Nausea in gravidanza: perché avviene?

Di solito insorge tra la quinta e l’ottava settimana di gravidanza. I rimedi sono vari, la scelta di quello più idoneo dipende dalla gravità del sintomo e dall’eventuale presenza di disturbi associati

Anna Maria Bagnato, pediatra
Donna soffre di nausea in gravidanza

È uno dei sintomi più frequenti all’inizio della gravidanza e per alcune donne può diventare particolarmente disturbante. Analizziamo insieme le cause e i possibili rimedi delle nausee in gravidanza. 

Quando inizia la nausea in gravidanza?

Tra i sintomi della gravidanza, la nausea è uno dei primi a comparire: tipicamente insorge fra la quinta e l’ottava settimana, con un picco intorno alla nona.
La nausea in gravidanza, quando compare, molto spesso si associa ad alterata percezione dei sapori e aumentata sensibilità agli odori. 

Nausea in gravidanza: le cause

Più fattori concorrono all’insorgenza della nausea in gravidanza: in primo luogo, tendono a soffrirne maggiormente le donne le cui madri e/o sorelle hanno dovuto fronteggiare questo disturbo; inoltre chi ha avuto nausea alla prima gravidanza è probabile che ne soffra anche nel corso di gravidanze successive.

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Altro fattore di rischio sono le gravidanze gemellari o le gravidanze complicate da mola vescicolare (che consiste nell’alterazione dei villi coriali): in queste due condizioni sono presenti alti livelli di beta-HCG (gonadotropina corionica, l’ormone della gravidanza) che si pensa siano responsabili di questo disturbo. Va detto però che non tutte le donne con alti livelli di beta-HCG soffrono di nausea in gravidanza. 

È stato osservato che le donne con elevata sensibilità agli odori, quelle che soffrono di mal d’auto/mal di mare (in termine tecnico “cinetosi”) e quelle che soffrono di emicrania sono maggiormente a rischio di nausee e vomito in gravidanza. Altro fattore di rischio importante sono il reflusso gastroesofageo e, in generale, i disturbi gastrointestinali [1] . A tal proposito vale la pena ricordare che gli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) producono un rilassamento della muscolatura dei visceri e, di conseguenza, anche dello sfintere, che si trova tra l’esofago e lo stomaco e che normalmente impedisce la risalita di materiale acido dallo stomaco.

Nausea serale in gravidanza

Si parla di nausea serale in gravidanza o anche di “malessere del mattino”, ma il momento della giornata in cui insorge tale disturbo è soggettivo e, in alcuni casi, può durare per tutto il giorno o insorgere più volte nello stesso arco della giornata. 

Nausea in gravidanza… maschio o femmina?

Curiosamente, in alcuni studi è stato rilevato che la nausea tende a interessare perlopiù gravidanze con feti di sesso femminile. 

Vomito in gravidanzae disturbi associati

Nausea e vomito in gravidanza, come detto, sono sintomi tipici e frequenti nelle prime settimane. I dati ci indicano che il vomito e la nausea forte in gravidanza interessano in percentuale fino al 50% delle gestanti, e che l’1,2% delle donne soffre della cosiddetta “iperemesi gravidica”, condizione caratterizzata da episodi di vomito che si presentano a cadenza molto ravvicinata, spesso giornaliera. Esistono dei punteggi che consentono ai medici di quantificare la gravità del disturbo e di stabilire quali esami eseguire ed eventuali terapie da prescrivere. 

Nel caso dell’iperemesi gravidica, la presenza di sintomi persistenti per gran parte della giornata, che incidono negativamente sulla quotidianità, la perdita di peso, l’ipotensione ortostatica (cali di pressione con capogiri nel passaggio dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta con rischio di svenimenti), la ridotta emissione di urine nel corso della giornata (di colore giallo scuro), sono spie di disidratazione e possono richiedere ricoveri ospedalieri nei casi più gravi, ovvero quando la donna non riesce a reintegrare i liquidi per bocca a causa del vomito.

In alcuni casi possono associarsi anche mal di testa e nausea in gravidanza: come già anticipato, corrono un rischio maggiore le donne che hanno una familiarità con l’emicrania e/o una storia pregressa legata a questa patologia.

I casi di cefalea e nausea da attenzionare sono quelli che insorgono per la prima volta in gravidanza (attenzione alla cefalea di nuova insorgenza dopo la 20^ settimana!), i mal di testa molto intensi, quelli associati a disturbi della visione o ad alterazioni dello stato di coscienza, a rigidità del collo o ad altri disturbi neurologici, i mal di testa che portano a risvegli notturni e quelli che non rispondono a un’adeguata terapia antidolorifica.

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Nausea e diarrea in gravidanza, in verità, non si associano di frequente: molto più spesso le donne soffrono di stitichezza durante la gravidanza, per via dell’azione rilassante compiuta dagli ormoni sulla muscolatura dell’intestino. Nel caso di associazione tra vomito e diarrea in quantità abbondanti, bisogna sempre tenere a mente il rischio di disidratazione e contattare il proprio medico. 

Quanto dura la nausea in gravidanza?

«Ma la nausea in gravidanza, quando passa?», si chiede la futura mamma, un po’ provata. Tipicamente tende a risolversi entro la diciottesima-ventesima settimana.
Tra le donne che sperimentano la nausea e il vomito del primo trimestre di gravidanza, circa il 15-20% può continuare a soffrirne fino al terzo trimestre, e il 5% di queste dovrà conviverci fino al parto.

Nelle donne con una condizione di reflusso gastroesofageo pre-esistente, nausea e vomito possono durare più a lungo e addirittura peggiorare con la progressione della gestazione.
Attenzione a nausee e vomiti che insorgono più tardi rispetto al periodo tipico, potrebbero essere spia di altri disturbi, ovvero: 

  • gastroenteriti infettive e disturbi in genere del sistema gastrointestinale;
  • meningiti e tutte le patologie che determinano aumento della pressione del liquido cerebrospinale;
  • labirintiti e disturbi dell’orecchio interno;
  • malattie endocrine e metaboliche, quali chetoacidosi diabetica, uremia, insufficienza surrenalica, iperparatiroidismo, intossicazioni.

Nausee e vomiti di questa tipologia vanno perciò portati in tempi brevi all’attenzione del proprio medico. 

Nausea in gravidanza: i rimedi

A questo punto viene spontaneo chiedersi come combattere la nausea in gravidanza.
I rimedi contro la nausea in gravidanza sono vari, e la scelta di quello più idoneo dipende dalla gravità del sintomo e dall’eventuale presenza di disturbi associati: infatti vi è un diverso approccio tra le nausee in gravidanza senza vomito o quelle con vomito

Per le donne con sola nausea bisogna tentare un cambiamento delle abitudini alimentari e dello stile di vita: consumare pasti piccoli e frequenti; evitare possibili fattori scatenanti (ad esempio odori/sapori disturbanti per la donna); in alcuni casi evitare caffè, spezie, cibi ad elevato contenuto di grassi, cibi dal sapore acidulo o eccessivamente dolci, al posto dei quali può essere utile prediligere snack e cibi salati prevalentemente proteici, a basso contenuto di grassi e di sale, e cibi asciutti (nocciole, crackers, cereali, toast, etc). 

Per la nausea in gravidanza i rimedi naturali ai quali è possibile ricorrere sono il tè (o anche le caramelle) alla menta e cibi/bevande a base di zenzero: questi ultimi, confrontati con un placebo in una popolazione di circa mille donne in gravidanza, hanno dimostrato una buona efficacia.
Altri rimedi naturali molto in voga per la nausea in gravidanza sono la digitopressione a livello dei polsi: in alcune donne sembra abbia portato grossi miglioramenti, ma tuttora è dibattuto se l’efficacia di tale pratica sia da attribuire a un effetto placebo. 

Sebbene la marijuana sia in grado di ridurre sia la nausea sia il vomito, è decisamente sconsigliata in gravidanza per i danni neurologici che può determinare nel feto. Fortemente sconsigliata è anche l’argilla africana detta “pietra di Calabar” o “gesso di Calabash”, perché contiene elevate quantità di piombo e arsenico che sono tossiche. 

Per quanto riguarda la prescrizione di farmaci anti-nausea in gravidanza, la scelta di utilizzarli va discussa con il medico ed è riservata ai casi più seri. Tra i farmaci più prescritti ci sono la piridossina (vitamina B6), gli antistaminici di prima generazione (che tendono a dare un effetto sedativo e calmante per la nausea) e, nei casi che non rispondono alle modifiche dello stile di vita e ai farmaci di prima linea, è possibile prendere in considerazione trattamenti quali la “metoclopramide”, farmaco molto conosciuto e un tempo prescritto anche ai bambini per il vomito. Anche qui, ribadiamo la necessità di affidarsi al proprio medico curante per questo tipo di trattamenti.

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Anna Maria Bagnato

calabrese di nascita, ha studiato a Messina, dove si laurea in Medicina e inizia il suo percorso di specializzazione in Pediatria (con particolare attenzione alla Neonatologia e alle Emergenze pediatriche), che la porterà anche a frequentare la TIN dell’Ospedale “Buzzi” di Milano e il Pronto Soccorso Pediatrico dell’IRCSS “Burlo Garofolo” di Trieste. Dal 2019 scrive per UPPA.

Articolo pubblicato il 31/07/2020 e aggiornato il 31/07/2020
Immagine in apertura nicoletaionescu / iStock

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