Educazione

Crescere un bambino significa anche educarlo, aiutarlo ad assimilare le regole della vita necessarie per convivere in armonia con gli altri all’interno delle comunità in cui viviamo e, soprattutto, aiutarlo a diventare un adulto autonomo. Oltre a questi aspetti, in questa categoria parliamo anche di asilo nido e di scuola.

Il disegno non è un test di intelligenza

Luisa Morassi, psicologa
Primo piano del disegno di un bambino

Imparare a disegnare richiede lo sviluppo di processi interattivi complessi e di abilità diverse, che procede con tempi differenti per ogni bambino

Montessori: i travasi, un gioco che piace ai bambini

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Bambina gioca facendo travasi

Attraverso l’uso delle mani il bambino sviluppa la propria intelligenza. Grazie al gioco dei travasi, il piccolo effettua un'azione ripetuta che gli è utile a consolidare quanto appena appreso

Maria Montessori e la casa a misura di bambino

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Stanza Montessori a misura di bambino

Per dare al bambino la possibilità di muoversi liberamente, in sicurezza, bisogna ripensare gli spazi e gli arredi. Una casa a misura di bambino è vantaggiosa per tutti: rende i bambini più autonomi e i genitori più sereni

Cosa è la dislessia?

Zanetto Federica, pediatra di famiglia
Lettere magnetiche per bambini

In quali casi di dislessia è necessario intervenire? E quali strategie adottare per permettere di superare alcune delle difficoltà che il dislessico incontra?

Pianto e coliche, istruzioni per l’uso

Costantino Panza, pediatra
Bambino piange

Quali sono i rimedi per il pianto del neonato? Ne parliamo, tra medicina e antropologia, con il pediatra Costantino Panza

Bambini aggressivi: meglio educare che punire

Daniele Novara, pedagogista

Per aiutare il bambino aggressivo a tirar fuori tutte le risorse che gli mancano per gestire le relazioni con i coetanei in modo adeguato sarà importante insegnargli a “litigare bene"

Asilo nido: fondamentale nello sviluppo del bambino

Daniele Novara, pedagogista
Bambini che giocano in un asilo nido

Frequentare l’asilo nido è un’opportunità importante per i bambini, con ricadute positive sui futuri risultati scolastici e sulla realizzazione individuale. Ce lo spiega il pedagogista

Compiti a casa: i bambini vanno aiutati?

Daniele Novara, pedagogista
Bambino colora un disegno

Se i bambini hanno bisogno di aiuto nel fare i compiti a casa, questo, nei limiti del possibile, va dato, ma è sbagliato sostituirsi

Il nido fa bene, anzi benissimo

Sonia Bozzi, Redattrice
Mani di un bambino che gioca all'asilo nido

Uno studio americano pubblicato nel 2011 verifica la relazione tra un progetto di educazione prescolare e lo stato di salute di quegli adulti che da bambini avevano beneficiato del progetto

Uso della violenza nell’educazione

Costantino Panza, pediatra
Bambina rannicchiata sul divano

Gli studi dimostrano che l’utilizzo delle punizioni corporali come stile educativo porta a una maggiore probabilità di presentare in età adulta ansia, depressione, disturbi dell’umore e della stima, abuso di alcol e di droghe, disturbi della personalità

Bambini e regole: come insegnare a rispettarle?

Paolo Roccato, psicoanalista
Bambina che muove gli scacchi e impara le regole

I genitori devono essere in grado di aiutare il bambino a comprendere le norme che regolano il vivere comune, in modo che le interiorizzi e le rispetti. Vediamo in che modo

Una scuola dell’infanzia che educa davvero

Giovanni Sapucci, direttore del CEIS
Costruzioni, seggioline e tavolini in una scuola dell'infanzia

La scuola deve operare perché i bambini e le bambine che la frequentano raggiungano visibili traguardi di sviluppo su tre aspetti fondamentali: l’identità, l’autonomia e la competenza

ADHD: un bambino vivace non è malato

Daniele Novara, pedagogista
Bambino fa una smorfia

Si diffonde anche a scuola la tendenza a cercare diagnosi sempre più precoci. Troppo spesso questo diventa un modo per incasellare lo scolaro dentro un ingranaggio senza ritorno

La scuola Montessori batte quella digitale

Daniele Novara, pedagogista
Bambino gioca con materiali sensoriali Montessori

Insistere sulla scuola digitale significa prefigurare l’inutilità della scuola: se quello che conta è stare connessi a un tablet, a un video schermo o a un qualsiasi supporto digitale, fra breve potrebbe non essere più necessario andare fisicamente a scuola

Masturbazione infantile: un piacere che non fa male

Paolo Roccato, psicoanalista
Piedi nudi di un bambino sdraiato, a illustrare la masturbazione infantile

I bambini scoprono piuttosto presto il piacere che possono procurare gli organi genitali. Fa parte del normale processo di conoscenza di sé, non bisogna vietare e demonizzare la masturbazione infantile

Bambini e sport: domande frequenti

Stefano Gorini, pediatra di famiglia

Niente regole? Bambini viziati e genitori isterici

Paolo Sarti, pediatra
Primo piano di una bambina arrabbiata

Si può crescere senza regole? Il pediatra Paolo Sarti riflette sulle conseguenze, in un estratto del suo libro “Facciamola finita!”

Parole di mamma: motherese e sviluppo emozionale del neonato

Sonia Bozzi, Redattrice
Mamma che parla con baby talk al suo neonato

Il baby talk ha qualche effetto sullo sviluppo del neonato? Gli scienziati stanno studiando il ruolo del linguaggio istintivo che le madri usano con i propri bambini

L’evoluzione del linguaggio si può misurare?

Vincenzo Calia, pediatra
Mani di bambino che tengono in mano due fumetti vuoti

I genitori prestano sempre molta attenzione all’evoluzione del linguaggio dei propri bambini, ma per valutare i progressi è importante non fermarsi alle impressioni soggettive

Linguaggio: la macchina per parlare

Valentina Leone, pediatra dell'Ospedale Gaslini

Dislessia: l’importanza del lavoro di prevenzione

Giovanni Sapucci, direttore del CEIS
Bambina alla lavagna

La conoscenza della dislessia e, in generale, dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) è poco diffusa nel mondo della scuola e spesso i bambini con tali difficoltà vengono catalogati come bambini con problemi emotivi o scarsamente impegnati nell’attività scolastica

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