Bambino

Un proverbio africano afferma «Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio», un saggio modo di dire per ricordare quanto impegno, tempo e competenze servano per svolgere il lavoro di genitori.

Uppa aiuta i genitori a gestire al meglio ogni fase dello sviluppo del bambino, spiegando in modo semplice e chiaro quali sono le fasi della crescita e i problemi che si possono trovare sulla strada. Nella sezione dedicata al bambino troverete quindi informazione e approfondimenti sulla crescita, il sonno, l’igiene e molto altro ancora.

Come riconoscere e gestire gli spasmi affettivi

Lilia Morabito, pediatra
bambino con crisi di pianto durante spasmi affettivi

Gli spasmi affettivi sono fenomeni che possono spaventare molto i genitori, soprattutto quando comportano la perdita di coscienza, ma si risolvono con la crescita senza conseguenze

Lallazione: quando inizia e a cosa serve

Federica Gatti, logopedista
mamma parla con figlio per stimolare lallazione

È un’espressione vocale tipica del bambino a partire dai 6 mesi di età, caratterizzata dalla ripetizione di sillabe cantilenate. A differenza dei vagiti e dei vocalizzi dei primi mesi di vita, la sua struttura somiglia molto alle tanto desiderate paroline, tuttavia queste sillabe non veicolano un messaggio preciso

Mutismo selettivo: perché il bambino non parla?

Matteo Sclafani, psicologo
bambina con mutismo selettivo non parla

Il termine “selettivo” indica che il bambino riesce a esprimersi solo con determinate persone di cui si fida e in alcune circostanze in cui si sente sereno, mentre invece mostra difficoltà in ambienti sociali in cui non si sente a proprio agio

Crosta lattea: quando viene, quanto dura e rimedi

Anna Maria Bagnato, pediatra
neonato con crosta lattea sulla testa

Il punto fermo da tenere a mente, a fronte delle numerose proposte del mercato (pettine per crosta lattea, rimedi naturali eccetera), è che la crosta lattea è una condizione benigna che tende a risolversi entro l’anno di vita e non determina problemi per il bambino

Bagnetto del neonato: frequenza, durata e consigli

Lilia Morabito, pediatra
mamma fa il bagnetto al neonato

Non esiste un vero e proprio “decalogo del bagnetto perfetto”, ma è importante osservare una serie di piccoli accorgimenti che possono aumentare il benessere del neonato durante questo momento così intimo e speciale

Dentizione nei bambini: sintomi e quando inizia

Lilia Morabito, pediatra
mamma mostra primi denti del suo bambino

La dentizione inizia normalmente intorno ai 6-8 mesi di vita e si completa intorno ai 26 mesi. Nulla tuttavia impedisce che i primi dentini possano iniziare a spuntare qualche tempo prima, ad esempio al quarto mese, oppure che compaiano un po’ più tardi

Sonnambulismo nei bambini: perché avviene?

Anna Maria Bagnato, pediatra
Bambino durante un episodio di sonnambulismo

Il sonnambulismo, disturbo del sonno di natura benigna, può manifestarsi dai 2 anni di età in su e continuare anche in età adulta. La probabilità di essere sonnambuli è tre volte superiore nei bambini con un solo genitore che presenta questo disturbo e aumenta di sette volte nel caso di bambini con entrambi i genitori sonnambuli

Non siamo soli, nemmeno alla nascita: il microbiota

Marina Sestito, chimico
Lattante che dorme a pancia in su, sdraiato su una coperta

Che cos’è il microbiota? È l’insieme di microrganismi che vive all’interno del nostro corpo e che concorre in maniera decisiva al suo corretto funzionamento. Secondo gli studi recenti, sembra che cominci a formarsi già durante la gravidanza.

Dal concepimento ai 2 anni: i “primi mille giorni” sono la base della salute futura

Anna Rita Longo, divulgatrice scientifica
Mamma e papà seduti sul divano abbracciano la loro bambina che ha meno di mille giorni di vita

I “primi mille giorni”, cioè il periodo che va all’incirca dal concepimento ai 2 anni di vita, hanno un ruolo centrale nel consolidamento di un buono stato di salute psicofisica del bambino. È quindi opportuno sapere che cosa fare e che cosa non fare per favorirlo

Pannolini lavabili: quali sono i vantaggi?

Pietro Rossi, medico
Torso di un bambino sdraiato che indossa un pannolino lavabile

Le abitudini radicate sono difficili da modificare, e in un mondo che va spesso di fretta non sempre i pannolini lavabili sembrano una buona idea. Eppure il loro uso al posto di quelli usa e getta comporta una serie di vantaggi da non sottovalutare

Disfonia infantile: cos’è e come si previene

Francesca Brignoli, logopedista
Due bambine che urlano sdraiate sul letto

Un utilizzo scorretto della voce e abitudini improprie mentre si parla possono portare, nel tempo, a disturbi vocali. Per evitarli o correggerli è bene adottare alcune accortezze

Parlare prima delle parole: la comunicazione con gesti e segni

Anna Rita Longo, divulgatrice scientifica
Bambino seduto sul seggiolone fa gesti

Negli ultimi decenni si sono diffusi diversi programmi di comunicazione gestuale destinati a bambine e bambini, che promettono di favorire lo sviluppo del linguaggio verbale e di rafforzare il legame di attaccamento tra genitori e figli. Vediamo cosa dice la letteratura scientifica in merito

I 3 anni di età, una fantastica fase della crescita

Gruppo formatori Centro Touchpoints Brazelton
Bambino di 3 anni dipinge

In questa fase il piccolo appare più in grado di tollerare le separazioni dalle figure di riferimento e comincia a manifestare in modo evidente il suo carattere. Inoltre è particolarmente attratto dal gioco interattivo con i coetanei, è sempre più curioso e condivide anche la voglia di capire e scoprire le correlazioni tra eventi

Non chiamiamoli scarabocchi

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta
Bambino "scarabocchia" sul foglio

Nel bambino di età prescolare che produce i primi scarabocchi c’è un rapporto molto stretto tra corpo e mente, tra muscoli, occhi e sistema nervoso. Proprio da questo rapporto nasce l’alfabeto dei segni che il piccolo utilizzerà per raccontare la realtà, le emozioni, gli stati d’animo

I bambini sono più competenti di quanto immaginiamo

Alberto Oliverio, neurobiologo
Bambino cerca di raggiungere un oggetto a terra

I bambini possiedono alcune capacità percettive fin dalla nascita. A pochi giorni di vita sanno seguire visivamente un suono, a 4-5 mesi hanno la percezione di oggetti nascosti e si rappresentano i rapporti tra oggetti nello spazio tridimensionale, a 2-3 anni sanno distinguere tra entità diverse in base al numero e riconoscono la progressione numerica fino al 4 o al 5. Insomma, la mente del bambino “funziona” già prima di iniziare a parlare

Il parlatore tardivo: quali sono i campanelli d’allarme?

Serena Bonifacio, logopedista
Genitore insegna al figlio a parlare

Il termine “parlatore tardivo” si riferisce a bambini che manifestano un ritardo nella produzione di parole in assenza di una diagnosi di disabilità o di ritardo dello sviluppo in ambito cognitivo e motorio. Non definisce una patologia, ma indica una situazione che può essere la manifestazione di un disordine emergente

Parasonnie e altre stranezze durante il sonno

Gherardo Rapisardi, pediatra e neonatologo
Bambino che ha difficoltà col sonno

Durante il sonno i bambini possono compiere movimenti involontari e manifestare forti emozioni. Si tratta di comportamenti fisiologici, benigni, più frequenti nei bambini che negli adulti, e che quasi sempre scompaiono da soli o si riducono di frequenza e intensità con lo sviluppo

Il linguaggio, tra biologia e ambiente

Alessandra Pinton, logopedista e psicologa
Mamma parla alla propria bambina per svilupparne il linguaggio

Già a poche ore di vita i neonati sono in grado di distinguere il parlato da altri tipi di stimoli uditivi. A 8 mesi imparano a distinguere alcune parole. A differenza degli adulti, i bambini raggiungono in un tempo relativamente breve una competenza raffinata della loro lingua madre e, se vivono in un ambiente bilingue, riescono a imparare perfettamente entrambe

Il linguaggio e le altre abilità cognitive

Elena Flaugnacco, psicologa
Bambino cerca di utilizzare il linguaggio mentre gioca con la madre

Il linguaggio si apprende nell’interazione, attraverso l’ascolto, la ripetizione e l’imitazione, grazie a un sistema cognitivo generale che modula l’interazione tra gli stimoli ricevuti e le abilità di partenza. Il suo sviluppo è quindi in stretta relazione con quello di altri ambiti cognitivi

I tic nei bambini

Costantino Panza, pediatra neonatologo
Primo piano di una bambina che fa una smorfia

Può capitare che, per un certo tempo, alcuni bambini presentino dei tic: movimenti rapidi e involontari ripetuti frequentemente. In genere sono legati a momenti di crescita particolarmente impegnativi e non devono destare preoccupazione

La balbuzie nei bambini: come affrontarla?

Francesca Brignoli, logopedista
Bambina fa esercizi per la balbuzie

Tra gli specialisti si parla di “persone che balbettano”, più che di balbuzie, proprio per restituire l’immagine di un fenomeno mutevole a seconda dei giorni e delle circostanze, che può avere importanti risvolti psico-emotivi

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