Linguaggio e scrittura

Favorire lo sviluppo del linguaggio: sette consigli pratici

di Annalisa Perino - Formatrice montessoriana, Biella
sviluppo del linguaggio I genitori, come gli educatori, devono parlare, tanto e bene. Spesso il bambino piccolo che ancora non verbalizza, inibisce l’adulto. Ma come il corpo necessita di cibo sano, ben cucinato, ben presentato per essere attratto, nutrito e crescere, così l’ambiente linguistico in cui è immerso il neonato deve essere curato, pensato e nutriente! I suoni che l’orecchio del neonato percepisce contribuiscono allo sviluppo nell’apparato fonatorio. La lingua si sviluppa prima nella mente del bambino attraverso l’ascolto per poi divenire espressione intorno ai 30 mesi, quando avviene “l’esplosione del linguaggio”. Più gli...

Cosa è la dislessia?

di Zanetto Federica - Pediatra di famiglia, Vimercate
Gli insegnanti che mi hanno salvato erano adulti di fronte ad adolescenti in pericolo. Hanno capito che bisognava agire tempestivamente. Si sono buttati. Non ce l’hanno fatta. 
Si sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, ancora, ancora…
 Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri con me. Ci hanno letteralmente ripescati. Dobbiamo loro la vita.
 Daniel Pennac, Diario di scuola, 2008 Cosa è la dislessia? Noi non nasciamo capaci di leggere e scrivere: se a un bambino di cinque anni facciamo vedere la figura di una casa, lui ci...

Parole di mamma: motherese e sviluppo emozionale del neonato

di Sonia Bozzi - Redattrice, Roma
Ogni madre lo parla per istinto, basta la sola vista del neonato a farlo salire alle labbra; non esiste una scuola che lo insegni, eppure è un vero e proprio linguaggio, con una sua sintassi, una sua grammatica, un suo vocabolario, il tutto accompagnato da una tipica gestualità del volto e delle mani. È fatto di parole cantilenate, lunghi sguardi e lunghe pause, parole ripetute, onomatopee e frasi semplici. Quando le madri lo usano la loro voce tocca una tonalità più alta del solito e assume un andamento cantilenante, quasi...

Ma è proprio vero che solo gli umani parlano?

di Valentina Leone - Pediatra dell'Ospedale Gaslini, Genova
Linguaggio nei primati Il dottor Roger Fouts, della Central Washington University di Ellensburg, negli Stati Uniti ha insegnato a comunicare con vere parole della Lingua Americana dei Segni (ASL)  non solo al suo scimpanzé preferito, Washoe, una femmina (che a sua volta era stata capace di insegnare lo ASL ad una figlia adottiva), ma anche a tutto un gruppetto di altri scimpanzé, Boee, Loulis, Lucy, Tatu, Ooja, Bruno, Telma, Cindy, Dar. Tutti erano stati salvati dalla prigione in cui vivevano: una cella piccola e squallida dove erano stati rinchiusi dopo essere stati oggetto di esperimenti...

L’evoluzione del linguaggio si può misurare?

di Vincenzo Calia - Pediatra, Roma
I bambini comunicano, questo lo sanno tutti, anche prima di cominciare a parlare: sorridete a un lattante e lui vi sorriderà, fate un’espressione accigliata e lui si rattristerà. Il linguaggio però è molto di più: consente di trasmettere un’infinita varietà di sensazioni, concetti, idee, emozioni, indicazioni. E potremmo andare avanti all’infinito con questo elenco. È una prerogativa degli esseri umani, ma anche, di riflesso e in misura più limitata, di alcuni animali intelligenti che vivono a fianco degli uomini: un cane, per esempio, arriva a conoscere il significato di un...

Linguaggio: la macchina per parlare

di Valentina Leone - Pediatra dell'Ospedale Gaslini, Genova
La funzione del linguaggio è controllata da alcune strutture della corteccia cerebrale: si chiamano area di Broca e area di Wernicke e sono collegate da un fascio nervoso. Una lesione dell’area di Broca, nell’adulto, produce un difetto nella capacità di parlare, una lesione dell’area di Wernicke produce un difetto di comprensione del linguaggio parlato. L’area di Wernicke è collegata con la corteccia visiva, questo collegamento ha a che fare con la comprensione del linguaggio scritto. Ma in realtà le funzioni del linguaggio sono sparse un po’ in tutto il cervello...

La dislessia: l`importanza del lavoro di prevenzione

di Giovanni Sapucci - Direttore del CEIS, Rimini
scrivere Al contrario di quanto possa far pensare il fatto che i termini “dislessia e disgrafia” vengano utilizzati sempre più spesso dai mass media, la conoscenza dei Disturbi Specifici di Apprendimento (fra cui va collocata la dislessia) è poco diffusa nel mondo della scuola e spesso i bambini con tali difficoltà vengono catalogati come bambini con problemi emotivi  o come bambini scarsamente impegnati nell’attività scolastica. In realtà se un bambino, dopo un congruo tempo di istruzione, ha difficoltà a leggere e a scrivere, ciò deve essere interpretato non come una difficoltà...

Le parole e il senso della vita

di Franco Panizon - Pediatra e docente, Trieste
Non c’è vita senza comunicazione: il linguaggio è uno strumento vitale per tutti gli esseri, a cominciare dai più semplici, che si riproducono per divisione, come i batteri o le amebe, le idre, i coralli, si mandano messaggi, molecole che indicano agli altri la presenza di un pericolo, o di una fonte di nutrimento, o di un modo per stare assieme, per costruire colonie. Quando poi si tratta di esseri che devono accoppiarsi per riprodursi, il segnale diventa prepotente: il colore, il profumo, la forma dei fiori, la lanterna della...

Bilinguismo e intelligenza: due lingue sono meglio di una

di Sonia Bozzi - Redattrice, Roma
A volte, leggendo i risultati di vecchie ricerche si ha la sensazione che gli scienziati facciano la parte dei predicatori nel deserto, voci solitarie senza risonanza. Come se tra la scienza e il sapere comune, quello che informa le nostre pratiche quotidiane, ci fosse un salto, un canyon, un vuoto di comunicazione. Ne rimane una sensazione di confusione, di disorientamento e ci si chiede chi abbia il compito di dare concretezza alla ricerca, di portare la conoscenza dalla stratosfera alle strade? Insomma, a chi è affidato, oggi, il compito d’informare...