Parto

Mettere al mondo un figlio è un evento straordinario che incide profondamente nella vita di una donna. Fisiologicamente il parto avviene per via vaginale al termine di 40 settimane di gravidanza, ma può risultare necessario ricorrere al parto cesareo. Le perdite vaginali muco-gelatinose e l’aumento della frequenza delle contrazioni uterine sono i sintomi dell’inizio del “travaglio”, ovvero i segni premonitori dell’avvicinarsi del momento del parto. Sarà importante approfondire i molti aspetti che caratterizzano questo periodo, per imparare a riconoscere quelli fisiologici (come ad esempio la funzione del dolore nel parto) o a gestire eventi particolari come la nascita prematura. Sarà utile conoscere con anticipo il “luogo” del parto e gli operatori sanitari che lo accompagneranno. Rilevante sarà anche l’approfondimento di temi delicati che riguardano la donna nel periodo immediatamente successivo al parto, come la depressione post-partum e il maternity blues.

Parto prematuro: cause e rischi di una nascita pretermine

Giulia Costagliola, specializzanda in Pediatria
neonato nato prematuro in incubatrice

La prematurità rimane la prima causa di morte nei bambini al di sotto dei 5 anni. Circa un neonato su 10 nel mondo nasce prematuramente. Di questi circa il 70% nasce in seguito a un parto prematuro spontaneo

Cordone ombelicale: il passaggio tra madre e figlio

Ilaria Lemmi, ostetrica, impegnata a lungo in progetti di cooperazione in Italia e all’estero, ha dato vita insieme ad altre ostetriche al Centro nascita “Margherita”
Clampaggio del cordone ombelicale

Permette il passaggio di sostanze nutrienti e ossigeno al bambino nell’utero materno. Una corretta medicazione e igiene sono necessarie per prevenire l’incidenza di infezioni. È inoltre importante conoscere le sue modalità di conservazione e donazione: il sangue placentare può infatti essere raccolto per l’esecuzione di un trapianto emopoietico in pazienti compatibili

Il parto podalico: cesareo o naturale?

Pietro Rossi, specializzando in Pediatria
Primo piano di un dottore che verifica la posizione del feto in una gravidanza a termine, per verificare se si tratta di un parto podalico

Quando il feto, nell’utero, si trova rivolto con la testa verso l’alto si parla di “posizione podalica”. Che cosa fare quando tale posizione viene mantenuta fino al momento del parto? Vediamo le diverse procedure e accorgimenti

Pancera post parto: serve davvero?

Giada Barbirato, ostetrica
Donna indossa una pancera post parto

Chi la consiglia sostiene che rappresenti un valido supporto per i muscoli addominali, che riduca il dolore post operatorio dovuto al cesareo e permetta un recupero molto più rapido del tono muscolare. Ma molti professionisti della salute ne sconsigliano l’utilizzo, se non in alcuni casi specifici, perché i danni supererebbero i potenziali benefici

Parto in acqua: un’alternativa sempre valida?

Silvia Brogi, collaboratore professionale sanitario e ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze
Donna con il suo bambino subito dopo il parto in acqua

L'uso dell'acqua durante il travaglio e il parto viene proposto per la prima volta negli anni ‘60, quando il ricercatore Igor Charkovsky intuisce i benefici di questa pratica per madre e neonato. Da allora sono nate diverse strutture che offrono alle donne la possibilità espletare il parto in acqua

Parto distocico: come superare le difficoltà

Giulia Costagliola, specializzanda in Pediatria
Primo piano del pancione di una donna in gravidanza, confortata da un'ostetrica per il rischio di affrontare un parto distocico

Le distocie, o difficoltà, del parto dipendono in genere da ragioni “dinamiche” (legate alla capacità dell’utero di contrarsi) o “meccaniche” (quando il bambino non riesce ad attraversare il canale del parto). In entrambi i casi è necessario un intervento ostetrico, manuale o strumentale, per evitare situazioni pericolose.

Contro la violenza ostetrica è necessaria una svolta culturale

Anna Rita Longo, divulgatrice scientifica e insegnante, socia effettiva del CICAP e membro direttivo dell’associazione SWIM, collabora con diverse riviste di carattere scientifico e culturale
donna in attesa di partorire che si copre il volto con le mani per il timore di incorrere in episodi di violenza ostetrica

Sono tante le donne che raccontano di aver subito episodi di violenza ostetrica. Per affrontare in maniera efficace un problema così diffuso è necessario promuovere un profondo cambiamento culturale nella gestione della gravidanza e del parto

La valigia per il parto: una borsa importante per mamma e bambino

Giada Barbirato, ostetrica
Donna prepara la valigia per il parto in ospedale

Cosa può creare un ambiente intimo e familiare durante il travaglio e il parto? A questa domanda le mamme devono provare a dare una risposta prima di riempire la propria valigia per il parto.

Uso dei contraccettivi dopo il parto: come, quando, perché?

Giada Barbirato, ostetrica
Coppia durante un momento di intimità

Secondo un’analisi dell’OMS, circa il 65% delle donne nei dodici mesi successivi alla nascita del loro bambino vorrebbe evitare una gravidanza, ma quali sono gli strumenti e le informazioni specifiche da conoscere sulla contraccezione dopo il parto?

Dove partorire? I consigli per scegliere la struttura più adatta

Elise Chapin e Stefania Solare, Programma Insieme per l’Allattamento, Comitato Italiano per l’UNICEF - Fondazione Onlus
Mamma che ha appena partorito e tiene in braccio il suo bambino

Per affrontare con serenità un momento entusiasmante ma impegnativo come quello del parto è importante conoscere le indicazioni e le buone pratiche che le strutture devono rispettare per tutelare la salute e i diritti della madre e del bambino. Vediamo quali sono

Parto gemellare: perché e come nascono i gemelli

Silvia Brogi, collaboratore professionale sanitario e ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze
Fratelli gemelli dormono vicini

La complicanza più comune è il parto gemellare prematuro, che interessa circa il 60% delle gravidanze gemellari rispetto al 5-10% di quelle singole. Se non ci sono altre controindicazioni materne e/o fetali al travaglio e al parto, il parto naturale (vaginale) è indicato nei casi in cui entrambi i feti siano in presentazione cefalica

La donazione del sangue cordonale

Giada Barbirato, ostetrica
Primo piano del moncone ombelicale medicato

Dopo la nascita è possibile donare le cellule staminali del cordone ombelicale affinché vengano utilizzate per la cura di diverse patologie. Come funziona questo dono nella pratica? Quali sono le informazioni da conoscere per prendere una decisione consapevole?

Sesso dopo il parto: perché cambiano gli equilibri?

Silvia Brogi, collaboratore professionale sanitario e ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze
Coppia si scambia effusioni

Ritrovare una buona intimità sessuale dopo il parto rappresenta un obiettivo importante di salute e benessere. Ciò dipende dal rispetto dei propri tempi di adattamento alla nuova dimensione di coppia ed è un qualcosa che necessita di tempo, pazienza, comprensione e ascolto da parte di entrambi i partner

Parto indotto: quando si pratica?

Ilaria Lemmi, ostetrica, impegnata a lungo in progetti di cooperazione in Italia e all’estero, ha dato vita insieme ad altre ostetriche al Centro nascita “Margherita”
Procedura del parto indotto

È una procedura che andrebbe presa in considerazione solo qualora si ritenga che i benefici materni e fetali saranno maggiori e i rischi significativamente minori rispetto all’attesa dell’insorgenza spontanea del travaglio di parto. La comunità scientifica propone l’induzione nelle gravidanze fisiologiche tra le 41 e le 42 settimane, in considerazione dell’aumento delle morti intrauterine nelle gravidanze oltre le 42 settimane

Anestesia epidurale per il parto

Alessandra Puppo, ostetrica e Rita Breschi, ostetrica, esperta di parto naturale, direttrice dal 2007 al 2014 del Centro nascita “Margherita” dell’ospedale Careggi a Firenze, insegnante in vari percorsi didattici e formatrice
Donna in sala parto

L’accesso all’anestesia epidurale per il parto è un diritto delle donne, ed è indispensabile la disponibilità di questa procedura nei punti nascita, poiché oltre a essere un efficace strumento di controllo del dolore, l’analgesia farmacologica è uno strumento ostetrico formidabile

La “comunicazione gentile” tra mamma e ostetrica

Silvia Brogi, collaboratore professionale sanitario e ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze
una donna incinta sdraiata parla con il suo medico

Il ruolo dell’ostetrica nell’accompagnare la donna durante il percorso della gravidanza, del parto, e delle settimane subito successive alla nascita è fondamentale, e deve fondarsi su una comunicazione efficace ed empatica. Come promuoverla?

In quale posizione partorire?

Ilaria Lemmi, ostetrica, impegnata a lungo in progetti di cooperazione in Italia e all’estero, ha dato vita insieme ad altre ostetriche al Centro nascita “Margherita”
Donna incinta che sta per partorire

Durante il parto si possono assumere diverse posizioni per facilitare il lavoro della mamma e del bambino. Una buona consapevolezza di sé e del proprio corpo è fondamentale per poter scegliere quelle più adatte

Una persona di fiducia in sala parto

Rita Breschi, ostetrica, esperta di parto naturale, direttrice dal 2007 al 2014 del Centro nascita “Margherita” dell’ospedale Careggi a Firenze, insegnante in vari percorsi didattici e formatrice
Donna in sala parto stringe la mano del suo accompagnatore

Il sostegno continuo da parte di una persona esterna allo staff medico migliora l’esito dell’esperienza del parto, in particolare per quanto riguarda la sopportazione del dolore, una maggiore probabilità di un parto vaginale e un travaglio più breve

Il parto cesareo dolce: cos’è e come funziona

Silvia Brogi, collaboratore professionale sanitario e ostetrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze
Primo piano sulla pancia di una donna incinta che viene visitata da un medico

Se da un lato è indispensabile ridurre per quanto possibile il numero di parti cesarei, dall'altro è ugualmente importante promuovere buone pratiche che rendano il taglio cesareo, quando necessario, un intervento che abbia al centro la salute e il benessere di mamma e bambino

Una rete di sostegno per la neomamma

Giorgia Cozza, giornalista e scrittrice
Neomamma si prende cura del proprio bambino

È necessario organizzarsi ancor prima della nascita del bambino per tutelare l’intimità della futura nuova famiglia senza rinunciare all’aiuto pratico e all’incoraggiamento che possono donare familiari e amici

Diventare genitori durante la pandemia: una testimonianza

Anna Rita Longo, divulgatrice scientifica e insegnante, socia effettiva del CICAP e membro direttivo dell’associazione SWIM, collabora con diverse riviste di carattere scientifico e culturale
primo piano delle mani di un bambino appena nato e del suo genitore

Cosa significa partorire durante un'emergenza sanitaria? Ce lo raccontano Chiara e Daniele, genitori di Federico, che è nato a Lodi l'8 marzo, proprio nel pieno dell'epidemia di COVID-19

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