Fuori tutti, si gioca!

Giorgia Cozza,
giornalista e scrittrice
Fuori tutti, si gioca!

Giocare all’aria aperta fa bene. Il tempo trascorso all’aperto, giocando e muovendosi in libertà, favorisce il benessere di mente e corpo. E fin qui, nulla di nuovo. I bambini hanno sempre giocato all’aperto, in ogni tempo e in ogni paese,  si ‘trovavano’ in questo o quel cortile, per trascorrere il pomeriggio in compagnia. Una consuetudine che nel nostro Paese però, sembra destinata a scomparire. Per molti bimbi fa già parte di un passato lontano, dei racconti dei genitori e più spesso dei nonni.

Secondo uno studio condotto dal CNR di Roma nel 2013, nell’ambito del progetto internazionale Children’s Independent Mobility, l’autonomia di spostamento dei bambini italiani che frequentano le suole elementari si è ridotta, passando dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%.

Liberà a confronto

Soltanto l’8% dei bambini italiani torna da scuola da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di autonomia con gli altri Paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi.

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Dunque, i risultati delle ricerche parlano chiaro: i bambini italiani trascorrono al chiuso una parte molto consistente della loro giornata. E, a conti fatti, della loro stessa infanzia. Ma in questo modo si perde tutta una gamma di esperienze, semplici, ma fondamentali per lo sviluppo del bambino.

Correre e giocare dentro casa, non è come correre e giocare e saltare e fare capriole in un prato. Il gioco all’aperto oltre a coinvolgere tutti i sensi e stimolare le abilità motorie è un potente antidoto contro i problemi di sovrappeso che interessano un numero crescente di bambini, con conseguenze (anche molto serie) per la loro salute presente e futura.

Giocare in compagnia

Ma c’è di più. Giocare all’aperto in genere garantisce anche il vantaggio di giocare in compagnia. Al parco giochi, nel giardino condominiale, in cortile, se c’è un bambino che gioca è molto probabile che altri bambini della zona si uniscano a lui.

Mentre in casa si vive una situazione di isolamento, fuori si creano occasioni di incontro e socializzazione che aiutano a crescere, perché si ha modo di allenarsi nell’arte delle relazioni sociali: si impara ad aspettare il proprio turno, confrontarsi, fare proposte e accettare le proposte dei compagni, a volte si litiga e così si ha l’occasione di esercitarsi nella gestione dei conflitti. E tutto questo in un contesto libero, senza la guida diretta di un adulto (come accade a scuola o nei corsi sportivi dove sono presenti insegnanti, istruttori, allenatori), per cui il bambino è stimolato a trovare soluzioni e risolvere problemi, in modo autonomo.

All’aperto sì, ma come?

Ora, abbiamo parlato dei benefici derivanti dal gioco all’aria aperta, ma come si concilia questo con la vita cittadina? Non è necessario organizzare settimane bianche o trasferte in amene località turistiche per dare la possibilità a un bambino di trascorrere del tempo fuori. L’aria aperta a cui ci riferiamo è quella low cost del parco cittadino, del cortile a casa dei nonni, degli spazi verdi nei dintorni. Ai bambini basta davvero poco. Purché li si lasci liberi di giocare, inventare, muoversi e divertirsi.

Ma dove trovano il tempo i genitori per controllare i bambini che giocano fuori? A parte che più bambini di età diversa, si ‘guardano’ a vicenda, ma per vigilare basta un adulto a turno, genitore o nonno, che resta a disposizione o, se i bambini sono grandicelli, si possono tenere d’occhio anche dal balcone.

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Immagine per l'autore: Giorgia Cozza

Giorgia Cozza, giornalista e scrittrice specializzata nel settore materno-infantile, è autrice di numerosi saggi per futuri e neogenitori (tra cui Bebè a costo zero, Benvenuto fratellino, I giochi più stimolanti e creativi, Allattare e lavorare si può) che sono diventati un punto di riferimento per tante famiglie in Italia e all'estero, e di fiabe per bambini.

Pubblicato il 16.03.2016 e aggiornato il 07.09.2018