte del ginecologo o dell’ostetrica di fiducia è fondamentale, coì come il supporto da parte del partner.

Esami medici e controlli

Durante la sesta settimana di gravidanza possono iniziare i primi controlli effettivi con il professionista di fiducia. 

Ormai le beta HCG non si dosano più perché i valori tendono a crescere esponenzialmente soprattutto nelle prime settimane (in queste settimane si possono infatti osservare dosaggi sul sangue di 10.000-100.000 mIU/ml, con variabilità soggettiva). 

Dopo il test di gravidanza positivo e almeno dopo qualche dosaggio dell’ormone della gravidanza, occorre contattare il proprio ginecologo di fiducia o consultorio di zona per fissare il primo controllo ecografico e poi eseguire i primi esami. La prima ecografia si effettua tra la 7^ e l’8^ settimana dall’ultima mestruazione, per avere maggiore possibilità di visionare correttamente la camera gestazionale e la sua localizzazione (ed escludere quindi gravidanze extrauterine), oltre all’embrione e al cuore, ma a volte si può anticipare anche durante la sesta settimana, soprattutto nelle gravidanze da fecondazione assistita o in caso di disturbi o problemi materni. 

Durante la prima ecografia, che attesta lo stato gravidico, il professionista fa anche l’anamnesi della donna e della coppia e, se non eseguite nel periodo pre-concepimento, prescrive alla gestante:

  • esame delle urine complete e urocoltura;
  • emocromo completo;
  • esami delle principali infezioni (rosolia, citomegalovirus, toxoplasmosi, HIV, epatiti B e C).

Il professionista programma inoltre, assieme alla gestante, i successivi controlli, compresi quelli per lo screening prenatale.

Stili di vita, alimentazione e integrazioni 

Durante i primi controlli, alla coppia vengono fornite tutte le indicazioni sul benessere materno e feto-neonatale che dovranno essere seguite per tutta la gravidanza. In particolare, le indicazioni alimentari prevedono una dieta sana e completa, una corretta idratazione quotidiana e una corretta preparazione e cottura dei cibi, soprattutto per ridurre il rischio di contrarre la toxoplasmosi (ma non solo).

Inoltre, è consigliato iniziare o proseguire l’assunzione di acido folico, ovvero della vitamina B9, fondamentale per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale. Eventuali altri integratori o vitamine a supplemento di eventuali carenze soggettive verranno prescritte dal professionista che segue la gestazione.

E l’attività fisica? Se moderata, e svolta sempre ascoltando il proprio corpo, può avere numerosi benefici. Migliora infatti il tono muscolare e anche la mobilità del bacino e della colonna vertebrale, oltre che l’umore, e facilita il controllo del peso. Le attività consigliate sono la camminata, il nuoto e il movimento in acqua, il pilates o lo yoga, mentre sono da evitare attività che prevedono l’utilizzo di palloni, sport da contatto fisico come la boxe o ad alto rischio di cadute. 

Infine, con l’attestazione di gravidanza da parte del professionista sanitario, è possibile richiedere l’astensione dall’attività lavorativa non solo per rischi legati alla gravidanza stessa, come la minaccia d’aborto, ma anche per le professioni a rischio biologico, tossico o teratogeno.

Bibliografia
  • G. Pescetto et al., Ginecologia e Ostetricia – V edizione – 2 volume, SEU Editrice, 2017, pag 21 e ss.
  • ISS, “Linea Guida Gravidanza Fisiologica – aggiornamento 2025”, epicentro.iss.it, 2025.

 

Articolo pubblicato il 03/06/2026 e aggiornato il 03/06/2026
Immagine in apertura szakalikus / iStock

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