La sesta malattia: cos’è e come si cura

È una malattia infettiva che di solito si manifesta nei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni di età, di lieve entità e breve durata, e generalmente priva di complicazioni significative. Impariamo a riconoscerne i sintomi

Elena Uga, pediatra
L'esantema della sesta malattia

«Dottoressa, il mio bambino ha la febbre, ma non è raffreddato neanche un po’»; «Fino a ieri ha avuto la febbre e adesso è pieno di puntini, avrà mangiato qualcosa che gli ha fatto male?»: talvolta capita di sentirsi descrivere da una mamma, un po’ allarmata, questi strani sintomi. Non è sempre facile arrivare a una diagnosi, ma andiamo con ordine e partiamo proprio dai sintomi: la febbre e i puntini rossi.

Sintomi

Come ormai sappiamo, la febbre è un meccanismo di difesa del nostro organismo che, solitamente, aumenta la propria temperatura per impedire a virus e batteri di moltiplicarsi. La comparsa della febbre, quindi, farebbe pensare a un’infezione, ma dove sarà localizzata? Nella stragrande maggioranza dei casi, nei bimbi le infezioni sono a carico delle vie respiratorie alte (naso, gola, orecchie, trachea) o basse (polmoni, bronchi). Eppure il nostro bambino non ha il raffreddore, non tossisce e non ha la gola arrossata. Potrebbe trattarsi di un virus? E dove si sarà cacciato questo virus se non sembra essere nel naso né nei bronchi? Passiamo alle macchie causate dalla sesta malattia (da non confondere con la quarta malattia e la quinta malattia). La comparsa di “puntini” sulla pelle comunemente fa pensare a due evenienze altrettanto temute: l’ingestione di qualche cibo che ha provocato una reazione oppure una malattia infettiva, e, di solito, la percezione dei genitori che un bimbo abbia un’allergia a un alimento è molto più alta della reale percentuale di bimbi che ne sono affetti. Inoltre, le allergie alimentari hanno delle caratteristiche inconfutabili: le macchie si manifestano subito dopo l’ingestione (di solito dopo mezz’ora, al massimo un paio d’ore) e scompaiono smettendo di assumere l’alimento, spesso assomigliano a punture di zanzara, spuntano alternativamente in zone diverse della cute e sono molto pruriginose. Non essendo questo il caso, con elevata probabilità ci troviamo quindi di fronte a una malattia infettiva: ma quale?

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Nei bambini

Se il bambino è piccolo, non presenta sintomi particolari, ha la febbre alta e non sono comparse macchie, potrebbe trattarsi della famigerata “sesta malattia”. Questa malattia infettiva – chiamata anche roseola, roseola infantum, esantema critico, esantema subitum o febbre dei tre giorni – si manifesta soprattutto nei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni di età; il nome “sesta malattia” deriva dal fatto che un tempo, quando non esistevano ancora i vaccini, si usava numerare le malattie più comuni dei bambini. È causata da un virus della grande famiglia degli herpes (la stessa famiglia dell’herpes labiale e della varicella): l’herpes virus di tipo 6B (più raramente l’herpes 7). La trasmissione del virus avviene attraverso il naso e la bocca (quindi tramite colpi di tosse e starnuti) oppure attraverso le mani e gli oggetti contaminati ed è frequente in ogni stagione. I sintomi iniziano a comparire dopo 1-2 settimane di incubazione e solitamente il sintomo principale è la febbre alta (raramente il piccolo potrà avere un lieve raffreddore, gola arrossata o occhi rossi, talvolta anche vomito e diarrea, e “piccole palline” dietro la nuca, ossia dei linfonodi occipitali ingrossati).

Esantema

Dopo 3-5 giorni, la febbre improvvisamente scompare ed ecco che compaiono le macchie: tipicamente non danno fastidio né provocano prurito, iniziano dal tronco e dal collo e possono diffondersi a braccia e gambe, ma solitamente non si estendono al viso, alle mani e ai piedi. Sono macchie rosa-rosso piane, senza vescicole (quindi non contengono liquido come quelle della varicella), solitamente non danno prurito e scompaiono nel giro di un paio di giorni senza lasciare alcun segno. Questi sono i sintomi più classici ma, in alcuni casi, la malattia può presentarsi senza febbre, solo con un po’ di inappetenza e qualche macchia, oppure le macchie possono comparire durante la febbre e non nella fase successiva.

Durata

La sesta malattia, solitamente, comporta 3-5 giorni di febbre seguiti da 2-3 giorni di “macchie” che poi tendono a svanire. Possiamo quindi dire che, approssimativamente, dura all’incirca una settimana, anche se questo periodo è piuttosto variabile da bambino a bambino. Una volta comparse le prime macchie, il bambino può considerarsi praticamente guarito.

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Assenza di febbre

La sesta malattia viene a volte chiamata “febbre dei tre giorni” proprio perché nella sua forma tipica comporta tre giorni di febbre, a volte anche alta, e in seguito compaiono le macchie. Però, non è detto che sia sempre così. Come in tutte le forme virali, infatti, le manifestazioni possono essere variabili e, seppur raramente, possono anche comparire le macchie senza prima aver avuto la febbre come sintomo. Oppure potrebbe esserci solo la febbre senza la comparsa delle macchie.

Nei neonati

Questa malattia difficilmente colpisce i bambini sotto i 6 mesi, in modo particolare se allattati, perché in questo caso i piccoli sono protetti dagli anticorpi materni che passano attraverso la placenta prima della nascita e poi con il latte. Tutte le mamme hanno numerosi anticorpi che le proteggono dalla famiglia dei virus herpes 6, perché si tratta di virus molto diffusi con cui tutti entriamo in contatto una o più volte durante l’infanzia. Il virus tende poi a rimanere “nascosto” per il resto della vita a livello delle ghiandole salivari e, solitamente, sono proprio i genitori a trasmetterlo ai figli una volta che si sono ridotte le difese immunitarie passate dalla mamma attraverso il latte.

In gravidanza

Se in famiglia c’è una mamma in gravidanza, va tranquillizzata: l’infezione può essere potenzialmente pericolosa per il feto, ma, come già detto, la quasi totalità degli adulti ha avuto più contatti con il virus durante la vita e ha quindi gli anticorpi necessari per proteggersi.

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Quando contattare il pediatra

Il pediatra va contattato usando il buon senso: se il bambino è particolarmente apatico, se rifiuta di bere oppure se le macchie non si risolvono o peggiorano dopo 2-3 giorni. E se il bambino ha la febbre e ha già le macchie? Dobbiamo sempre ricordarci che tutte le infezioni virali nei bambini possono accompagnarsi a macchie e che non sempre si riesce a dare un nome al virus colpevole, ma in fondo non è poi così importante. Nella maggioranza dei casi, i virus vengono adeguatamente combattuti e sconfitti dal sistema immunitario di un bambino sano e, se le macchie non sono fastidiose o pruriginose e se le condizioni del bambino sono buone, spariranno dopo poco tempo, anche se non sapremo dare un “numero” alla malattia.

Terapia

Essendo un’infezione non pericolosa, non ci sono accorgimenti particolari da prendere, se non quello di utilizzare il paracetamolo o l’ibuprofene quando il bambino mostra malessere. Durante la sesta malattia è stata notata una frequenza maggiore di convulsioni febbrili (dovute al fatto che il virus si diffonde a tutto l’organismo e anche al cervello): nonostante questo sintomo spaventi molto i genitori, le convulsioni sono benigne e si risolvono senza conseguenze.

Prevenzione

È possibile prevenire la sesta malattia? Certamente la trasmissione attraverso goccioline di saliva o secrezioni nasali rende molto difficile la prevenzione, tuttavia ci sono alcune semplici norme igieniche che è importante mettere in campo e che servono per ridurre il rischio di contagio anche per molte altre malattie infettive: lavare spesso mani e viso del bambino e anche le proprie mani; evitare la condivisione di bicchieri, piatti e posate, ricordandosi che si tratta di una malattia banale per un bimbo sano, ma che può essere pericolosa per chi, magari a causa di patologie gravi, non ha adeguate difese immunitarie.

Negli adulti

Solitamente veniamo a contatto con il virus da piccoli e da grandi siamo dunque protetti. Talvolta, però, la sesta malattia può essere contratta anche dagli adulti, e in tal caso la sintomatologia può essere importante, con sintomi come febbre, difficoltà a deglutire, linfonodi ingrossati e le tipiche macchie. Come tutti i virus della famiglia degli herpes, inoltre, può diventare pericoloso nei soggetti immunocompromessi.

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Elena Uga

pediatra, lavora presso l'ospedale S. Andrea di Vercelli e si occupa nello specifico di allergologia, allattamento e ambiente. Dal 2011 collabora come autore per UPPA.

Articolo pubblicato il 16/05/2019 e aggiornato il 13/02/2020
Immagine in apertura triocean / iStock

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